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lunedì 21 aprile 2025

La pietra di Santa Brigida "Ròch ëd Santa Brigida" sulla collina torinese.

Il Ròch ëd Santa Brigida (pietra di Santa Brigida in piemontese) è una masso che si trova nei pressi di Moncalieri sulla collina torinese ed è un masso che affiora dal terreno proprio vicino alla strada.


Il masso di gneiss si è formato nel massiccio Dora Maira e in milioni di anni, attraverso sconvolgimenti tellurici, erosioni, glaciazioni e alluvioni è arrivato fino da queste parti. Non si sa esattamente se la pietra sia stata lavorata in tempi preistorici o se la sua forma levigata sia naturale, ma è sicuro che essa sia stata posizionata in modo da essere venerata come capitava spesso in epoca precristiana. Il roch infatti è una delle tante pietre che troviamo in Piemonte che hanno proprietà curative, in particolare si tratta di una delle "pietre della vita", come la più famosa che si trova ad Oropa (LINK). Ad essa le donne ricorrevano per rimanere incente, posandoci sopra il basso ventre o le parti genitali: questo succedeva ancora fino a pochi decenni fa come si vede nell'intervista a questo link:https://danielroux.eu/roch-ed-santa-brigida/


La pietra è comunque ancora oggi parte del folklore locale, conosciuta dagli abitanti di questa collina e oggetto di festeggiamenti stagionali. Dopo essere stata un po' dimenticata alla fine del '900 e maltrattata (qualche anno fa era coperta di scritte) è stata ripulita e l'aiuola su cui sorge è stata anche allargata per proteggerla dalle auto.



giovedì 5 dicembre 2024

Il Menhir di Nomaglio: coppelle per il Monviso.

Finalmente siamo riusciti a trovare il menhir di Nomaglio. Siamo riusciti, perché, come molte altre pietre piemontesi, non è per niente segnalata e giace praticamente dimenticata in mezzo ai boschi.

La pietra si trova nei pressi di Nomaglio (da cui prende il nome) e Andrate, in provincia di Torino a circa 800 metri di altitudine e per trovarlo bisogna percorrere una strada tra piccole case di pietra e i bellissimi boschi che dominano la zona. Il monolite è crollato in antichità e si trova oggi proprio tra due piccole costruzioni in pietra ormai quasi abbandonate. Esso viene accomunato ai tre famosi menhir canavese, Mazzè, Chivasso e Lugnacco per via della sua forma, anche se questo non è intatto e si trova quasi completamente interrato. Come nel caso degli altri 3 monoliti, non ci sono molti evidenze archeologiche che possano essere usate per datarlo o contestualizzarlo. Del resto l'assoluto stato di abbandono e la mancanza di studi che caratterizza questo tipo di reperti in Italia è imbarazzante.


Una cosa che salta immediatamente all'occhio visitando questa pietra sono le coppelle che lo coprono e che, con ogni probabilità, vennero scavate quando il menhir era già crollato e spezzato, quindi in due epoche diverse. Chiunque si interessi di incisioni a coppelle e canaletti sa che, generalmente, venivano usate per contenere dei liquidi e quindi perderebbero di senso in posizione erette, specialmente quando sono accompagnate da canaletti.


In ogni caso, siamo sicuri che i frammenti costituissero un singolo pezzo litico perché è possibile seguire la forma della pietra con i sui spigoli artificialmente sbozzati, anche se purtroppo manca la parte centrale, forse usata come materiale edile durante la costruzione delle casette in pietra che lo sovrastano. In zona comunque sono stati trovati altri maufatti megalitici riutilizzati come architravi, coppelle su pietre fontana e soprattutto, nelle vicinanze, un'elsa di un coltello a forma di ariete in stile celtico. 


L'ipotesi è quindi che il monolite sovrastasse un tumulo funerario, cosa molto frequente e che quando questo crollò, o venne demolito per motivazioni ignote, esso continuò a mantenere una funzione sacra e per questo su di esso vennero scavate le coppelle e i canaletti.


Ma la grande sorpresa alla fine è stata alzare gli occhi e notare che la pietra è orientata panoramicamente verso il Monviso, ben visibile al tramonto e nei giorni sereni. Chiunque si interessi di massi coppellati, specialmente in area piemontese, sa che nella stragrande maggioranza dei casi le rocce con questo tipo di incisione si trovano in luoghi panoramici orientate verso montagne o alture particolarmente evidenti. Questo, personalmente, penso indichi un qualche tipo di culto, oggi dimenticato, ma collegato alle alture.

Collegamenti essenziali:
 
LINK PDF di Enrico Gallo: 


domenica 23 maggio 2010

Museo delle antichità di Torino.

Museo delle antichità di Torino.

Dopo anni sono riuscito a visitare il museo di antichità di Torino quest'inverno durante una giornata di neve.
E' un vero peccato che il museo sia praticamente deserto e in certi punti direi proprio abbandonato a se stesso. La parte dedicata ad una mostra sulla vita dei romani era invece piena di visitatori, nonostante il prezzo triplo. Per fortuna c'era la possibilità di visitare solo la parte dedicata alle nostre zone per soli 3 euro.
Consiglio la visita a tutti, ci sono molti oggetti di cui avevo solo sentito parlare come punte di frecce del 3-4 sec. a.c. trovate ad Alessandria e le barche preistoriche del Tanaro, praticamente dei tronchi scavati.
Peccato anche che non sia disponibile nessuna brochure dettagliata, un catalogo da comprare con maggiori informazioni sulla collezione o un sito ben fatto... a quanto ho capito c'è solo da ringraziare l'associazione di volontari che si occupa del museo se possiamo ammirare queste cose.

Tra le cose che ho fotografato e che voglio pubblicare su questo blog, c'è il calco del menhir di Mazzè, cheè possibile vedere nella piazza antistante al comune dell'omonimo paese e di cui abbiamo parlato qui: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2013/02/il-menhir-di-mazze.html



Una sorpresa invece è stata il menhir di Centallo, che non conoscevo. Si tratta di una piccola pietra piatta e incisa da un lato con una bellissima forma astratta, su cui non ho potuto trovare alcuna notizia. Era stato reimpiegato in una chiesa alto medioevale come materiale da costruzione e poi per fortuna recuperato.



Altra bellissima cosa è stata trovare alcune pietre importantissime per la storia delle lingue e della scrittura europee. 2 pietre con iscrizioni in lingua leponzia (Per approfondire vedi la pagina di WIKIPEDIA) e una pietra con iscrizioni in lingua leponzia e caratteri etruschi inseriti nel tipico binario (questa era la zona in cui i popoli dell'Italia mediterranea si incontravano con i popoli del nord per lo scambio di merci attraverso le popolazioni liguri e celtiche locali). E' chiara in questo caso l'influenza che questo tipo di iscrizioni ebbe sui popoli nordici per la creazione dell'alfabeto runico e delle tipiche iscrizioni sulle pietre runiche.





Per vedere le foto più grandi vai qui:
http://www.flickr.com/photos/94063501@N00/

Il Museo delle Antichità si trova in Via XX Settembre 88/c a Torino (proprio in centro). Purtroppo il sito non esiste più in quanto ho appena visto che il dominio è stato preso da altri...