CINA Il drago è una figura con origini antichissime e che si trova in tutte le culture dell'Eurasia. Le testimonianze più antiche le troviamo comunque in Cina, verso il III e il IV secolo a.C. nella cultura di Hongshan, durante il neolitico cinese, dove vengono raffigurati come dei draghi a forma di C in giada e sono legati ai rituali sciamanici. Già in quel tempo il drago veniva eletto a progenitore del popolo cinese e visto come simbolo di fertiltà, portatore d'ordine e simbolicamente vicino all'acqua e alle piogge. Il drago resta una figura centrale nelle dinastie successive e le sue caratteristiche si avvicinano mano a mano a quello che è il dragone orientale che conosciamo ancora oggi.
INDIA Il Drago compare nella mitologia indiana verso il 1500 avanti cristo come serpente cosmico Vṛtra, ucciso da Indra, che trattiene le acque del mondo e poi con i Naga, divinità serpentiformi, protettrici delle acque e della conoscenza sotterranea che avranno una fortissima influenza sul Sud-est asiatico, Tibet e Cina meridionale. Anche questi esseri sono legati ai fiumi e all'elemento acqua e hanno un legame in occidente con la figura delle sirene. In particolare Naga Kanya, la regina dei Naga che Viene raffigurata con il busto umano, ali d'aquila e una coda di serpente. Spesso presenta un baldacchino di sette teste di cobra dietro il capo e tiene tra le mani una conchiglia o tesori. Melusina, invece, compare nel folklore europeo medievale (in particolare in Francia e in Italia settentrionale) come una fata delle acque dolci, spesso rappresentata con due code di pesce o di serpente dalla vita in giù. A volte è raffigurata con ali o come un drago. Di questo parliamo qui: LINK
MESOPOTAMIA Proseguendo verso occidente, le prime tracce di esseri mitici simili a draghi li possiamo trovare tra i sumeri con Kur, un mostro-drago primordiale e Tiamat (mito babilonese, ca. 1800 a.C.), la Dea-drago del caos acquatico, sconfitta da Marduk. In questo caso si inizia a vedere il drago come simbolo della natura e del caos che l'uomo deve dominare. Le caratteristiche di Tiamat iniziano ad essere simili a quelle del Drago occidentale come lo conosciamo oggi.
GRECIA ANTICA Passando attraverso il vicino oriente e ai territori dell'attuale turchia arriviamo alla Grecia. Durante il periodo miceneo troviamo grandi serpenti mitologici legati, come del resto in oriente, agli antenati e alla stirpe sacra, al mondo ctonio e sotterraneo, al culto dei morti e non si tratta ancora di una figura negativa o nemica, ma di un guardiano. Proprio dalla grecia deriva la parola Drago, δράκων (drákōn) e deriva dal guarda, fissare. Il drago è ancora un serpente enorme, un guardiano spesso immortale. Il serpente-drago Pitone (di Delfi) custodisce l’oracolo primordiale di Gea ma viene ucciso da Apollo, assistiamo alla sostituzione di un culto ctonio femminile (non malvagio!) con uno olimpico maschile. Il drago Ladone invece custodisce le mele d’oro delle Esperidi, è Immortale, spesso raffigurato avvolto all’albero, è guardiano dell’accesso all’immortalità e del limite tra umano e divino. Poi c'è il drago di Ares che custodisce una sorgente sacra (ancora il legame l'elemento acqua e con il mondo Ctonio come in Oriente, ma viene ucciso da Cadmo dando origine agli gli Spartoi, antenati dei Tebani. Il Drago è presente poi anche come avversario degli eroi, sempre nella figura di guardiano, per esempio l'Idra di Lerna uccisa da Eracle, ma anche in questo caso troviamo la vicinanza all'acqua (vive in una palude) e il legame con i culti antichi.
In questo periodo il drago occidentale ha ancora molte caratteristiche che lo avvicinano a quello orientale (guardiano del sacro, della stirpe, dell'ordine antico) ma è ctonio (quello orientale è celeste) e invece di essere onorato, dev'essere sconfitto. Questo, tra l'altro, testimonia il differente rapporto tra umano e natura delle diverse società.
ANTICA ROMA Nell'antica Roma il drago è molto simile a quello greco, da cui deriverebbe e generalmente lo troviamo nelle paludi on in altre zone di confine sconosciute e spaventose. Il drago è quindi simbolo della natura pericolosa. A Roma, in oltre, il drago (draco) era una prestigiosa insegna militare, Inizialmente usata per la cavalleria (Draconarii), poi esteso a fanteria e imperatori; era un'insegna prestigiosa, spesso in seta e decorata che venne adottato dai Romani dopo i contatti con Daci e Sarmati, come visto sulla Colonna Traiana.
IL DRAGO SETTENTRIONALE Come nell'antica Roma, il drago nelle Gallie e nordici, sembra svilupparsi similmente a quello greco. Si fa fatica a trovare evidenze come rappresentazioni grafiche antiche, ma lo troviamo nelle mitologie sia celtiche che germaniche che però sono state messe per iscritto in epoca tarda. Anche il nome è sempre derivato dal drako greco. Nella Gallia Cisalpina esistono varie leggende, di cui magari parleremo in un post a parte, di cui la più notevole è quelle del drago Tarantasio che abitava il laga Gerundo (oggi prosciugato) che si trovava in Lombardia tra i fiumi Adda e Serio. Nelle Gallie d'oltralpe troviamo il drago rosso (Y Ddraig Goch che compare nella bandiera del Galles) e il drago bianco. Nei miti nordici il drago è molto presente: Níðhöggr (Nidhogg): Un mostruoso drago che vive nelle profondità del Niflheimr e rode le radici di Yggdrasill, l'albero del mondo, cercando di destabilizzare l'ordine cosmico. Jörmungandr (Il Serpente di Miðgarðr): Un serpente con tratti draconici. Circonda il mondo intero e il suo risveglio segna l'inizio del Ragnarök, dove è destinato a uccidere e morire contro Thor. Il Drakkar della cultura vichinga celebrava queste creature decorando la prua delle navi con teste di drago intagliate per spaventare gli spiriti nemici e mostrare potenza.
IL DRAGO EUROPEO MEDIEVALE Nel medioevo il drago diventa una figura centrale nel folklore e nella mitologia europea. In questo periodo storico la cultura Romana, già influenzata da quella greca, che aveva sottomesso gran parte del continente, si mischia con quella celtica, con quella germanica e più tardi con quella slava dando origine a quella che è la cultura europea. Il cristianesimo proveniente dal medioriente diventa la religione dominante, ma il paganesimo precedente con tutte le sue mitologie viene assorbito, in parte assimilato e in parte demonizzato, non sparisce. Il drago assume quindi una valenza ancora più negativa, simbolo stesso del demonio, ma non scompare: lo troviamo anzi raffigurato in molte chiese. Resta comunque simbolo di casate e di stendardi militari. La cristianizzazione porta in Europa le caratteristiche demoniache del drago
Un drago dell'area padano, forse il famoso Tarantasio.
* Una radice comune: Il "Chaoskampf"
La ricerca mitologica moderna suggerisce che queste figure derivino da un archetipo comune indoeuropeo (o euroasiatico) chiamato Chaoskampf: la battaglia tra una divinità dell'ordine (spesso legata al tuono, come Thor o Marduk) e un mostro serpentino che trattiene le acque o minaccia la creazione. In Cina, questo si riflette nel drago che aiuta a domare le inondazioni o che serve l'Imperatore. Nel Nord Europa, si riflette nello scontro finale tra Thor (dio del tuono) e Jörmungandr.


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