mercoledì 17 dicembre 2008
news
ultimamente non ho seguito molto questo blog ma voglio segnalare 2 o 3 cose che possono interessare chi magari passa di qui:
La prima è che voglio ringraziare Ligurian Tommy Leggy che sta facendo molto per i siti megalitici della liguria e del Piemonte (e non solo) ed è il più informato e serio megalitista della zona. Grazie a lui ho scoperto uno dei migliori siti internazionali sull'argomento:
http://www.themodernantiquarian.com
a cui ora sto un pò collaborando e su cui ci sono le più complete sezioni dedicate al megalitismo e all'arte rupestre (in inglese) di Piemonte e Liguria.
In questo periodo dalle mie parti è veramente arrivato l'Inverno (che ringrazio) con nevicate che non si ricordavano da anni ed è un pò difficile per me andare er boschi e monti visto che ci sono 3 metri e più di neve.
A presto!
venerdì 14 novembre 2008
Enciclopedia delle entità fatate...
Anche questa nuova (grande) parte è stata "taggata" come sopravvivenza urbana, oltre che come folklore. Il motivo è che sono una testimonianza di un epoca passata in cui credenze religiose, vecchie credenze servivano ancora a confortare l'uomo, non a terrorizzarlo o a sottomettere i suoi simili con i dogmi. A volte leggere libri e scritti al riguardo riesce a consolarmi un pò nella vita di tutti i giorni, a farmi evadere dalla città almeno con la mente e dalla cultura materialista in cui viviamo. Folletti, fate, spiritelli (usualmente questo insieme è chiamato "piccolo popolo") esistono in tutte le culture euro-asiatiche dalla Sardegna al Giappone e sono una testimonianza dell'animismo, primordiale forma di spiritualità che dava un'anima a tutti gli esseri viventi e non. In questo caso, esistendo migliaia di questi strani personaggi.
Possiedo alcuni libri sull'argomento e dividerò la lunga lista per ordine alfabetico, con rimandi e note. Inizio quindi con la alettere A e spero di proseguire presto con le altre. Ogni voce non è definitiva ma sarà arricchita con il tempo di altri particolari. Ogni aiuto sarà ben gradito, quindi commentate o contattatemi pure per segnalare folletti e spiriti non presenti nella lista o per eventuali correzioni.
> A
Alberi - vedi:
Aguane (nord-est Italia). Varianti: Anguane, Agane, Aganis, Guane, Pagane, Oane.
Simili alle Ondine alle Sirene sono una specie di fate/streghe che vive nei pressi di sorgenti, laghi e corsi d'aqua. Dall'aspetto molto seducente a volte, danzanti nude prima di tuffarsi oppure vecchie e spaventose altre volte. Si dice avessero i piedi rivolti al contrario, palmati o caprini, quelle della "Spelonca delle Anguane (VR) erano per metà serpente. Sono rintracciabili in molte leggende e racconti del triveneto e si dice fossero visibili solo di Venerdì.
Alp (ALPI: Germania, Svizzera, Austria, alcune zone del nord Italia). Varianti: Alb, Cianciut, Trude, Drud, Druckerle, Toggeli, Doggi, Mara, Schratt, Walrider, e molti altri.
L'Alp è uno spirito oppressivo notturno, forse benigno in origine, il suo nome deriverebbe dal sassone Alf/Elf e quindi di origine nordica. Questo spirito notturno causa incubi e soffocamento al dormiente mettendosi sul petto. Nel caso di sogni di carattere erotico è identificato come spirito femminile/strega (la Trude). Il suo aspetto non è chiaro: può manifestarsi sotto forma di una piuma, di un gatto o di una bella fanciulla. Può anche trattarsi un essere umano costretto dal fatto a tramutarsi e ad aver bisogno di opprimere qualcuno o di uno spirito di un defunto. In questo ultimo caso bisogna identificare il cadavere che lo ha generato e mettergli un limone in bocca per neutralizzarlo. Si può anche tappare i buchi delle serrature oppure dormire con la luce accesa, visto che l'Alp odia la luce. Sembra che quando questo spirito non si dedichi ad opprimere i dormienti, si fermi a chiedere informazioni ai passanti.
Angeli. In molti casi di avvistamenti di angeli o di madonne nei boschi, nelle grotte, nei pressi di una fonte, si tratta della trasformazione di fate o altri spiriti antichi e nella loro sopravvivenza nell'era cristiana.
Animali - vedi:
Aspio (Trentino). Si tratta di uno strano animale per metà pipistrello e per metà salamandra, velenossissimo bastano le sue esalazioni per provocare la morte. Si trovava nell miniere di pirite di Roncegno Terme (TR).
Aufhocker - vedi: Coboldo, Folletto.
> B
Bambola dei malgari (Alpi occidentali).
I malgari che dovevano stare soli per tutta l'estate sugli alpeggi reagivano alla mancanza di una presenza femminile creando una bambola alla quale davano un nome e del cibo. La bambola allora prendeva vita e svolgeva tutti i lavori femminili oltre che essere ospitata alternativamente nei letti degli alpigiani. In autunno gli uomini gli uomini dovevano tornare a valle ma non volevano portare anche la "creatura". Essa allora pretendeva che uno dei malgari restasse con lei: mentre i compagni lasciavano la malga vedevano che la bambola uccideva il loro compagno, lo scuoiava e stendeva la pelle sul tetto.
Bargniff (Nord Italia).
Strana creatura che viveva lungo i corsi d'acqua, specialmente lungo il Po, rifugiandosi sotto i ponti.
Basadonne (Trentino). Vedi: Uomo Selvatico. Si tratta di uno dei numerosi uomini selvatici, particolarmente mostruoso, figlio di una gallo e di una scimmia. E' ricoperto di peli, ha ali di pipistrello e mani lunghissime. La sua attività principale è quella di importunare le donne sole nei boschi o addirittura di rapirle. Il suo nome credo significhi bacia-donne ed è da notare la somiglianza di nome con l'uomo selvatico dell'area basca Basa Iaun.
Befana (Nord Italia). vedi: Berchta.
Berchta (Alpi) Varianti: Berta, Brechta, Perchta, Befana.
E' una delle figure più importanti e affascinanti del folklore alpino e con molti collegamenti antropologici. Si tratta anche in questo casa di una Fata/Strega (a seconda dei casi). Deriva dalle divinità/dee precristiane dei boschi e dell'inverno rintracciabili ovunque in Europa dalla grecia alla scandinavia, poi man mano diventata malefica con l'avvento del cristianesimo. E' principalmente legata alle origini pre-cristiane dell'epifania e della morte: nel periodo medievale ormai demonizzata si diceva fosse alla guida di una schiera demoniaca costituita dagli spiriti dei bambini morti senza battesimo che vagavano nei 12 giorni tra il natale e l'Epifania. Essa è infatti la nostra Befana ancora oggi così popolare dalle nostre parti. Un'altra delle sue trasformazioni in epoca medievale è quella di protettrice, in realtà spauracchio, delle filatrici che controlla dalla finestra ma che non esita a punire. A quelle pigre, infatti taglia la pancia e la riempie di spazzatura. Con questo nome vengono anche identificati vari personaggi storici/mitici tra il VII e il XII secolo, tra cui la madre di Carlo Magno e la regina Pedoca: Berta dal gran Piede (Vedi: Pedoca).
Bis (Val di Sole - Trentino).
Erano degli esseri unici i Bis: dei draghi minuscoli e alati che infestavano la Val di Sole. Essi volando mordevano i malcapitati iniettando un veleno mortale.
Bragola (Val Cavargna - Lombardia). Vadi: folletti, nani.
I bragola sono piccoli di statura, con lunghe braccia e con un corpo tozzo e ricoperto di pelo. A volte aiutano i contadini nel duro lavoro dei campi, ma loro indole è principalmente burlesca. Essi infatti non riescono a non tirare brutti scherzi ai viandanti solitari facendo urla spaventose, o inseguendoli soprattutto di notte. A volte si introducono nelle abitazioni e ribano cibo: prediligono noci e castagne.
Bregostane (Alpi). Vedi: Uomo Selvatico.
Donne Selvatiche, forse le compagne dei Selvan/Servant. Erano mostruose, ricoperte di peli e dotate di artigli che usavano per uccidere e squartare i malacapitati. Esse infatti amavono mangiare gli intestini umani, soprattutto quelli dei bambini. Esse però non possono esimersi dall'aiutare i boscaioli: per catturarle infatti bisognava fargli mettere le mani in un tronco tenuto aperto da un cuneo. Temono i cani.
Butac (
> C
Canett (Piemonte e nord Italia). I canett sono gli spiriti dei morti, disolito anime dannate, che si spostano per le campagne piemontesi di notte sotto forma di cani neri, grigi a volte bianchi, urlanodo e abbaiando. Imbattersi nella loro corsa notturna è segno di grande sventura e non bisogna assolutamente tagliare loro la strada o cercare di fermarli. Sono conosciuti anche in altre zone del nord Italia con nomi e caratteristiche di poco differenti: catha selvarega, cagnolitt.
Cianciut (Friuli Venezia Giulia). Vedi: Alp.
Versione triestina dell'Alp che oltre a opprimere i dormienti ne succhia il sangue.
Coboldo (Germania, Alpi). Vedi: Folletto.
E' il nome tedesco per indicare i folletti o gli spiriti domestici. Si nasconde, si trasforma in oggetti, piante o animali o rimane invisibile. Non è socevole e in mancanza del padrone di casa controlla ogni cosa anche i famigliari o il personale di servizio, egli infatti può essere onnipresente. La sua statura è quella di un bambino di 3 anni. In generale sono esseri di indole tranquilla ma a volte, come tutti i folletti, possono essere inclini agli scherzi e nascondere gli oggetti. Bisogna tuttavia rispettare il Coboldo perchè è il protettore della casa e tiene lontane malattie e disgrazie.
Crusc (Alpi, Piemonte).
Sono dei tipici nani/gnomi alpini: più piccoli dei bambini ma molto forti escono solo al crepuscolo o nelle giornate nebbiose. Abitano le grotte e i ripari sotto le rocce strapiombanti. Come gli altri gnomi sono in grado di parlare con gli animali e conoscono i segreti delle piante. Hanno una strana particolarità, tengono le dita accavallate le une sulle altre ma soprattutto sono permalosissimi: è sconsigliabile rivolgergli la parola ma soprattut prenderli in giro.
> G
Guane - vedi Anguane
> O
Oane - vedi Anguane
> P
Pagane - vedi Anguane
Pedoca (Piemonte, Alpi). Varianti: Pedoque. Vedi Berta.
La bicicletta e l'inqinamento urbano

Ho ricevuto via e-mail questo interessante scritto e ho deciso di postarlo qui:
- migliora la regolazione dei zuccheri nel sangue,
- previene l´ipertensione arteriosa,
- riduce l´assorbimento del colesterolo dannoso,
- rafforza il sistema immunitario,
- rafforza il cuore, i muscoli, le ossa e i tendini,
- riduce il rischio di diabete, osteoporosi, problemi cardio-vascolari e cancro,
- riduce stress, tensioni, ansietà e leggere forme depressive.
PIEMONTE CICLABILE
http://www.piemonteciclabile.it/
martedì 4 novembre 2008
Megaliti e incisioni rupestri ai piedi del Rocciamelone in Val Susa.
Ancora una segnalazione importantissima, per quanto riguarda un sito megalitico in zona piemontese, la zona ai piedi del Rocciamelone in val Susa
1) Già conoscevo le incisioni a spirali (gurdare il LINK) che sono tra le più interessanti del Piemonte e d'Italia, ma ancora una volta semi sconosciute. Si tratta di una doppia spirale e di una singola. Incisioni simili a spirale sembra siano legate al ciclo solare e al passare ciclico del tempo (come le ruote solari e la svastica) e sono rintracciabili in tutta Europa, la più famosa forse è la triplice spirale di Newgrange in Irlanda (LINK). La datazione è solitamente fatta risalire ad un periodo in certo che va dal neolitico all'età del rame ma a volte è anche anteriore. La pietra, anche in questo caso, venne cristianizzata infatti sulla destra è visibile il graffito di un Cristo crocifisso, forse graffiato su di un'altra spirale, ora quasi invisibile.
Il masso si trova nel Comune di Mompantero, località Madonna dell'Ecova, quota 710 m.
Danotare che nell'89 il masso venne vandallizzato e una delle spirali cancellata a sassate.
Nella foto qui sotto dal sito www.rupestre.net è visibile il masso prima degli atti vandalici.

2) Sito megalitico di Chiomonte: questo forse è il più incredibile sito che ho scoperto ultimamente. Purtroppo non ho ancora avuto occasione di visitarlo, a quanto ho capito si trova nei pressi della frazione Ramat. Vi si possono trovare vari dolmen e megaliti nascosti tra gli alberi. Probabilmente si tratta di uno dei più grandi insediamenti megalitici delle Alpi. Non ho trovato nulla per quanto riguarda foto o info più dettagliate su internet, ma questo video molto ben fatto: www.shancommunity.org/mdpro/CMpro-v-p-100.html
(Unica puntualizzazione che mi permetto di fare al riguardo del video è questa: attribuire ancora una volta un sito megalitico ai Celti, di molto successivi alla cultura megalitica, dopo averlo datato a 5000 anni fa. Mi scuso con gli autori del video per questa nota che hanno fatto un gran lavoro!).
A Chiomonte si trova anche un museo archeologico (LINK) in cui sono esposti vasi e altri oggetti ritrovati in quest'area.
3) L'intera valle è piena di massi erratici e rocce ricoperte di coppelle, visitate al riguardo il sito già più volte citato www.rupestre.net.
Il Rocciamelone: nei tempi antichi si credeva la montagna più alta delle alpi, a causa della sua forma e per il fatto che parta direttamente dal fondo valle per arrivare a quota 3538. Era sicuramente uno dei monti più sacri agli antichi, come testimonia la concentrazione di megaliti e arte rupestre. Le coppelle potrebbero essere testimonianze di culti sacrificali dedicati alla montagna (come forse anche il nome del monte testimonia). I romani lo dedicarono a Giove Penninus (come per il Cromlech del Piccolo san Bernardo e per altri monti) e questo mi fa pensare che anche in questo caso il monte fosse in precedenza dedicato da popolazioni celto/liguri e precedenti a Penn/Pennina. Anche oggi ospita sulla cima il santuario più alto d'Europa, dedicato alla Madonna (come avevo già scritto, la dedica alla Madonna solitamente è un indizio di culti pre-cristiani). Il Nome sembra derivare dalle popolazioni proto celtiche e celto-liguri che abitavano questa zona. "Roc" che significa Roccia/Montagna e forse da "Maol" che significa sommità o da "molek" che significa sacrificio.
Spero di poter ampliare presto questa voce e di scrivere qualcos'atlro riguardo a questa valle piena di pietre interessanti!
LINKS:
http://www.merlino.org/eupm-003.htm
http://www.rupestre.net/archiv/2/ar27.htm
www.shancommunity.org/mdpro/CMpro-v-p-100.html
giovedì 23 ottobre 2008
Rapporto tra animale umani e animali non umani.
NOTA PERSONALE: Ho sempre considerato il porre l'uomo in una categoria a se stante come una grandissima assurdità. Mi ricordo alle scuole medie presi un brutto voto perchè insistetti, durante l'interrogazione di scienza, sul fatto che l'uomo era un animale. La professoressa ne fu quasi offesa. Per me era ovvio, siamo fatti esattamente uguali stessa struttura delle ossa stesse muscoli di un qualsiasi altro mammifero: non mi sembrava possibile che una proffessoressa di scienze non si rendesse conto di una cosa simile. Quando andavo al paese di mio nonno in montagna (paese in cui la gente viveva ancora molto primitivamente confronto a noi) passavo ore vicino ai conigli e specialmente ad un vitellino (oltre che tra gli alberi ovviamente). L'anno dopo venni a sapere che il mio amico era stato macellato. Avevo circa 12 anni credo e cominciai allora a pensare seriamente che non volevo più nutrirmi di esseri uccisi per la me. Sono riuscito a diventare completamente vegetariano a 17 anni, ora lo sono da 13 anni, e per me è la cosa più naturale del mondo.
Alcuni giorni fa mi sono imbattuto in un bellissimo mito degli indiani ojibway (Link su wikipedia): gli Ojibway erano cacciatori/raccoglitori e ovviamente vivevano anche in un contesto in cui la caccia era fondamentale (tuttavia il loro rispetto per la natura era profondissimo, molto più profondo del più coerente ambientalista odierno. Eccolo qui:
"Molti e molti anni fa gli uomini potevano parlare con gli animali, tanto erano amici tra di loro. Gli animali capivano gli uomini e noi capivamo loro, ma ad un certo punto gli uomini furono costretti dalle circostanze a cacciare gli animali per nutrirsi. In seguito a questo fatto noi umani iniziammo ad ammalarci. Quello che era successo è che tutti gli animali, compresi i pesci, si erano arrabbiati con noi, perchè li cacciavamo, e per questo noi ci ammalavamo del male del cervo e del male del pesce.
La nostra gente decise di tenere un consiglio ricevendo tutti gli esseri a quattro zampe, le creature della acque e quelle che volavano nell'aria. Facemmo loro delle offerte e poi iniziammo a parlare in questo modo: 'Cari parenti, abbiamo grande bisogno di voi per vivere. Quando cacciamo, cerchiamo di uccidervi in fretta per non farvi soffrire. Con il passare del tempo i nostri corpi giaceranno nella nostra Madre Terra e da loro crescerà qualcosa, in modo che i nostri parenti animali possano trarne nutrimento. Si verrà a creare un ciclo, uno scambio per la continuazione di tutte le forme di vita. Per questo vi chiediamo di liberare la nostra gente dalla malattia che ci procurate'.
Gli animali approvarono le nostre parole e ci insegnarono come curare le malattie, dandoci il permesso di cacciarli, perchè sapevano che non li avremmo uccisi per puro piacere, avevamo bisogno di loro per dar da mangiare alla gente affamata e avremmo usato ogni parte dell'animale per la nostra sopravvivenza. Sinchè mantenemmo la nostra parola non ci colpì nessuna malattia".
Secondo me è una leggenda bellissima da cui non voglio tirare fuori qui nessuna morale. La cosa che mi piace di più è che anche agli animali venivano attribuiti poteri magici, anche loro forse avevano i loro sciamani. Ora non resisto e per contrasto riporto un passo della bibbia che viene molte volte nominata come simbolo di civiltà superiore:
"Poi iddio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo nostra somiglianza Domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la terra. (...) Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e su tutti gli animali che si muovono sopra la terra. Iddio disse ancora: Ecco io vi do ogni pianta che fa seme su tutta la superficie della terra, e ogni albero fruttifero che fa seme: questi vi serviranno per cibo". (Genesi 1.26)
Non commento nemmeno questo che è meglio.
sabato 18 ottobre 2008
ALTRI MEGALITI TRA PIEMONTE E LIGURIA
mentre cercavo su google mi sono imbattuto in questa pagina un pò folkloristica, in cui però sono nominati alcuni menhir, megaliti e incisioni che ancora non conoscevo:
Nel Monregalese:
> un menhir presso il Lago Ratoira in alta Valle Ellero (mai visto, ma che già conoscevo);
> uno presso Frabosa Sottana;
> incisioni rupestri presso Malanotte, la Bisalta e Bellino di Frabosa Sottana;
> una croce litica orizzontale presso il M.Seirasso
> il sito archeologico di Montaldo, con tredici coppelle nella roccia.
questo è il link:
http://www.mentelocale.it/viaggi_sport/...
![]() | Qui invece ho trovato una foto del menhir del lago ratoira e un sito con un percorso per andarlo a visitare: LINK PERCORSO |
...e gia che ci sono segnalo anche il Cromlech di San Martino sempre in quell'area: Ne ho trovato notizia sul fantastic sito megalithic portal. Anche questo non l'ho mai visitato purtroppo e si trova in un'area privata. Leggo con tristezza sta lentamente venendo demolito. Possibile leggere cose del genere nel 2008?
venerdì 8 agosto 2008
La pietra guaritrice di Santa Varena - Villa del Foro (AL)
Villa del Foro - Alessandria

Villa del Foro si trova a pochi chilometri da Alessandria, il centro fu abitato dai tempi più antichi come punto di incontro tra le culture palafitticole dell'età del bronzo e del rame, dalle tribù gallo-liguri degli Statielli e dei Marici, fino a mescolarsi con i Celti transalpini creando un fiorente commercio con gli Etruschi che occupavano parti della pianura padana fino in Emilia. Nel scolo precedente alla nascità di Cristo i Romani presero possesso del centro creando la città di Forum Fulvii. Decaduta ben prima della fine dell'Impero, le popolazioni gallo-romane si mescolarono con le popolazioni germaniche dei Goti e con i Longobardi provenienti dalla Scandinavia. Di origini tedesche sono appunto i nomi dei Santi Baudolino e Varena a cui è dedicata la chiesa che si trova nel centro del paese che durante il corso del medioevo sparì per dare origine, con altre popolazioni locali alla città di Alessandria. Sul lato sinistro in basso della chiesa, si può vedere un masso affiorare dall'intonaco. Anche n questo caso ci troviamo di fronte a una delle tante Pietre Guaritrici e del Megalitismo Piemontese che si trovano in queste zone (da ricordare a poche decine di metri la presenza di una pietra coppellata di cui parlo QUI o l'ormai scomparsa pietra di Camagna LINK)
Secondo la tradizione il masso guarirebbe chi soffre di mal di schiena, semplicemente appoggiandovi la schiena nel punto dolorante e ripetendo la formula: Santa Vareina, Santa Vareina famme passè l'mal de scheina". La santa di origine elvetica si sarebbe fermata in questo luogo tornando dall'Egitto compiendo miracoli. La leggenda dice infatti che ella avrebbe "prodigiosamente" spostato il masso, che si trovava fuori dal paese (sembra nella borgata Parasio) nel luogo in cui si trova ora per strapparlo ai culti pagani che gli abitanti della zona ancora praticavano, ordinando di costruirvi sopra una chiesa, cristianizzandone il culto. Lo studioso Roberto Gremmo, ha notato che nella lingua locale la parola varèina, significa appunto "guaritrice".
La spiegazione più sensata al riguardo della Pietra e della sua leggenda, è che essa fosse un un menhir, o parte di un complesso megalitico viste la presenza di altre pietre sacralizzate in zona, o forse semplicemente un masso sacro agli antici. In questa zona la presenza di strutture megalitiche è certa, ma la natura alluvionale della terra, l'agricoltura e la pesante industrializzazione, unita all'azione iconoclasta dei cristiani nei secoli, ha cancellato gran parte di questo tipo di luoghi. Come abbiamo visto in altri casi, e data la persistenza del culto così radicato anche in epoca cristiana, impossibile da estirpare, è probabile che essa sia stata incorporata nelle credenze della nuova fede con la costruzione di una chiesa su di esso e con l'associazione alla santa. Il fatto è, che come abbiamo visto, nonostante tutto, il culto è arrivato fino a noi attraverso la religiosità popolare e la chiesa ha per una volta contribuito a conservare qualcosa che altrimenti sarebbe probabilmente scomparso.
Come arrivare:
L'uscita autostradale più vicina è quella di Alessandria Est, da qui seguire per Alessandria - Centro e passati il ponte svoltare sulla destra e proseguire verso Villa del Foro/Oviglio. Anche in bicicletta è velocemente raggiungibile.
IL MINI DOCUMENTARIO:
Links:
La pietra guaritrice di Villa del Foro.
Libri:
> Le grandi pietre magiche - Roberto Gremmo.
> Guida ai luoghi misteriosi d'Italia - Umberto Cordier.
> L'italia dell'Insolito e del Mistero.
sabato 28 giugno 2008
IL NOCE DI SAN GIOVANNI, Trisobbio (AL)
E' meno conosciuto di quello di Benevento, ma è ancora li. Anche quest'anno a San Giovanni il noce è tornato a fiorire. Un'altra leggenda in cui è facile rintracciare la persistenza di culti legati agli Alberi. Si trova nei pressi di Trisobbio, in provincia di Alessandria, in mezzo ad una vigna dove si incontrano le strade provenienti da Ovada e Cremolino. Il noce centenario sembra secco, senza nemmeno una foglia, come si vede in foto, ma ogni anno nei giorni a cavallo del Solstizio d'Estate torna "miracolosamente" a fiorire, coprirsi di foglie e poi dare eccellenti frutti. E' parte della leggenda popolare della zona. Si dice che la Notte di San Giovanni appunto, (da ricordare i fuochi di San Giovanni che sostituirono i fuochi di Belenus) tutte le Masche, le Feighe e le Strié della zona si dessero appuntamento sotto questo noce per celebrare il sabba più importante di tutto l'anno in compagnia del loro Signore Cornuto.
Per andare a trovare il Noce qui c'è una mappa dettagliata:
www.funghiitaliani.it/index.php?act=Print&client=printer&f=21&t=48134
lunedì 23 giugno 2008
BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

Come il suo compagno Belisama era adorata in Europa continentale dall'Illiria alle isole britanniche, da Iberi, Liguri e Celti ed era la Dea del Fuoco, quindi importantissima.
E' stata collegata a Brigid e poi in periodo Gallo-Romano con la dea Minerva.
Era connessa anche con la luce, con le arti e con i corsi d'acqua. Molte sono le iscrizioni trovate a lei dedicate. Famose quelle di Vaison-la-Romaine in Provenza che indica la dedica di un Nemeton (bosco sacro) alla divinità, e quella di Saint-Lizier in Aquitania che la associa appunto a Minerva.
In epoca romana, il fiume Ribble in Inghilterra era conosciuto con il nome di Belisama. Anche lei veniva fessteggiata il 1° Maggio (Beltane).
Il Biancospino era la pianta sacra alla Dea, con la quale avrebbe segnalato a Belloveso il luogo in cui fondare Milano. Sempre legata alla fondazione di Milano e alla Dea era la Scrofa bianca, animale sacro e simbolo della città Lombarda che venne in seguito maschile transformandosi nel Cinghiale Bianco, sacro al dio Lugh.
Molto interessante è notare che alla Dea, come abbiamo visto più su, erano dedicati Nemeton: questa usanza continua ed è arrivata fino a noi tramite le cappellette che ancora oggi si trovano in campagna di solito all'inizio o all'interno di un bosco o di quello che un tempo lo era. Al loro interno si trova sempre una Madonna a cui si offrono fiori freschi.
LINKS:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belisma
BELANU - Divinita' solare della luce.
(Conosciuto anche come: Belenos, Belinos, Belinu, Belinus, Belenus, Veran, Vaerano, Bellinus, Belus, Bel...)
Il nome delle città di Belluno e di Biella, così come probabilmente Belfast e molte altre, deriva probabilmente da questa divinità. Belanu era noto per la sua influenza sulla luce solare, sui cicli stagionali, sull'agricoltura, sulla temperatura, sull'allevamento e su ogni attivita' umana dell'epoca protostorica europea. Per questo è legato ai solstizi e ad altre ricorrenze stagionali (specialmente al 1° Maggio, festa della luce nota in area celtica con il nome di Beltane - "Bel" anche qui, fuoco-luminoso appunto ) ed'è indelebilmente rintracciabile nell'usanza ancora esistente nelle usanze contadine di tutta Europa di accendere fuochi e falò per queste feste.
Nella foto sopra una testa con raggi, (ribaltata) incorporata nella chiesa romanica di Bellino (il nome dice tutto), borgata Chiesa, nel vallone appaiono qua e là ,alcune delle celebri e strane teste mozze di stile Celtico , scolpite nella pietra e usate come materiali di rimpiego o di recuper durante il medioevo.
Era conosciuto anche come: Belenos, Belinos, Belen, Belinu, Belinus, Belenus, Bellinus, Belus, Bel, ma anche deformato in Velen-Veleno-Velino o Veran-Verano.
Belanu aveva una compagna chiamata Belisma o Belisama, dea a cui è dedicata la città di Milano (vedi fondazione di Milano) e di cui la "madonnina" è solo la versione cristianizzata.
Culti Naturalistici della Liguria Antica - Italo Pucci - Luna Editore.
Links:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belanu
http://en.wikipedia.org/wiki/Belenus (in inglese più completo)
http://jean.gallian.free.fr/bell2/breve/ip1.htm
http://guide.supereva.it/druidismo/interventi/2005/08/220743.shtml
venerdì 20 giugno 2008
IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.
Links:
http://www.ginevra2000.it/fiori/Fiori_Leggende/Giugno.htm
http://www.trigallia.com/solstizio_estate.asp
(eng)
Feste e ritrovi a Avebury e Stonehenge.
Ciclisti nudisti per il solstizo d'estate!
https://www.nove.firenze.it/notte-di-san-giovanni-tra-sacro-e-profano-magia-e-tradizione.htm
giovedì 12 giugno 2008
I menhir di Cavaglià
![]() |
Foto "psichedelica" fatta poco dopo l'inaugurazione del sito |
Storia e distruzione del sito
Il sito è stato riscoperto nei primi anni 2000 grazie alle ricerche dell'appassionato studioso torinese Luca Lenzi. Purtroppo, durante il Novecento, l'area fu pesantemente danneggiata: i menhir vennero rimossi con l'uso di ruspe e ammassati per consentire la costruzione di una nuova area residenziale. Molti di essi furono distrutti definitivamente, e l'originaria configurazione del sito risulta ormai irriconoscibile, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di ricostruzione, anche teorica. Questo episodio rappresenta un caso emblematico della scarsa attenzione riservata, nel nostro Paese, alla tutela dei siti archeologici, con la conseguente perdita irreversibile di importanti testimonianze del passato.
![]() |
foto d'epoca trovate da Mario Roggero |
In un contesto simile, purtroppo non isolato, un aspetto positivo è rappresentato dalla parziale conservazione del complesso. Grazie all'analisi di fotografie d'epoca e ai segni incisi su alcune pietre (tra cui croci e coppelle), gli studiosi hanno tentato di riposizionare alcuni menhir nella loro probabile disposizione originale. La presenza di depositi calcarei su alcune di esse ha fornito indicazioni utili sulla loro verticalità e sul livello del suolo da cui emergevano. Tuttavia, si tratta solo di una minima parte: molte pietre furono sepolte, distrutte o disperse già nei secoli precedenti, spesso a causa dell'uso di esplosivi per ampliare i vigneti o per ricavarne materiale da costruzione.
Secondo testimonianze locali, fino agli anni Sessanta i menhir si trovavano allineati nei pressi di un laghetto presente nella zona. Già nei secoli passati, tuttavia, molte di queste pietre erano state abbattute, anche per ragioni religiose: considerate oggetto di culti pagani difficili da eradicare, furono condannate da numerosi sinodi e concili ecclesiastici, tra cui quelli di Cartagine (398), Arles (452), Tours (567), Toledo (681) e Parigi (827). Nel 1858, la scrittrice George Sand riferiva che tali pietre, chiamate "Pietre Sciocche", venivano distrutte dalle autorità locali quando individuate.
Turisti in visita, si notano le dimensioni dei menhir |
Un possibile legame con la civiltà palafitticola di Viverone
La datazione precisa dei menhir di Cavaglià rimane incerta. Potrebbero risalire al Neolitico o alla prima Età del Ferro, ma l'ipotesi più accreditata li collega alla civiltà palafitticola di Viverone, una cultura proto-celtica autoctona. Questa civiltà ha lasciato numerose testimonianze, tra cui tombe e raffinati manufatti, come spade in bronzo risalenti al 1500 a.C.
Si ritiene che l'allineamento originario dei menhir fosse molto più esteso, forse diretto verso il vicino lago di Viverone, e che il sito avesse una significativa valenza sacra. Alle spalle dell'area principale si erge una collina, che potrebbe essere un tumulo artificiale o un rilievo naturale. Purtroppo, non sono mai stati condotti studi approfonditi per verificare questa ipotesi.
Spade scoperte a viverone 1500 a.c. media età del bronzo. |
Menhir nel parco giochi e resti visibili
A poche decine di metri dal cerchio principale, all'interno di un parco giochi, è ancora possibile osservare alcuni monoliti emergere dal terreno nella loro posizione originale, sebbene in condizioni precarie. La loro disposizione suggerisce che potrebbero appartenere a epoche diverse, data la varietà di materiali utilizzati. Tuttavia, a causa della quasi totale distruzione del sito, non è possibile determinare con certezza la loro funzione e collocazione originaria.
Altri resti sono ancora presenti nella zona, ma purtroppo gran parte del patrimonio megalitico è andato perduto a causa dell'espansione edilizia.
Per visitare i menhir di Cavaglià, è consigliabile uscire dall'autostrada a Santhià e proseguire in direzione Biella. I menhir si trovano poco dopo la rotonda all'uscita di Cavaglià.
Nonostante le gravi perdite subite, questo sito rappresenta ancora oggi una straordinaria testimonianza della presenza di antiche civiltà in Piemonte e merita di essere conosciuto e valorizzato.
LINKS:
http://ontanomagico.altervista.org/menhircavaglia.htm
http://www.panoramio.com/photo/8147461
(interessantissimo intervento dello scopritore Luca Lenzi)
http://www.sacrobosco.org/speciale.htm (Altre foto d'epoca)
http://www.themodernantiquarian.com/site/11610/menhirs_di_cavagli_biella.html (pagina su TMA)
---
Altre foto d'epoca di proprietà di Marco Roggero.
mercoledì 28 maggio 2008
Il Monte Tobbio
I miei monti........ ho una vera venerazione per le montagne. Un giorno parlerò solo di questo... comunque adesso ho voglia di parlare di uno dei monti a cui sono più affezionato, il Monte Tobbio.

Questa piccola montagna è una vera e propria montagna sacra. Tantissimi sono i suoi estimatori che la considerano come un'amica o un amico. Basta cercare su internet quanti siti le sono stati dedicati. Il Tobbio ha una forza particolare, mistica, non so perchè, ma chi sale una volta sulla sua cima poi ci deve tornare. Egli ha qualcosa di mistico che non solo io avverto così fortemente. Anche in questo caso sulla cima è stata edificata una chiesetta...
Il Tobbio è un monte di 1092 m, dalla forma appuntita che si trova sull'appennino ligure al confine tra Piemonte e Liguria, in provincia di Alessandria ma a poco più di 10 km in linea d'aria da Genova. Quando lo si vede, ma soprattutto quando lo si sale si mostra forte, forse perchè si staglia solitario verso il cielo, e da esso è visibile gran parte dell'arco alpino, la pianura alessandrina e anche uno spicchio di mare verso sud.

Il suo nome sembra derivi dall'antico Ligure "togisonus" (luogo impervio), da cui anticamente "Toggio" e poi Tobbio. Il Tobbio è una divinità reale, la si può vedere e toccare, la sua grandezza anche. Io a volte gli porto delle offerte: pietre che vengono da lontano, legnetti intagliati e le lascio tra le pietre. Oppure gli offro i miei pensieri. Lui in cambio mi regala tranquillità, mi fa sentire bene e a volte mi ha anche aiutato quando sono stato capace di chiederglielo! Grazie Tobbio!
PERCORSO SACRO
Oggi durante l'escursione per raggiungere la cima ci si può imbattere in un vero percorso sacro di cui parlo qui: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2013/08/percorso-sacro-sul-monte-tobbio.html
. . . . .
Aggiornamento - febbraio 2008
INCISIONE RUPESTRE DEL MONTE TOBBIO
Durante i miei giri fuori dai sentieri mi sono imbattutto in vari luoghi, animali e piante. Come si capisce dalla parte di qui sopra ho sempre sentito una certa forza in questo luogo e anche per la sua forma e collocazione ho sempre pensato che in passato abbia avuto qualche importanza per gli Antichi. La cima è coperta dalla chiesetta e dal piccolo rifugio e quindi se qulcosa avesse potuto esserci è stato coperto. L'estate scorsa (2008) scendendo dalla cima verso sud, sulla piccola cresta mi sono imbattuto in una strana incisione circolare. Purtroppo le pietre del monte sono molto erose e fragili quindi non sono riuscito a notare nient'altro. Io ho pensato subito ad una macina, ma il l'incisione è incavata. In più il luogo non è facile da essere raggiunto e rocce come questa sono facili da trovare più in basso. Quindi per me e per altri a cui ho presentato le foto, rimane un mistero. Forse un simbolo solare?

Quest'incisione su T.M.A. - LINK
Alcuni links per conoscere meglio il Tobbio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Tobbio
http://differentgreen.altervista.org/tobbio/monte_tobbio.html
http://www.issbarletti.it/Viandanti/index.htm
http://www.regione.piemonte.it/parchi/riv_archivio/speciali/montagne/masso.htm
martedì 13 maggio 2008
Divinità: Cernunnos
Oggi inizio a parlare di alcune divinità a cui tengo particolarmente. In generale io sono quasi ateo, ma ho sempre sentito la forza di alcuni elemnti naturali. Di solito non parlo di queste cose, perchè le considero personali (e non è mia intenzione imporle a nessuno) se non quando bevo veramente tanto e magari mi trovo in luoghi particolari. Molti dei miei amici mi considerano pazzo. Mi risulta "strano" quindi parlare di divinità ma lo faccio per due motivi principalmente:
1) Sono appassionato di antropologia, mitologia, storie e quindi sono sempre stato affascinato da questi antichi miti, fina da quando da piccolo sentivo parlare di Ulisse e degli dei greci per esmpio, ma specialmente da quelli più sconosciuti e misteriosi...
2) Molti di questi miti non sono altro che una antropomorfizzazione delle forze naturali, ovvero un modo più semplice per rappresentarle che gli uomini, che fanno fatica a comprendere concetti più "astratti" hanno trovato nei secoli.
Divinità a cui tengo molto è sicuramente il dio CERNUNNOS. Il dio dalle corna di cervo, di cui come per la maggior parte delle divinità antiche europee non classiche, si sa molto poco.
Libro interessantissimo che consiglio a questo punto è "Shiva e Dioniso" di A.Daniélou (Ubaldini Editore, Roma, 1980). Nel periodo Gallo-Romano questa divinità venne poi a volte identificata con il dio Pan (anch'esso legato a dioniso) e poi entrambi identificati durante la cristianizzazione dell'Europa con il Diavolo. Ancora adorato ai tempi della stregoneria durante i sabba in cui si conseravavano ancora elementi pagani e oggi da alcune correnti neo-pagane.