mercoledì 19 marzo 2025

San Cristoforo, Ercole, L'uomo selvatico alpino.

 San Cristoforo sulla Parrocchiale di Castel Delfino

LINK: https://sullespalledisancristoforo.com/tag/ercole/


In più di un’occasione, abbiamo notato come la devozione di san Cristoforo sia forte proprio nei luoghi sacri a Ercole-Eracle.

Il gigante Eracle-Ercole è un eroe della mitologia classica, adorato per la sua forza usata a favore degli uomini; è anche protettore dei mercanti.

Spesso raffigurato appoggiato alla sua clava (come il gigante Cristoforo è appoggiato al suo bastone), in alcune raffigurazioni porta Dionisio bambino sulle sue spalle.



Dal tempio di Ercole a san Cristoforo

San Cristoforo del Naviglio. 
Dove oggi scorre il Naviglio, in età romana scorreva il fiume Lombra: era una zona di campagna, ovviamente. e forse qui, proprio lungo la strada che portava in Lomellina, si trovava un tempio dedicato ad Ercole. Già altrove abbiamo visto questo legame fra san Cristoforo, il gigante cristiano che trasporta il Bambino, e l’Ercole pagano, tra le altre cose protettore dei mercanti. Quando Milano diventò cristiana, forse questo culto a Ercole sopravvisse nelle campagne e ne rimase qualche eco fino all’epoca tardoantica e altomedioevale e proprio allora forse avvenne il passaggio Ercole – San Cristoforo.


Pieve antichissima a Tremosine sul Garda (BS)


La pieve di san Giovanni Battista è una delle più antiche del Garda, sorta probabilmente nel IV sec. su un luogo sacro pagano, un santuario al dio celtico Bergimo, divinità protettrice delle montagne. Bergimo è stato identificato con Ercole in epoca romana e poi con San Cristoforo in epoca Cristiana.


In Oriente San Cristoforo era adorato sotto forma di un soldato dalla testa di cane. In Europa invece era un gigante colossale scolpito a guardia delle chiese.
Esiste una risposta plausibile a queste stranezze?

Pierre Saintyves, il padre dell’etnografia francese, ne diede una geniale agli inizi del secolo scorso.
Scrisse che gli Dei pagani non erano morti e si mise a indagare come i poteri degli Dei fossero sopravvissuti nel culto di ogni Santo.

LIBRO: "Dal Santo agli Dei. San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole"



perchè ercole era così popolare in ambito alpino?

Ercole era popolare in ambito alpino per diverse ragioni, che mescolano elementi culturali, religiosi e politici:

  1. Simbolo di forza e civilizzazione
    Ercole, come eroe che supera prove straordinarie, veniva visto come il simbolo perfetto della conquista e della civilizzazione di territori difficili, come le Alpi. La sua lotta contro i mostri e le forze del caos era metaforicamente associata alla dominazione romana sulle popolazioni alpine.

  2. Eredità celtica e romanizzazione
    Nelle regioni alpine, dove le popolazioni celtiche avevano le proprie divinità guerriere (come il dio Lug o Teutates), il culto di Ercole si adattava bene. I Romani lo assimilarono a divinità locali, facilitando la romanizzazione senza un'imposizione diretta.

  3. Protezione dei viaggiatori e dei commercianti
    Ercole era visto come un protettore dei viandanti e dei commercianti, figure chiave nelle Alpi, dove le vie di comunicazione erano pericolose e difficili da percorrere. Il suo culto si diffondeva lungo i passi alpini e nei centri commerciali.

  4. Influenza militare romana
    I soldati romani, spesso stanziati nelle zone di confine o lungo le vie alpine, veneravano Ercole come protettore in battaglia. Le legioni contribuivano alla diffusione del suo culto attraverso iscrizioni, templi e dediche.

  5. Presenza archeologica
    Sono state trovate numerose iscrizioni e santuari dedicati a Ercole nelle regioni alpine, segno della sua popolarità. Ad esempio, in località come Aosta (Augusta Praetoria) o nei pressi di passi montani importanti, il culto era ben radicato.

In sintesi, Ercole rappresentava un perfetto punto d’incontro tra la cultura romana e quella alpina, incarnando il coraggio, la protezione e la conquista del territorio.

Ercole venne, con l'arrivo dei romani, anche identificato con Succellus che però, nella maggior parte dei casi, venne poi assimilato a San Rocco.


giovedì 13 marzo 2025

Vegetarianismo, rock, punk, hardcore.

Da tanto tempo volevo scrivere un post su questo argomento per il mio blog di ricette 108 Ricette Vegetariane, ma ho sempre rimandato. Si tratta di un tema importante sia per l'evoluzione del movimento animalista nel mondo, sia per quello di molti gruppi punk hardcore (due dei miei interessi da sempre). Tuttavia, almeno in questo paese, è forse poco conosciuto o dimenticato.

Chiedo scusa per la brevità, ma un articolo del genere potrebbe facilmente trasformarsi in un libro.

Le radici: movimento animalista, arte e musica

Nel XIX secolo, alcuni tra i più importanti compositori furono ferventi vegetariani o almeno simpatizzanti della causa, primo fra tutti Richard Wagner. Ma per arrivare al '900, è necessario fare una tappa obbligata soffermandoci sui movimenti artistici moderni e culturalmente rivoluzionari che hanno plasmato l’intero secolo.

Un esempio fondamentale è il pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, fondatore a Vienna della prima comune di vegetariani naturisti. Considerato il progenitore dei movimenti alternativi e del pacifismo, fu anche l’iniziatore della Lebensreform, un movimento tedesco che anticipò quello hippie di 60 anni e che presentava sorprendenti somiglianze con il movimento vegetarian-straight edge degli anni ’80 e ’90.

Alcuni suoi seguaci fondarono la famosa comune di Monte Verità, ad Ascona, nel Canton Ticino. Questo luogo divenne un crocevia per artisti, teosofi, anarchici, architetti, pensatori e intellettuali che hanno plasmato il ’900. Ma questa è un’altra storia.

I movimenti sviluppatisi tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 nell’area alpina hanno continuato a influenzare profondamente ciò che è avvenuto dopo. Riprendendo le idee dei filosofi classici e introducendo nell’Europa moderna i principi della non violenza provenienti dall’Oriente, hanno gettato le basi per molte delle correnti di pensiero alternative del secolo scorso.

Il dopoguerra e il movimento hippie

Eden e Anna Ahbez preparano un pasto vegetale negli anni '40

Eden Ahbez (nato George Alexander Aberle) è stato un cantautore e musicista americano, considerato un precursore del movimento hippie. Nato a Brooklyn nel 1908, si trasferì a Los Angeles negli anni ’40, dove entrò in contatto con un gruppo di giovani chiamati Nature Boys, che aspiravano a vivere secondo gli ideali della Lebensreform e dei Wandervogel.

Ahbez era vegetariano in un’epoca in cui questa scelta era considerata quasi una follia. Divenne famoso per una singola canzone, Nature Boy, scritta per Nat King Cole e in seguito reinterpretata da artisti come Frank Sinatra e David Bowie. Tuttavia, non fu mai attratto dal denaro e dalla fama, preferendo condurre una vita modesta e ritirata, immerso nella natura.

In questi anni si sviluppò il movimento hippie, che, oltre a ispirarsi alle comuni di inizio ’900, subì una forte influenza orientale. Fondamentali furono le idee buddhiste e l’arrivo negli Stati Uniti di un personaggio che sarebbe poi diventato una figura centrale anche nella scena hardcore punk newyorkese degli anni ’80: A.C. Bhaktivedānta Svāmī Prabhupāda.

Nato a Calcutta nel 1896, Prabhupāda fu inizialmente seguace del movimento di Gandhi e lavorò come farmacista, prima di dedicarsi completamente al Vaishnavismo (Visnuismo).

A 69 anni, approfittò di un passaggio gratuito su una nave mercantile diretta a New York, dove fondò l’ISKCON (International Society for Krishna Consciousness), popolarmente conosciuto come il movimento Hare Krishna.

Prabhupāda iniziò dal basso, insegnando agli hippie, che divennero i suoi primi devoti, a rinunciare a droghe e alcol per intraprendere una vita di dedizione spirituale. Tra i suoi insegnamenti fondamentali vi era il divieto assoluto di consumare carne e uova (il latte, invece, era consentito).

Tra le personalità influenzate dalla sua visione si distinsero Allen Ginsberg e, soprattutto, i Beatles.

George Harrison con un Prasadam, il cibo vegetariano offerto a Krishna.

George Harrison fu il più vicino al movimento spirituale, tanto da diventare lui stesso un devoto e registrare, da solista, brani come My Sweet Lord, oltre a produrre l’album Radha Krishna Temple.

Paul McCartney e sua moglie Linda divennero tra i primi e più importanti attivisti vegetariani. Anche Ringo Starr è vegetariano da molti anni: se in passato ammetteva qualche eccezione, più recentemente ha dichiarato di essere un convinto sostenitore di questa scelta, ritenendola il segreto della sua buona salute.

E finalmente: IL PUNK.

Se generalmente i vegetariani vengono associati a freak e hippie (spesso in senso dispregiativo), è stato il movimento punk, e successivamente quello hardcore, a portare queste idee a un livello successivo.

Il punk nacque negli USA a metà degli anni ’60 con band che ancora non si definivano tali, come The Stooges, MC5 e New York Dolls, per poi evolversi con i Ramones, contrapponendosi direttamente agli hippie e alle rockstar degli anni ’70. Il genere si sviluppò poi tra il ’76 e il ’77 in Inghilterra.

Se i Sex Pistols erano pura provocazione fine a sé stessa, i Clash incorporarono fin da subito un forte messaggio politico e sociale. Joe Strummer, in particolare, divenne vegetariano nel 1971 e lo rimase per tutta la vita, stabilendo così un legame indissolubile tra punk e diritti animali. (qui il Video in cui lo racconta lui stesso).

Joe Strummer dei Clash

Allo stesso tempo, all'interno del movimento punk si stava sviluppando un filone ancora più politicizzato e attento alle questioni sociali: l’anarcho-punk o peace-punk.

I pionieri di questo sottogenere furono i Crass, che più che una semplice band erano una vera e propria comune artistica. Tra i membri spiccava Penny Rimbaud, che, già avanti con gli anni rispetto agli altri, aveva un passato da hippie e da organizzatore dello Stonehenge Festival.

Nel 1979, i Crass scrissero il brano Time Out, in cui affrontavano esplicitamente il tema dei diritti animali.

Flux of pink indians

I Crass, inizialmente, vennero considerati dei mezzi hippie e, per questo, il tema dei diritti animali fu persino ridicolizzato. Tuttavia, la loro influenza segnò l’inizio di un nuovo genere, e quasi tutte le band che li seguirono affrontarono la questione animalista nei loro testi.

Tra i più attivi ci furono i Flux of Pink Indians, che distribuivano volantini contro la vivisezione e i macelli, trattando il tema in diverse canzoni. Ancora più diretti furono i Conflict, che durante i loro concerti proiettavano filmati sugli orrori dei macelli.

L’elenco delle band impegnate sarebbe lungo, ma nel frattempo il punk si stava trasformando in hardcore...

L'HARDCORE AMERICANO

Le tematiche anarchiche e pacifiste arrivarono negli Stati Uniti, dove però il punk stava evolvendo in una direzione musicalmente più aggressiva ma, inizialmente, meno politicizzata: l’hardcore.

Le band americane più vicine agli inglesi di cui abbiamo appena parlato furono gli MDC e i Crucifix.

Negli Stati Uniti, la tematica vegetariana si sviluppò in modo abbastanza diverso. H.R., frontman dei Bad Brains, era vicino al vegetarianismo per via della sua fede rastafariana, ma al tempo stesso molto distante da idee libertarie come il supporto ai diritti LGBTQ+.

Il punk hardcore di Washington D.C. era il più intellettuale e socialmente consapevole, ma inizialmente restò indifferente alla questione animalista. Fu proprio in questa scena che nacque il movimento Straight Edge, ispirato a una canzone dei Minor Threat, che rifiutava l’uso di alcol, droghe e il sesso casuale—principi che avrebbero avuto un impatto fondamentale negli anni successivi.

Nel frattempo, a New York, emergeva una delle band più controverse e violente della scena: i Cro-Mags. Fortemente influenzati dai Bad Brains, dal thrash metal e dalla cultura skinhead, i Cro-Mags portarono con sé un elemento inaspettato: l’influenza del movimento Hare Krishna.

New York era il principale centro americano degli Hare Krishna, che offrivano cibo vegetariano gratuito ai senzatetto e ai più emarginati. Molti membri dei Cro-Mags, come altri ragazzi di strada, finirono per avvicinarsi alla spiritualità induista. Palestrati, duri e spesso violenti, introdussero in modo sorprendente il discorso animalista nella scena hardcore newyorkese.

La copertina del loro primo demo—poi pubblicato su vinile in formato 10"—mostrava, sullo sfondo di un’esplosione nucleare, un punk che si buca, una mucca macellata, ma anche un aborto e una coppia omosessuale, riflettendo le tensioni e le contraddizioni della scena.

Age of quarrel dei Cro Mags con una copertina controversa.

Questo episodio è solo il primo di una serie di eventi quantomeno bizzarri che caratterizzano il punk hardcore americano, almeno dal punto di vista europeo.

Tuttavia, il gruppo che più di ogni altro ha diffuso il vegetarianismo all’interno dell’hardcore e del movimento Straight Edge è stato senza dubbio quello degli Youth of Today.

Capitanati dal duo Ray Cappo e John Porcell, si distinguevano per la loro musica velocissima e per i loro messaggi diretti ma positivi. Nel 1985 pubblicarono il loro primo LP, ma soprattutto nel terzo disco c'era il brano No More, accompagnato da un video (visibile qui) che criticava apertamente i macelli e l’industria della carne.

Da questo momento in poi, il binomio vegetarianismo e Straight Edge diventa quasi indissolubile, e le band si moltiplicano a tal punto che diventa impossibile elencarle tutte.

Walter Schreifels, bassista degli Youth of Today, formò un altro gruppo storico del genere "youth crew", i Gorilla Biscuits, che nel 1989 registrano Start Today, un album diventato un vero culto della scena hardcore.

Tra le tracce spicca Cats and Dogs (ascolta qui), in cui si denuncia l’ipocrisia di chi ama e accudisce un gatto o un cane a casa, mentre allo stesso tempo non si fa scrupoli a mangiare una bistecca.

Gorilla Bisquits

Con l'arrivo degli anni '90 il movimento si espande e si evolve tantissimo, ma nel frattempo c'è stato un altro gruppo in Inghilterra che diventerà importantissimo per diffondere la causa vegetariana a livello popolare.

MEAT IS MURDER, Morrissey e gli Smiths.

Morrissey negli anni '80

Gli Smiths e l'impatto sull'animalismo

Gli Smiths si formarono a Manchester, nel Regno Unito, nel 1982, grazie all'incontro tra Steven Patrick Morrissey e Johnny Marr. Il loro primo, mitico album, The Smiths, lasciò un segno indelebile sulla musica inglese e sull'indie rock, pur non ottenendo immediatamente il successo sperato.

Tuttavia, fu con Meat Is Murder (1985, video qui) che la band entrò definitivamente nella leggenda. L’album prende il nome dalla traccia omonima, un vero e proprio inno contro il massacro degli animali nei macelli, destinati a finire sulle nostre tavole.

Morrissey era vegetariano convinto sin dall’età di 11 anni, mentre Marr adottò la stessa scelta proprio durante la registrazione del disco. Oggi entrambi sono vegan.

Gli Smiths, come detto, diventarono un'icona e pubblicarono ancora due album prima di sciogliersi. Morrissey proseguì la sua carriera da solista, continuando a provocare e a sostenere la causa animalista in ogni occasione, fino a diventare un simbolo del movimento. La loro influenza si estese a moltissime altre band.

Crust, Grindcore e Metal Estremo

Per chi non conosce bene l’argomento (e, per esperienza, anche per chi è dentro la scena), questo paragrafo potrebbe risultare bizzarro quanto i precedenti. Tuttavia, molta musica estrema si è sviluppata con band profondamente legate ai temi che stiamo trattando.

Quello che in Inghilterra era iniziato con i Crass si era poi evoluto in varie direzioni. Già i Conflict avevano portato i messaggi pacifisti e animalisti, oltre a spingere la musica a un livello successivo.

Il gruppo chiave da cui nacque gran parte della musica estrema successiva furono però i Discharge. Con la loro immagine e i testi incentrati sugli orrori della guerra e scenari apocalittici, influenzarono una nuova ondata di band che irrobustirono e velocizzarono il suono.

Dal D-beat al crust punk, l’evoluzione portò infine al grindcore. Il gruppo che diede il via a questo genere proveniva direttamente dalla scena anarcho-punk: i leggendari Napalm Death.


Barney Greenway con la maglietta del gruppo di sabotatori della caccia

Barney Greenway, il cantante, divenne vegetariano a 14 anni e da molti anni ormai è praticamente vagan. Alcuni membri dei Napalm e degli Electro Hippies fondarono poi un gruppo ancora più estremo che diede vita al Death e al Gore grind, i Carcass

I Carcass

Nella prima formazione a tre della band, infatti, nessuno mangiava carne, ed è incredibile pensare che, come raccontato in un’intervista dell’epoca, già a metà degli anni '80 fossero due vegan e un vegetariano. Nei loro testi, inoltre, si possono trovare riferimenti al vegetarianismo, e anche nel recente album registrato dopo la reunion ci sono brani come Unfit for Human Consumption e Captive Bolt Pistol, che trattano proprio di questi temi. Tuttavia, la band ci tiene a precisare di non aver mai voluto fare una crociata per forzare la gente a rinunciare alla carne.

Negli Stati Uniti, un altro gruppo che ha seguito questo percorso sono i Dropdead, che hanno estremizzato l’hardcore arrivando al powerviolence. Il gruppo è noto per le sue posizioni politiche libertarie e per i testi fortemente critici contro i macelli e il consumo di carne.

FRANCO BATTIATO, il più grande in Italia.

Il fatto che Battiato fosse vegetariano è sempre stato un po' messo da parte dai media, sia perchè lui la considerava una scelta personale, sia perchè, come sappiamo bene, è una di quelle cose ancora considerate tabù. In diverse interviste, l'autore, ha spiegato come già da bambino rifiutasse la carne e non sopportasse l'idea di vedere uccidere gli animali e la scena viene ripresa nel suo film autobiografico "Perdutoamor" del 2003. Poi l'incontro con le filosofie orientali negli anni '70 e con la cucina macrobiotica che permetteva però il pesce. In un intervista ancora disponibile sul sito della LAV (qui) racconta di quando già vegetariano, venne convinto ad andare a pesca ma quando il pesce lo guardò negli occhi decise di ributtarlo in acqua e di non mangiarne mai più. Negli ultimi anni era diventato vegano. Battiato scrisse anche una canzone contro il consumo di carne dal titolo "Sarcofagia" (link qui) pubblicata all'interno del disco "Ferro Battuto" del 2001. In quel pezzo l'autore usa le parole di Plutarco:

"Come può la vista sopportare
L'uccisione di esseri che vengono sgozzati e fatti a pezzi
Non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue
Le carni agli spiedi crude
E c'era come un suono di vacche
Non è mostruoso desiderare di cibarsi
Di un essere che ancora emette suoni?"

Gli anni '90: Krishnacore, Hardline e altri sviluppi del punk

Torniamo ora a New York, dove nel frattempo anche Ray Cappo degli Youth of Today è diventato monaco Hare Krishna e ha deciso di partire per l'India, sciogliendo il gruppo. Prima di partire, però, registrò un singolo piuttosto insolito (link), con batteria elettronica, in collaborazione con Porcell, che potrebbe essere considerato il prologo del gruppo successivo: gli Shelter.

Gli Shelter furono formati da Cappo al suo ritorno a casa, anche grazie alla fondazione dell’etichetta Equal Vision Records, e diedero vita a un genere sulla carta piuttosto improbabile: il krishna-core

Shelter

Si parla di karma, reincarnazione, rifiuto di alcol, droghe e sesso, ma nel frattempo escono dischi straordinari. Oltre ai primi LP degli Shelter (Perfection of Desire (1990), Quest for Certainty (1992), Attaining the Supreme (1993)), ci sono anche progetti come i 108, Prema e Baby Gopal, che sperimentano con l'indie pop.

Il picco arrivò nel 1995, quando gli Shelter registrarono Mantra, un album più accessibile, pubblicato sotto l'etichetta Roadrunner Records, e iniziarono un tour mondiale, portando sia il messaggio di Krishna che quello vegetariano nei festival estivi di tutto il mondo.

L'altro sviluppo meno pacifista del movimento, invece, è quello Hardline.

RAID live nei primissimi anni '90. 

Dalla parte opposta, come in ogni movimento di protesta giovanile, ci fu chi estremizzò il messaggio e radicalizzò la posizione. Il movimento iniziò con i Vegan Reich, un gruppo americano formato dall'ultramilitante Sean Muttaqi, che, partendo dall'anarcho-punk dei Conflict e dal veganismo estremo, portò nei suoi testi le idee dell'islamismo radicale, come la lotta all'omosessualità, all'aborto e addirittura alla masturbazione, alle medicine e al caffè. Non si può sapere quanto i gruppi che seguirono condivisero tutto questo; in molti oggi negano o rinnegano queste idee, come Rat, degli Statement e degli Unborn inglesi, che ha dichiarato in una recente intervista:

"…every abortion is a better thing for the planet and all life up on it, so, abortions and homosexuality are definitely a step in the right direction for the end of humanity!"

Un'altra band hardline furono i Raid, mentre gli Earth Crisis non furono mai completamente parte del movimento, pur essendone vicini (almeno ai tempi). Tuttavia, furono loro a portare le idee vegan ed ecologiste più estreme a un pubblico più ampio.


Ritorno all'Europa.

Nei primi anni '90, l'hardcore cambiò e, prima della nuova ondata del punk con i Green Day nel 1994, si sviluppò in molti sottogeneri, diventando più underground rispetto alla decade precedente, come abbiamo visto. Il genere musicale divenne secondario, con gruppi che facevano vero e proprio metal mentre altri suonavano indie rock, ma tutti uniti dall'attitudine punk e dal DIY. Etichette come Ebullition erano contrarie alle posizioni estreme che culminavano nell'hardline e, anche in Europa, si era sviluppata una vera e propria rete di gruppi e organizzazioni che condividevano ideali simili.


Le Doughnuts di Umea.

In Svezia, c'erano gruppi notevoli come gli Abhinanda, il gruppo femminile delle Doughnuts e, soprattutto, i Refused, che ebbero molto successo. In Germania si sviluppò una scena hardcore molto metal, con gruppi come gli Heaven Shall Burn, mentre anche in Italia esisteva una grande scena vicina alle tematiche vegetariane. Nacquero festival in cui veniva distribuito solo cibo vegan, come lo Ieper Fest in Belgio e il Fluff Fest in Repubblica Ceca, che proseguono ancora oggi.

In Italia, la Green Records di Padova, oltre a produrre i dischi più memorabili dell'epoca, organizzò la Two Days of Struggle, un festival di due giorni che si svolse dal '94 al '96. Inoltre, per diversi anni, ci fu una nutrita scena Vegan Straight Edge, iniziata con gli Absence, che seguivano le orme degli Earth Crisis con testi che crearono molte polemiche. Poi ci furono i Purification di Roma e altre band attive nei primi anni 2000.

GLI ANNI 2000

Negli anni 2000 si può dire che i movimenti più ortodossi degli anni '80 e '90 si siano prima estremizzati e poi abbiano perso d'importanza, molta gente ha smesso di mangiare carne per qualche anno, facendo proclami estremi e poi in silenzio ha ripreso con le bistecche. Questo, generalmente, è quello che succede quando si prendono posizioni troppo estreme. Allo stesso tempo però il discorso è uscito dall'underground e oggi molti personaggi del mondo della musica sono vegetariani (e vegan) ed è facile trovare liste di band o membri e anche tanti artisti e personaggi dello spettacolo che hanno deciso di smettere di supportare il massacro degli animali.

martedì 10 dicembre 2024

LRDA MUSICA: la Third Ear Band

 

La Third Ear Band si è formata a Londra nel 1967 nel milieu psichedelico dell'UFO Club, inizialmente con il nome Giant Sun Trolley, e poi Hydrogen Jukebox, per poi nel 68 trovare il nome definitivo, grazie all'incontro di alcuni musicisti provenienti da vari background musicali. I membri fondatori erano:

  • Graham Bond (clarinetto, sassofono, flauto)
  • Paul Minns (flauto, percussioni)
  • Richard Coff (basso, chitarra, percussioni)
  • Alan G. Skidmore (sassofono)
  • Lubomyr Lobianco (percussion)
La  band britannica è stata attiva principalmente negli anni '60 e '70, ed è nota per il suo stile musicale che mescolava elementi di rock psichedelico, musica sperimentale e influenze di musica orientale e moderna e divenne un cult tra gli appassionati di musica sperimentale e psichedelica. Il nome della band, "Third Ear Band", è un chiaro riferimento al "terzo occhio" come simbolo della percezione acuta e fuori dall'ordinario, un'idea che si riflette nel loro approccio musicale sperimentale. 


La band è stata influenzata dalla musica indiana e dalla filosofia orientale, ma anche dal folk europeo e il suo sound si avvicinava a quello di una jam session meditativa, molto lontana dai tradizionali arrangiamenti delle band rock del periodo. Grande era l'uso distrumenti acustici, ma con una visione profondamente avant-garde. L'elemento distintivo era la creazione di sonorità ritmiche e ipnotiche, spesso senza una vera melodia o struttura tradizionale.

DISCOGRAFIA:

* Le fonti di Alchemy (Harvest, 1969 - Dropout, 1999 - Gottdiscs, 2005) sono ancora esplicite: i raga, il "Libro dei Morti " gli antichi Egizi, le litanie Ebraiche, le leggende Celtiche.


* Third Ear Band (Harvest, 1970 - Gottdiscs, 2005), secondo album e uno dei grandi capolavori della musica psichedelica/progressiva, si spinge ancora oltre, ridimensionando l'aspetto "etnico" e conferendo un carattere ancor piu` "astratto" alle composizioni, che infatti sembrano appartenere piu` alla musica da camera che alla musica popolare, e piu` al jazz che al rock.


Altri album in studio:


Abelard and Heloise (1970)
Music from Macbeth (soundtrack to Macbeth, Roman Polanski's film adaptation of Shakespeare's The Tragedy of Macbeth) (1972)
The Magus (1972 - released in 2005 - first release was 1991 under the title Prophecies)
Live Ghosts (1988)
Magic Music aka New Age Magical Music (1990)
Brain Waves (1993)
Necromancers of the Drifting West (1997) (Geesin session, BBC tracks & outtakes)

La Third Ear Band è stata pioniera di un tipo di rock psichedelico che avrebbe influenzato altre band sperimentali, ma senza mai cercare un grande successo commerciale. Nonostante ciò, la loro musica ha trovato un pubblico devoto, soprattutto tra gli amanti della musica più progressiva e avanguardista.

Declino e scioglimento

Nel corso degli anni '70, la band ha attraversato diverse fasi di cambiamento. La formazione originaria è stata modificata, con alcuni membri che lasciavano la band e venivano sostituiti. Nonostante la qualità musicale dei lavori, la Third Ear Band non ha mai raggiunto una popolarità commerciale significativa e si è sciolta verso la metà degli anni '70.

La Third Ear Band e il druidismo:


Philip Carr-Gomm viene iniziato all'OBOD (Order of Bards Ovates & Druids) 3 Maggio 1970 con Richard Coff e la Third Ear Band sullo sfondo.

LINKS:

(*) https://www.scaruffi.com/vol2/thirdear.html

https://philipcarr-gomm.com/the-third-ear-band-on-glastonbury-tor/


L'area megalitica di Sion: Le Petit-Chasseur

Il sito megalitico si Sion, nel Vallese, è interessante e importate per una serie di motivi.

La scoperta, nel 1961, delle prime tombe costruite con lastre di pietra lungo l'Avenue du Petit-Chasseur, segna un passo significativo nella conoscenza delle pratiche funerarie del Neolitico Finale nell'arco alpino. In poco tempo, Olivier-Jean Bocksberger riconobbe l'importanza di questa scoperta, confermata dall'apparizione della prima ceramica campaniforme segnalata nella regione e, soprattutto, dal ritrovamento di stele antropomorfe incise, riutilizzate nella costruzione di dolmen funerari. Nonostante le numerose pubblicazioni scientifiche dal 1964 al 2007, molto resta ancora da dire e scrivere su questo sito eccezionale e, in particolare, sulle statue stele antropomorfe, il cui significato continua a gettare luce sul periodo di transizione tra la fine del Neolitico e l'inizio dell'età del Bronzo.

Il sito del Petit-Chasseur a Sion si trova sulla riva destra del Rodano, all'ingresso occidentale della città di Sion. La necropoli è situata sul pendio del cono di alluvioni del fiume Sionne, che scorre più a est, al centro della città vecchia. I due monumenti funerari più antichi (M V e M XII) sono addossati al piede del versante roccioso della collina di Gravelonne, mentre le altre tombe si trovano leggermente più in basso. In totale, sono stati ritrovati e studiati dodici monumenti dolmenici su entrambi i lati dell'avenue.


La fondazione della necropoli risale agli inizi del quarto millennio a.C., tra il 3000 e il 2900 a.C. Questo periodo è caratterizzato da una maggiore densità degli insediamenti, in particolare lungo le rive del Lago di Ginevra e nella valle del Rodano.

DATAZIONE

Le stele antropomorfe della necropoli del Petit-Chasseur sono state tutte scoperte in posizione secondaria, cioè riutilizzate come materiale da costruzione nei monumenti funerari o trovate direttamente sul terreno vicino alle tombe. Per questo motivo, non è possibile determinare con certezza l'epoca della loro creazione basandosi esclusivamente sulla loro posizione stratigrafica. Tuttavia, due stili distinti emergono chiaramente tra le rappresentazioni conosciute.ù

Stile A

Le stele di stile A sono le più semplici e presentano elementi antropomorfi limitati. Le braccia sono rappresentate piegate a 90° con le mani incrociate sul ventre, spesso con tratti realistici. La testa è sempre frammentata, ma sembra essere relativamente piccola rispetto alla larghezza delle spalle. I motivi incisi includono una cintura poco decorata, pugnali con pomoli semicircolari, asce con manico e decorazioni a spirale doppia. Questo stile è attribuibile alla seconda fase del Neolitico Finale (circa 3000-2700 a.C.), ed è culturalmente affine alla necropoli di Remedello, in Italia, e ai ritrovamenti di Stollhof (Austria) e Malé Leváre (Slovacchia).

Stile B
Le stele di stile B sono più elaborate, con una testa più ampia e dettagliata, spesso dotata di un "copricapo" e un naso. Le braccia e le mani sono stilizzate e accompagnate da elementi come archi, frecce, pugnali in fodero e decorazioni intricate sui vestiti (triangoli, losanghe, chevron, ecc.). Questi ornamenti riflettono probabilmente abiti cerimoniali appartenenti a membri importanti della comunità.

Le stele di tipo B risalgono alla civiltà campaniforme (circa 2500-2200 a.C.), caratterizzata dall’uso di ceramiche a forma di campana ornate da motivi incisi. Le rappresentazioni maschili includono armi, mentre quelle femminili si distinguono per la mancanza di armi e la presenza di elementi decorativi specifici, come pettorali metallici e cinture a fibbia.

  • Motivi maschili: Comprendono armi come pugnali e asce, oltre a elementi distintivi come archi e faretre.
  • Motivi femminili: Rappresentati da decorazioni più elaborate, cinture con fibbie e pettorali metallici.
  • Motivi comuni: Alcuni simboli, come spirali doppie e motivi geometrici, erano condivisi da entrambe le categorie e potrebbero riflettere valori o ideologie comuni nella comunità.
  • FUNZIONE DELLE STELE

    La funzione delle stele antropomorfe solleva due domande fondamentali: chi rappresentano e quale ruolo avevano nella società dell’epoca?

    Gli elementi decorativi e le armi indicano che le stele raffiguravano personaggi di alto rango. La loro creazione, che richiedeva un grande investimento di tempo e risorse, aveva un carattere ostentatorio, volto a sottolineare il prestigio e il potere del soggetto raffigurato. È interessante notare che queste rappresentazioni includono sia uomini sia donne, anche se le figure maschili sono in maggioranza. Le stele erano associate al contesto funerario. Questo utilizzo si riscontra in altri siti dell’arco alpino e del sud della Francia, come Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta, dove sono state trovate basi di stele rotte. 

    Rituali di distruzione e riutilizzo
    Un tratto distintivo delle stele del Petit-Chasseur è il loro riutilizzo come materiale da costruzione in nuove sepolture. Questo processo era parte di un rituale volontario, poiché le stele venivano intenzionalmente rimosse, spezzate e reimpiegate. Diverse ipotesi spiegano questo comportamento: con il passare del tempo veniva a meno la memoria del defunto oppure mentre questo era in vita il suo prestigio calava. Non lo possiamo sapere.

     Interpretazione delle Decorazioni Antropomorfe

    Le caratteristiche antropomorfe delle stele sono evidenti nella forma generale, con teste che sporgono dalle spalle e dettagli come braccia, mani e copricapi.

    • Il "naso": Sebbene spesso chiamato "naso", questa caratteristica potrebbe rappresentare un elemento di un elmo o di un copricapo, simile a quelli medievali.
    • Assenza di occhi e bocca: L’omissione di occhi e bocca potrebbe suggerire che le figure rappresentassero defunti, piuttosto che persone viventi.

    Le stele del Petit-Chasseur offrono una ricca varietà di motivi decorativi, che possono essere suddivisi in categorie principali:

    1. Motivi antropomorfi: Elementi come la testa, le braccia e le mani sono predominanti.
    2. Armi e ornamenti: Pugnali, asce, archi e frecce rappresentano status e funzione.
    3. Decorazioni geometriche: Losanghe, triangoli, damieri e altre forme adornano gli abiti e riflettono una complessa simbologia culturale.

    L'EUROPA NEOLITICA

    Il sito del Petit-Chasseur è stato confrontato con altre necropoli dell'arco alpino e dell'Europa occidentale, evidenziando somiglianze e differenze:

    • Saint-Martin-de-Corléans (Aosta): Sito parallelo con stele simili, che presentano incisioni elaborate e contesti rituali comparabili.
    • Necropoli di Remedello (Italia): Nota per la presenza di pugnali e asce incisi, elemento comune con le stele di stile A del Petit-Chasseur.
    • Siti della cultura campaniforme: Le decorazioni geometriche trovate sulle ceramiche campaniformi sono spesso replicate sugli ornamenti delle stele di stile B.

    Questi confronti confermano che il Petit-Chasseur era parte di una rete culturale più ampia, condividendo pratiche e ideologie con altre comunità dell'Europa neolitica.


    LINK: 

    http://www.archeosvapa.eu/wp-content/uploads/2019/02/Bepa-XX-suppl-WEB.pdf

    giovedì 5 dicembre 2024

    Il Menhir di Nomaglio: coppelle per il Monviso.

    Finalmente siamo riusciti a trovare il menhir di Nomaglio. Siamo riusciti, perché, come molte altre pietre piemontesi, non è per niente segnalata e giace praticamente dimenticata in mezzo ai boschi.

    La pietra si trova nei pressi di Nomaglio (da cui prende il nome) e Andrate, in provincia di Torino a circa 800 metri di altitudine e per trovarlo bisogna percorrere una strada tra piccole case di pietra e i bellissimi boschi che dominano la zona. Il monolite è crollato in antichità e si trova oggi proprio tra due piccole costruzioni in pietra ormai quasi abbandonate. Esso viene accomunato ai tre famosi menhir canavese, Mazzè, Chivasso e Lugnacco per via della sua forma, anche se questo non è intatto e si trova quasi completamente interrato. Come nel caso degli altri 3 monoliti, non ci sono molti evidenze archeologiche che possano essere usate per datarlo o contestualizzarlo. Del resto l'assoluto stato di abbandono e la mancanza di studi che caratterizza questo tipo di reperti in Italia è imbarazzante.


    Una cosa che salta immediatamente all'occhio visitando questa pietra sono le coppelle che lo coprono e che, con ogni probabilità, vennero scavate quando il menhir era già crollato e spezzato, quindi in due epoche diverse. Chiunque si interessi di incisioni a coppelle e canaletti sa che, generalmente, venivano usate per contenere dei liquidi e quindi perderebbero di senso in posizione erette, specialmente quando sono accompagnate da canaletti.


    In ogni caso, siamo sicuri che i frammenti costituissero un singolo pezzo litico perché è possibile seguire la forma della pietra con i sui spigoli artificialmente sbozzati, anche se purtroppo manca la parte centrale, forse usata come materiale edile durante la costruzione delle casette in pietra che lo sovrastano. In zona comunque sono stati trovati altri maufatti megalitici riutilizzati come architravi, coppelle su pietre fontana e soprattutto, nelle vicinanze, un'elsa di un coltello a forma di ariete in stile celtico. 


    L'ipotesi è quindi che il monolite sovrastasse un tumulo funerario, cosa molto frequente e che quando questo crollò, o venne demolito per motivazioni ignote, esso continuò a mantenere una funzione sacra e per questo su di esso vennero scavate le coppelle e i canaletti.


    Ma la grande sorpresa alla fine è stata alzare gli occhi e notare che la pietra è orientata panoramicamente verso il Monviso, ben visibile al tramonto e nei giorni sereni. Chiunque si interessi di massi coppellati, specialmente in area piemontese, sa che nella stragrande maggioranza dei casi le rocce con questo tipo di incisione si trovano in luoghi panoramici orientate verso montagne o alture particolarmente evidenti. Questo, personalmente, penso indichi un qualche tipo di culto, oggi dimenticato, ma collegato alle alture.

    Collegamenti essenziali:
     
    LINK PDF di Enrico Gallo: 


    giovedì 28 novembre 2024

    Chi è il MAGO?

     A cura di Aldebrandos Silvani

    Il "mago classico" può essere visto in molti modi, a seconda del contesto. È spesso una figura archetipica della mitologia e della letteratura, un personaggio saggio e potente che guida l'eroe, come Merlino nelle leggende arturiane, Gandalf ne Il Signore degli Anelli, o Prospero ne La tempesta di Shakespeare.

    Nei tarocchi, il Mago (o Bagatto) rappresenta la padronanza degli elementi e il potenziale creativo.

    Nell'immaginario moderno, lo ritroviamo in personaggi come Harry Potter o Doctor Strange, che incarnano il mago con un tocco contemporaneo. Infine, nella tradizione esoterica, il mago richiama pratiche antiche come alchimia, astrologia e Cabala, unendo scienza e spiritualità.

    Quando però ci immaginiamo un mago generalmente lo visualizziamo come quello che generalmente viene detto "fiabesco". È la figura che subito ci viene in mente pensando a fiabe, leggende medievali e mondi fantasy. Lo immaginiamo con un lungo mantello blu o viola, decorato con stelle e lune, e un cappello a punta alto e conico, altrettanto ornato. Sempre accompagnato da un bastone magico o una bacchetta, spesso porta con sé sacchetti di erbe o antichi libri pieni di misteri.

    È un personaggio saggio e misterioso, che vaga per boschi e montagne in cerca di equilibrio naturale e conoscenza. Protettore della natura e delle forze elementali, usa i suoi poteri rispettandone le leggi. Gentile ma riservato, aiuta chi è in difficoltà, ma non svela facilmente i suoi segreti.

    Le sue magie spaziano dal controllo degli elementi – come evocare tempeste o calmare le acque – alla creazione di illusioni e incantesimi. Spesso padroneggia anche l’alchimia e la guarigione, grazie alla conoscenza di erbe e pozioni.

    Questa figura si ispira a personaggi iconici come Merlino delle leggende arturiane o il Mago di Oz, e vive ancora oggi nei giochi di ruolo come Dungeons & Dragons e nell’immaginario fantasy moderno. È il simbolo perfetto del mago che incanta e affascina, con la sua aura intramontabile.

    Ancora oggi esistono persone e gruppi che si rifanno a queste figure alla magia naturale e alle tradizioni antiche:

    • Associazioni di Wicca e neopaganesimo: Seguono pratiche spirituali legate agli elementi, alla natura e agli antichi culti. Non sono "maghi fiabeschi", ma molte delle loro ritualità si ispirano a figure come il druido o il mago classico.
    • Scuole di esoterismo: Alcune realtà insegnano pratiche legate alla magia, all'alchimia o alla conoscenza simbolica. Ad esempio, Cerchio delle Streghe o gruppi simili.
    Esistono anche gruppi che si rifanno alla rievocazione storica in un contesto medievale o mitologico, molte associazioni di rievocazione storica organizzano eventi che includono la figura del mago:
    • Eventi medievali: Fiere come il Mercato delle Gaite o il Palio di San Donato spesso ricreano atmosfere medievali in cui maghi e alchimisti trovano spazio.
    • Associazioni di mitologia arturiana: Gruppi che celebrano leggende arturiane e cavalieri della Tavola Rotonda, con personaggi ispirati a Merlino e altri maghi.
    • LARP (Live Action Role-Playing): Giochi di ruolo dal vivo in cui i partecipanti interpretano personaggi fantasy, inclusi maghi, con costumi elaborati. In Italia, associazioni come GRVItalia o Terre Spezzate organizzano eventi in contesti naturali o storici.
    • Fiere e raduni fantasy: Eventi come Lucca Comics & Games o il Fantasy Fest accolgono appassionati di magia, spesso con workshop e spettacoli a tema.
    Music for Wizards:


    Origini del mago nell'antichità europea

    La figura del mago nell'antichità europea ha radici profonde che affondano nella mitologia, nella religione e nelle tradizioni esoteriche e può essere ritrovata in queste antiche tradizioni:

    1. Religioni e culture pre-cristiane:

      • Druidi celtici: Sacerdoti della religione celtica, erano considerati intermediari tra gli uomini e gli dèi, con conoscenze di astrologia, erboristeria e rituali sacri. Sono tra i precursori del mago europeo.
      • Sciamani e figure simili: Popolazioni germaniche, slave e nordiche avevano figure spirituali che praticavano rituali magici e comunicavano con il mondo spirituale.
    2. Influenze greche e romane:

      • La magia nell'antica Grecia era legata a figure come Circe o Medea, maghe capaci di evocare forze sovrannaturali. Filosofi come Pitagora e Platone associavano la magia alla conoscenza del cosmo e delle forze naturali.
      • A Roma, i magus erano spesso visti con sospetto, ma molti praticavano arti divinatorie e rituali importati dall’Oriente.
    3. Influenza persiana:

      • La parola "mago" deriva dal termine persiano magus, usato per indicare i sacerdoti zoroastriani. Questi erano esperti di astrologia e conoscenze esoteriche, e il termine si diffuse in Europa tramite la cultura greco-romana.
    4. Medioevo cristiano:

      • Con l'arrivo del cristianesimo, la magia divenne spesso associata all'eresia e al paganesimo. Tuttavia, figure come Merlino (ispirato probabilmente ai druidi e agli uomini saggi celtici) fecero da ponte tra il vecchio mondo magico e le nuove leggende cristiane.

    Il "cappello del mago" di Berlino

    Il cosiddetto "cappello del mago" è in realtà un oggetto conosciuto come "Cappello d'Oro di Berlino" (Berliner Goldhut), un manufatto risalente all'Età del Bronzo (circa 1000-800 a.C.), conservato presso il Neues Museum di Berlino.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Cappello_d%27oro_di_Berlino

    Caratteristiche:

    • Materiale: Realizzato in foglia d'oro, alto circa 75 cm.
    • Decorazioni: Ricoperto di intricati motivi geometrici, come cerchi e spirali, che si ritiene siano legati a calendari lunari e solari.
    • Funzione: Si ipotizza che fosse usato da sacerdoti o capi spirituali come strumento rituale per calcolare il calendario agricolo e astronomico. Le sue decorazioni potrebbero rappresentare un sistema complesso per prevedere eventi naturali e stagionali.
    Sono stati trovati 4 oggetti molto simili e sicuramente collegati:

    Relazione con la figura del mago:

    Il "cappello" non è un copricapo di mago nel senso moderno, ma è spesso considerato una delle prime rappresentazioni del potere magico attribuito a figure sacerdotali o druidiche. È possibile che la sua forma conica e il suo uso cerimoniale abbiano ispirato l'immaginario del cappello a punta del mago nelle epoche successive.

    In sintesi, questo oggetto è un simbolo dell'antico legame tra sapere, natura e sacralità, che sta alla base della figura del mago come lo conosciamo oggi.