Visualizzazione post con etichetta sacro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sacro. Mostra tutti i post

sabato 13 aprile 2019

1) L'Albero Sacro: Come trovarlo.

Come trovare un albero sacro. Prima di tutto bisogna dire che nessun albero è più sacro di un altro. Ogni albero, ogni pianta, ogni filo d'erba è sacro. Tuttavia un albero antico, un albero particolarmente grande, con caratteristiche particolari oppure un albero che emana un'energia particolare o che sentiamo essere in sintonia con noi per vari motivi può diventare “l'albero sacro”. In pratica, noi decidiamo di eleggere un certo albero simbolicamente perché non possiamo omaggiarli tutti, sarebbe impossibile. Ce ne possono essere diversi: uno vicino a casa, uno dove passiamo il nostro tempo libero, uno in montagna... e così via.

Un bellissimo cedro a Vignale Monferrato (AL)

Ma come troviamo quindi il nostro albero sacro? Quando ci dedichiamo a questo tipo di attività, mettiamo da parte le nostre conoscenze scientifiche, non perché questa attività vada contro alla scienza ma perché non ha nulla a che fare con essa e con la razionalità. Quindi dobbiamo essere razionali nel senso che non dobbiamo fare niente che possa danneggiare l'albero e l'ambiente in cui ci troviamo, ma questo tipo di cose appartengono evidentemente al campo della spiritualità. E molte volte riguardano solo noi stessi, da soli. Sarebbe difficile spiegare veramente certi pensieri e certe sensazioni a chi non ne vuole sapere e quindi restano soltanto nostre. Anche un ingegnere si può occupare di una cosa del genere semplicemente perché sono due mondi separati. Ma arriviamo al punto: molte volte non dobbiamo cercare il nostro albero sacro, lo troviamo e basta. Quando ci troviamo nella foresta, o in un campagna, oppure in un parco urbano vediamo un albero e capiamo che quell'albero è speciale. Probabilmente alcuni l'albero sacro lo conoscono già. Lo vedono da quando erano bambini o da quando hanno cambiato casa o sono passati nelle sue vicinanze, quindi sarà proprio quello, magari ve ce ne siamo dimenticati, ma lo conosciamo già. Questo è successo molte volte, prima dei tempi in cui certi “cristiani” iniziassero una vera crociata contro la natura, ogni bosco, ogni foresta aveva il suo albero sacro. In realtà succede ancora oggi molte volte, ma in modo non ufficiale. E gli alberi santi, sono considerati veri e propri dei viventi in paesi extraeuropei come il Giappone, l'India e non solo. Lo Shintoismo conserva caratteri antichissimi e considera sacro ogni aspetto della natura, dalle Montagne alle Stagioni stesse. In effetti a volte sarebbe più saggio rifarsi a culture del genere che a pseudo movimenti pagani moderni che magari sono stati inventati negli stati uniti senza alcun collegamento reale agli "antichi".

Un albero sacro a Kyoto, Giappone 2018.
Quindi: trovare un albero sacro è un processo molto simile a quello di trovare una fonte sacra, una pietra o altro con alcune peculiarità. Sicuramente, se siete arrivati fino a questo punto, vi sarà capitato di vedere visto un albero particolare e di aver pensato che fosse speciale. Magari lo avete incontrato durante un viaggio, ma in questo momento o sarebbe meglio trovarne uno più vicino, in un posto che potete raggiungere facilmente, magari a piedi o in bicicletta, sarebbe la cosa migliore poterci arrivare senza rinchiudersi nell'abitacolo di una macchina. Potrebbe essere anche nel parchetto sotto casa vostra, ma un consiglio è quello di trovarne uno in una posizione tranquilla in cui ci si possa fermarsi, sedersi, in cui quindi se non amate essere osservati, possiate anche trovare qualche momento di solitudine, almeno in certi orari. Se non avete già in mente un albero adatto, potete uscire a cercarlo. Ancora una volta, non dev'essere una ricerca impegnativa, l'albero sacro si presenterà da solo, basta avere pazienza.

La sfera "aura" di un albero
Una volta trovato un albero adatto, bisogna avvicinarsi e sentire se a questo punto lui vi accetterà. Ribadisco che non stiamo parlando di processi scientifici, ma magici, di pure sensazioni. Lasciate perdere i vostri pensieri razionali, come quando guardate un concerto, un film o un evento sportivo. Ci troviamo nella sfera dell'irrazionalità. Sentire se siete accettati dall'albero che avete trovato è molto semplice. Fermatevi ad una certa distanza, una distanza che sentite voi, come quando parlate con una persona che non conoscete, ma che se non riuscite a quantificare potrebbe essere riferibile alla sfera ideale formata da rami e foglie e che idealmente continua fino alle radici. Con calma e tranquillità assoluti, non bisogna farsi nessun problema, non bisogna avere fretta, aspettiamo di sentire che l'albero ci lasci entrare. Potrebbe succedere che quel giorno non succeda niente e allora torniamo un'altra volta, oppure se lo sentiamo, cerchiamo un altro albero. Una volta entrati nel suo spazio magico, possiamo toccare la corteccia, magari abbracciarlo e a quel punto sentire se è l'albero adatto a voi e se voi siete adatti ad esso. Da quel momento, quello sarà l'ALBERO SACRO. La pianura padana e gran parte dell'Europa erano completamente coperte da boschi e foreste senza fine. Si dice che ancora prima dell'anno 1000, uno scoiattolo potesse andare da Roma a Parigi senza mai scendere a terra. Oggi purtroppo non è più così, ma si ci pensate un albero non troppo lontano da casa vostra esiste ed è bellissimo.

...
Tratto dalla dispensa "Druidismo Cisalpino Antico e Moderno" Vignale 1982.

mercoledì 30 luglio 2014

Sant'Eusebio e la prima cristianizzazione del Piemonte

"Dove c'è Sant'Eusebio c'è roba pagana" diceva un vecchio tempo fa.

 S. Eusebio benedice le pietre magiche di Oropa, (notare anche che la madonna è nera). Dipinto di M.Giovanna Brovetto della Basilica di Oropa.

Qualche anna fa ho visitato Carnac in Bretagna "il paese dei megaliti" e vidi i dipinti che raffiguravano il famoso santo tra le pietre. La chiesa come in mille altre occasioni non era in grado di distruggere le pietre erette nella zona e aveva così cristianizzato il culto di queste. Da notare il nome CORNELIO, corna, Cernunnos!

 Saint Cornély di Carnac (Bretagna)

Ma lasciamo stare e torniamo dalle nostre parti. Anche qui, anche se in scala più piccola ci sono decine di esmpi simili, conosciamo bene le numerose pietre guaritrici che ci sono in piemonte (tag: Pietre Piemonte) pietre e luoghi impossibili da distruggere che sono sopravvissuti fino a noi cristianizzati (Oropa, Villa del Foro, Crea...). Finalmente però ho trovato su un mercatino un libretto del 1961 di Mario Trompetto di cui io possiedo la terza ristampa del '72, dal titolo "S. EUSEBIO DI VERCELLI.


Questo libretto è importantissimo, perchè venne scritto negli anni in cui la moda dell'archeologia misteriosa non era ancora arrivata e soprattutto perchè è un edizione ufficiale del Santuario, scritta dall'allora rettore del santuario M. Trompetto per la festa festa di S. Eusebio del 1 Agosto 1961. Quindi niente a che vedere con misteri, neo celtismo, druidismo, hippies che studiosi e cattolici amano tanto denigrare.


A pagina 9, capito III si affronta l'argomento a me molto caro: culti pagani in Piemonte. Come potete leggere qui sopra si dice chiaramente che a Vercelli (città romana) la religione prevalente era il politeismo romano, nei territori limitrofi romanizzati lo stesso misto alla religione celtica che invece sopravviveva intatto nelle zone alpine e in Monferrato. Prima di continuare vorrei fare due puntualizzazioni: 1) anche se si considera tutta l'Italia del Nord o Gallia Cisalpina romanizzata già da secoli, è chiaro che lo fossero soltanto i centri urbani.  2) In tutto il Piemonte (Alpi e Monferrato almeno) la cultura celtica perdurò per molti secoli intatta.
Dopo queste importanti notizie si scende nei particolari: alle divinità femminili che usando un termine romano vengono dette "matrone" (come nel resto della Gallia transalpina e nelle isole britanniche) sono sacri massi detti "Barme". E' interessante vedere che dopo la cristianizzazione a tutte le pietre famose è sacra una madonna: La Madonna nera di Oropa, La Madonna con il bambino di Crea e Santa Varena a Villa del Foro vicino Alessandria. Ai boschi invece era sacro Apollo. Anche in questo caso si usa la divinità con cui i romani identificavano le divinità celtiche della luce (BELENUS), BORMO, il ribollente, legato alle acque (da cui deriva per esempio il nome del fiume Bormida e del Borbera che proprio da queste parti scorrono o la città di Bormio LINK). Dopo e nelle pagine 10-11 si sottolinea il fatto che i massi di Oropa fossero sacri alle "Matrone" divinità femminili celtiche e che da queste parti sopravvivessero anche superstizione e astrolgia. Anche qui credo sia interessante notare che certi culti delle campagne era visti come estranei già dai romani "pagani", quindi già pagani prima del periodo cristiano. Pagano infatti deriva da Pagus, villaggio, appunto, quindi riferito alle usanze religiose degli abitanti delle campagne.
A pagina 10 e poi a pagina 11 vengono descritti chiaramente i centri principali di questo tipo di culti celtici: Oropa, Crea, Lucedio, su una collina morenica della valle d'Elvo e a Salussola. 
S.Eusebio si concentrò principalmente a Oropa e a Crea, luoghi di antichissimo culto in cui sul libro si dice chiaramente egli sostituì le divinità pagane con le madonne cristiane (che in verità non esisterebbero nel cristianesimo monoteista cristiano delle origini).



In quanti oggi recandosi in questi luoghi sacri si rendono conto che stanno in verità onorando culti antichi di millenni, e soprattutto non la Madonna cristiana ma antiche Dee care ai nostri avi? E anche noi forse non ci rendiamo conto che le varie madonne non sono altro che le nostre antiche divinità femminili che anche se hanno perso i loro nomi originali sono giunte fino a noi?

Sacro Monte di Oropa: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2008/04/la-pietra-della-vita-oropa_1308.html
Sacro Monte di Crea: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2014/12/la-pietra-guaritrice-del-santuario-di_26.html 
La pietra di Camagna: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2014/12/la-pietra-magica-di-camagna.html

Bibliografia:
S. Eusebio di Vercelli, di Mario Trompetto. Tipolitografia MAULA, Biella.
Le Grandi Pietre Magiche, di Roberto Gremmo. Ed. Storia Ribelle.
Dizionario di Mitologia Celtica, di Miranda J. Green. Ed. Bompiani.

giovedì 8 agosto 2013

Percorso sacro sul Monte Tobbio!

Per dare un'idea segnalo alcuni link a post in cui avevo già parlato in passato sia del Monte Tobbio 1092 m, sia del piccolo altare a Belenus. In oltre avevo già parlato delle divinità precristiane di Belenus e Cernunnos. Il Tobbio quindi è luogo magico e frequantato dagli escurisonisti locali e non solo.
La cima di questo monte si può raggiungere sia da Voltaggio con un lungo cammino, sia dal Valico degli Eremiti con un percorso più breve. Proprio lasciando qui l'auto si sale per la via "normale" e ci si può imbattere in vari luoghi particolari, disegni, altarini alle antiche divinità, nella chiesa critiana sulla cima e soprattutto si può arrivare all'incisione circolare che si trova poco lontano dalla cima. Ma andiamo con ordine:

Durante il solstizio del 2013 è stato restaurato l'altare a Belenus di qui sopra: purtroppo la scultura rossa era andata persa a causa delle intemperie e così è stata sostituita da una lastra metallica decorata, sicuramente meno bella ma più robusta. La "casetta" che lo accoglie è ancora quella, il legno sta reistendo. Questo altare si trova al passo della Dagliola e guarda a Sud!



Proseguendo il cammino sulla via "normale" quasi in cima al monte a un piccolo bivio invece incontriamo un altro piccolo altare dedicato al Dio Cornuto, Cernunnos. Dio degli animali e della natura (LINK) questa rappresentazione è stata protezione di tutti gli animali non umani della zona.


Queste comunque sono divinità classiche, non tipiche del luogo e rappresentate in modo antropomorfa. La forza di questo luogo è visibile anche nei vari ometti che i passanti continuano a erigere lungo il percorso ogni settimana, dai disegni fatti con le pietre dedicati agli spiriti del luogo, dalle bandierine ribetane che talvolta vengono legate qua e la. Quello che però da più forza a questo luogo e lo lega al sole già dall'antichità (oltre alla sua naturale posizione: dalla cima nei giorni in cui l'aria è pulita si può vedere anche il mare!) è la pietra incisa.


Per raggiungerla bisogna arrivare alla cima e prendere un piccolo sentiero che si stacca e scende verso sud. Non è facile da trovare, qui ci sono delle indicazioni precise:

Alcuni anni fa alle pendici di questa montagna erano anche visibili delle spirali che formavano dei percorsi:


Come raggiungere il Tobbio?
Il tobbio si trova nel Parco Capanne di Marcarolo, nella parte sud della provincia di Alessandria in Piemonte. E' raggiungibile in auto o se siete davvero allenati  in bicicletta. Uscendo a Serravalle, si prosegue verso Gavi, prima di entrare in paese si svolta a sinistra e si segue per Voltaggio. Da qui si sale e si raggiunge il Valico Eremiti dove si lascia l'auto. L'escursione non è molto impegnativa con un dislivello di 550 metri circa e uno sviluppo di 4 km, richiede circa 1h o 1:30 di cammino.


lunedì 18 febbraio 2013

Il menhir di Mazzè.

Il menhir (o stele) di Mazzè.


Questo è il terzo di tre menhir molto simili trovati in questa zona. Gli altri sono quello di Lugnacco   e quello di Chivasso, tutti molto simili per lavorazione, forma e dimensione. Il monolite, alto 4 metri, venne ritrovato durante i lavori della diga a pochi chilometri e quindi non è nel suo luogo originario. Questo rende ancora più difficile la sua datazione, praticamente impossibile per mancanza di reperti. Comunque si pensa che risalga alla prima età del ferro, vista la sua accurata lavorazione e similitudine ad altre pietre simili ritrovate in Germania, un epoca molto più recente all'epoca megalitica. Per una volta quindi sembrerebbe esatto parlare di menhir celtico. Si trova sulla piazza principale di Mazzè in provincia di Torino. In oltre un calco di questa pietra è visibile al Museo di Antichità di Torino insieme ad altri notevoli reperti della zona Piemontese.

(ENG) Menhir of Mazzè.
This stone is the tird of 3 menhirs found in this area, similar for size and shape. The others are the
Lugnacco one and the Chivassos one. It was found during the works on the local dam, so it's not in his original position. The age is not sure, but it can be more recent than the typical megaliths, probably it was erected during the early iron age (it is similar to some german stones of this age), so for one time seems to be possible to call it celtic menhir.


Sul menhir sono in oltre visibili le tracce di una accurata lavorazione: diverse coppelle sono state scavate con utensili litici e sono ancora oggi visibili, specialmente al mattino con luce radente. Tale accurata lavorazione rende possibile questo monolite una vera e propria stele monumentale, probabilmente in origine eretta su di un tumulo funerario.




sabato 13 agosto 2011

REBALA - cimitero preistorico in Estonia.

Durante il mio recernte viaggio in Estonia ho potuto visitare il sito preistorico di Rebala, a pochi KM a est di Tallinn, la magnifica capitale. Il sito è composto da varie tombe circolari che sono quello che resta di tumuli funerari risalenti all'età del bronzo.

Il sito venne scoperto durante il periodo dell'occupazione sovietica. I russi stavano costruendo un'autostrada, che oggi passa a pochi metri dal sito, quando venne scoperto il sito. Questi non erano interessati a cambiare il percorso dell'autostrada o conservare il sito archeologico quindi dissero agli estoni che se volevano conservarlo dovevano spostarlo da un'altra parte. Le pietre vennero accuratamente catalogate e spostate di qualche decina di metri. Il materiale funerario trovato è ora conservato all'interno del museo che si trova nello stesso posto, ma che purtroppo era chiuso.

Se dovesse capitarvi di visitare questo bellissimo paese nordico, vi consiglio di fare un salto in questo sito. Tornando lungo l'autostrada verso Tallin, sulla destra, poco prima di entrare in città è possibile anche vedere una masso erratico usato come pietra della fertilità in tempi non troppo remoti. Gli estoni infatti vennero cristianizzati con le crociate nel nord Europa sono nel tardo medioevo. Questo paese è anche ricchissimo di incredibili foreste e magnifici alberi che coprono chilometri e chilometri quadrati.

venerdì 28 maggio 2010

I menhir di Trana - Val Sangone

Per ora non ci sono ancora stato:
http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=311
Sembra un belo posto, vedrò rimediare quest'estate.



Da oggi vorrei segnalare anche link a posti in cui vorrei andare, tanto da ricordarli anche a me stesso.

(Dal sito del comune di Trana:
Fra le testimonianze megalitiche del torinese rientra a pieno titolo l’area del monte Pietra Borga, nel comune di Trana situato in Val Sangone.
Molto probabilmente la Val Sangone fu scelta già in antichità come luogo abitativo più defilato e riparato rispetto alle altre valli più trafficate. La posizione stessa dell’area fu scelta per l’ottima veduta, che può spaziare dai laghi di Avigliana fino alla pianura torinese, oltre che per la ricchezza di sorgenti e per l’esposizione solare.
In sito sono conservate le vestigia di un’area cultuale megalitica, che probabilmente hanno suggerito il toponimo stesso del monte. L’area si presenta come un pianoro con raggruppamenti di grossi menhir, alcuni dei quali pesanti diverse tonnellate e di dimensioni ragguardevoli. In base ad una prima comparazione stilistica il sito è databile al Neolitico Finale – prima età del Rame (circa 4.000 – 2.800 a.C.); tuttavia la zona ha subito una frequentazione per quanto riguarda l’età del Ferro ( VII – I sec. a.C.), testimoniata da alcune coppelle incise su diverse rocce, mentre sono state individuate alcune incisioni cruciformi di epoca medievale, probabilmente a funzione esorcizzante del più antico culto pagano, che trova, non casualmente, un riscontro nelle leggende locali che collegano il pianoro alle streghe (dette masche in piemontese) ed agli spiriti del bosco. Questo tipo di incisioni su roccia trovano un confronto con quelle del Rifugio del Gravio, nel comune di S.Giorio, che sono datate intorno al 1300 d.C. Poco distante dall’area, in direzione della frazione Pratovigero, si trovano i resti di diverse costruzioni, ovvero alcuni muri a secco ed in un caso un muro con tracce di malta. Queste strutture sono probabilmente ciò che rimane di un piccolo abitato medievale, nella posizione ottimale già citata per quanto riguarda la difesa, ovvero la veduta offerta dallo sperone roccioso, e la vivibilità, con le numerose sorgenti, di cui una con una sistemazione di ciottoli a secco ed un tetto formato da una lastra di pietra, in una sorte di monumentalizzazione della stessa.)
http://www.comune.trana.to.it/paese.html
http://www.regione.piemonte.it/parchi/ppweb/rubriche/angoli/archivio/44.htm

qui un link ai menhir del monte ciabergia:
http://exploring3.wordpress.com/2009/10/20/monte-ciabergia/

Gita a Trana, Monte Pietraborga: menhir e alberi!

LINK - da www.avventurosamente.it

martedì 5 gennaio 2010

EPIFANIA, Befana, festa cristiana? O pagana?

Oggi non ho molto tempo, ma non ce la faccio proprio a non scrivere 2 righe sull'Epifania. Cercando notizie si internet, vengono fuori solo cenni riguardanti alla nascita di Gesù e dei Magi. Pensate pure che io sia un paranoico (in effetti lo sono) , eppure... come mai questa cosa non viene in mente a nessuno?
Fina dai tempi dell'asilo con suore e gente varia, quando era tempo dell'eifania io penso alla BEFANA! A TUTTI VIENE IN MENTE LA BEFANA! Cosa significa? Che è solo un'altra delle tante feste pagane trasformate in cristiane quando era impossibile debellarla. Il periodo che va dal "Natale" al giorno dell'"Epifania" era infatti un periodo molto importante per quanto riguarda il culto dei morti per i nostri avi della vecchia Europa. Ci sono numerose leggende al riguardo. La maggior parte di esse parlano di schiere di spiriti, demoni e presenze varie che vagano nelle notti di questo periodo. La Befana è comunque il personaggio che tutti conosciamo meglio. Una ricerca al riguardo della befana è molto interessante dal punto di vista antropologico.
Questa figura è ancora molto popolare in Europa (principalmente in area alpina e germanica) e risale alla figura della BERCHTA, figura mitica femminile, conosciuta con molti altri nomi (Perchta, Bercht, Percht... e appunto anche Befana) che vaga nella notte dell'Epifania. Questo è ciò che è giunto a noi di un'antica divinità del Pieno Inverno (Holle... ecc...) legata appunto al culto dei morti e della morte nel ciclo solare dell'anno. La cosa interessante di questa figura è che non venne mai cristianizzata. Mano a mano assunse connotati sempre più negativi, diventando bruttissima, vecchia e sempre più malvagia. Divenne capo di schiere demoniache, punitrice di bambini cattivi e giovani ragazze con poca voglia di lavorare, in breve come tutte le divinità femminili pagane e della natura divenne una strega. Ma alla fine, per tutti i bambini ancora oggi la Befana è una figura positiva da cui aspettarsi dei dolciumi.
La Befana non è un prodotto importato dagli USA o inventato dalla TV. Sta sera non anche se la maggior parte della gente non lo sa, festeggerà una vera festa europea, una divinità femminile dell'Inverno!
W LA BEFANA.


martedì 15 dicembre 2009

La roccia coppellata di Susa.

ENGLISH PAGE: Pera Crevolà on T.M.A.

Un'altro posto incredibile visitabile in giornata con altre pietre della Val Susa è quello forse più famoso di Susa città. Si trova proprio in centro, a pochi metri dal famoso Arco di Augusto e più precisamente sotto l'arco principale di ciò che rimane delle Terme Graziane. E' un posto incredibile, che mi ha profondamente colpito, per molti motivi. Mi dispiace di non averlo pubblicato questa primavera prima dell'estate. Sulla grande roccia sono scolpite numerose coppelle unite da molti canaletti, alcune sicuramente più antiche che si vedono appena altre più moderne vengono fatte risalire all'età del ferro per la loro forma e lavorazione. Per una volta si può parlare infatti di "epoca celtica", riferendosi in particolare al popolo dei COZII che abitava queste zone. Ci sono poi anche delle vaschette quadre. Pubblico un pò di foto sempre dal mio Flickr con descrizione:


Sopra: Uno degli archi delle Terme Graziane a poca distanza dall'arco di Augusto, edificate sulla pietra coppellata. Questo è un indizio a favore dell'ipotesi di un culto legato all'Acqua pagano (probabile culto di fertilita - l'acqua fertilizza la terra tramite le coppelle che la trattengono): i romani in qualche modo seguirono le usanze dei popoli precedenti (Cozii) edificando il loro acquedotto nello stesso luogo? Notare anche il culto del Monte Rocciamelone (vedi l'ultima foto).



Le coppelle con i canaletti: Ho riempito d'acqua le coppelle principali e tramite i canaletti tutte le altre si sono a loro volta riempite. Ancora oggi funzionano! Guardate il video su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=GV1V0aC2914 (scusate qualità ed errori, tipo testo troppo piccolo).


I gradoni scavati nella roccia (molte volte le rocce coppellate sono state scavate in questo modo) con grandi coppelle e canali.



Il monte Rocciamelone visto dall'arco delle terme Graziane. Il masso principale è sotto il pilastro sinistro. Il monte è esattamente al centro della visuale. Il Monte Rocciamelone era considerato fino ad epoche recenti il monte più alto delle Alpi, infatti ha un aspetto maestoso e le sue pendici partono dal fondovalle elevandosi per 3538 metri. Fu sicuramente oggetto di culto, molti ritrovamenti lo provano e questo ne è uno dei più evidenti (vedi altro post precedente dedicato).

NOTE: la forma e la lavorazione delle coppelle e dei canali lo collega alla pietra coppellata di "Cro da Lairi".

COME ARRIVARE:
arrivare in questo luogo fantastico è semplicissimo. Si trova in centro della cittadina di Susa, raggiungete il piccolo parco con l'Arco di Augusto, salite la scala e raggiungete le Terme Graziane.

LINKS:

giovedì 30 luglio 2009

Il Menhir di Lugnacco

Il Menhir di Lugnacco.

Prima di tutto sono mesi e mesi che non aggiorno e sono indietrissimo con le cose che volevo scrivere. Ormai mi devo rassegnare al fatto che non ce la farò a fare tutto! Farò il possibile...

Lugnacco's Menhir on T.M.A. (ENGLISH)


A fine inverno di quest'anno sono finalmente riuscito ad andare a visitare il Menhir di Lugnacco. CI ero passato molte volte a pochi chilometri per andare su nei boschi, ma visto che ero con gente poco interessata non avevo mai potuto deviare e fermarmi. Il menhir fa parte di una serie di tre, trovati in Piemonte e molto simili: (Chivasso, Mazzè, Lugnacco), è alto 3,85 m. Non so se si trovi esattamente nel punto originario, pare che anche questo sia stato utilizzato nel medioevo come pietra a cui incatenare i malfattori, ma non esistono prove certe. Riscoperto nel 1975 dal gruppo archeologico canavesano, venner ri-eretto ed ora è situato in un praticello all'ingresso del piccolo cimitero locale appena al di fuori delle mura cristiane. Il fatto di essere stato collocato in un luogo come questo è molto interessante, significa che in questi luoghi la pietra ha conservato una certa importanza "sacra" o spirituale. Dopo pochi minuti ho notato una cosa ancora più strana: sempre al di fuori delle mura cattoliche, proprio alla sinistra del menhir c'è una picolissima parte del cimitero, qualche decina di tombe, senza nessuna croce. Al posto dei soliti simboli cristiani e lapidi vicino ad ogni tomba è stato piantato un piccolo albero. Difficile da credere ma sembra di essere vicino un piccolo cimitero pagano tra le montagne del piemonte? Da notare anche che, durante la visita del 2009 ai piedi del menhir erano ben visibili alcune offerte: un piccolo cristallo, un bastoncino d'incenso e alcune monetine. Purtroppo non c'era nessuno nelle vicinanze a cui chiedere informazioni e la cosa è rimasta un mistero.
LINKS:
http://www.valchiusella.org/archeologia/il-menhir-di-lugnacco

venerdì 8 agosto 2008

La pietra guaritrice di Santa Varena - Villa del Foro (AL)


La pietra guaritrice di Santa Varena
Villa del Foro - Alessandria



Non sono impazzito in questo periodo, torno a parlare di chiese e di sante cristiane per un motivo: la sopravvivenza dei culti pagani, naturali e precristiani nascosti in luoghi e usanze apparentemente cristiane. Avevo già parlato del santuario di Oropa e della Pietra della Vita che si trova in quel luogo, ora torno a parlare di qualche cosa di molto simile. Sempre in Piemonte, sempre pietre guaritrici. Anche in questo caso una pietra legata al lato sacro femminile e alla natura.

Villa del Foro si trova a pochi chilometri da Alessandria, il centro fu abitato dai tempi più antichi come punto di incontro tra le culture palafitticole dell'età del bronzo e del rame, dalle tribù gallo-liguri degli Statielli e dei Marici, fino a mescolarsi con i Celti transalpini creando un fiorente commercio con gli Etruschi che occupavano parti della pianura padana fino in Emilia. Nel scolo precedente alla nascità di Cristo i Romani presero possesso del centro creando la città di Forum Fulvii. Decaduta ben prima della fine dell'Impero, le popolazioni gallo-romane si mescolarono con le popolazioni germaniche dei Goti e con i Longobardi provenienti dalla Scandinavia. Di origini tedesche sono appunto i nomi dei Santi Baudolino e Varena a cui è dedicata la chiesa che si trova nel centro del paese che durante il corso del medioevo sparì per dare origine, con altre popolazioni locali alla città di Alessandria. Sul lato sinistro in basso della chiesa, si può vedere un masso affiorare dall'intonaco. Anche n questo caso ci troviamo di fronte a una delle tante Pietre Guaritrici e del Megalitismo Piemontese che si trovano in queste zone (da ricordare a poche decine di metri la presenza di una pietra coppellata di cui parlo QUI o l'ormai scomparsa pietra di Camagna LINK)




Secondo la tradizione il masso guarirebbe chi soffre di mal di schiena, semplicemente appoggiandovi la schiena nel punto dolorante e ripetendo la formula: Santa Vareina, Santa Vareina famme passè l'mal de scheina". La santa di origine elvetica  si sarebbe fermata in questo luogo tornando dall'Egitto compiendo miracoli. La leggenda dice infatti che ella avrebbe "prodigiosamente" spostato il masso, che si trovava fuori dal paese (sembra nella borgata Parasio) nel luogo in cui si trova ora per strapparlo ai culti pagani che gli abitanti della zona ancora praticavano, ordinando di costruirvi sopra una chiesa, cristianizzandone il culto. Lo studioso Roberto Gremmo, ha notato che nella lingua locale la parola varèina, significa appunto "guaritrice".

La spiegazione più sensata al riguardo della Pietra e della sua leggenda, è che essa fosse un un menhir, o parte di un complesso megalitico viste la presenza di altre pietre sacralizzate in zona, o forse semplicemente un masso sacro agli antici. In questa zona la presenza di strutture megalitiche è certa, ma la natura alluvionale della terra, l'agricoltura e la pesante industrializzazione, unita all'azione iconoclasta dei cristiani nei secoli, ha cancellato gran parte di questo tipo di luoghi. Come abbiamo visto in altri casi, e data la persistenza del culto così radicato anche in epoca cristiana, impossibile da estirpare, è probabile che essa sia stata incorporata nelle credenze della nuova fede con la costruzione di una chiesa su di esso e con l'associazione alla santa. Il fatto è, che come abbiamo visto, nonostante tutto, il culto è arrivato fino a noi attraverso la religiosità popolare e la chiesa ha per una volta contribuito a conservare qualcosa che altrimenti sarebbe probabilmente scomparso.

villa del foro, alessandria

La parte della pietra guaritrice scoperta, come si presenta nel suo aspetto reale all'interno della chiesa (2019)

Come arrivare:

L'uscita autostradale più vicina è quella di Alessandria Est, da qui seguire per Alessandria - Centro e passati il ponte svoltare sulla destra e proseguire verso Villa del Foro/Oviglio. Anche in bicicletta è velocemente raggiungibile.

IL MINI DOCUMENTARIO:


Links:

La pietra guaritrice di Villa del Foro.

Libri:

> Le grandi pietre magiche - Roberto Gremmo.
> Guida ai luoghi misteriosi d'Italia - Umberto Cordier.
> L'italia dell'Insolito e del Mistero.

mercoledì 28 maggio 2008

Il Monte Tobbio

Il Monte Tobbio

I miei monti........ ho una vera venerazione per le montagne. Un giorno parlerò solo di questo... comunque adesso ho voglia di parlare di uno dei monti a cui sono più affezionato, il Monte Tobbio.

Monte Tobbio
Questa piccola montagna è una vera e propria montagna sacra. Tantissimi sono i suoi estimatori che la considerano come un'amica o un amico. Basta cercare su internet quanti siti le sono stati dedicati. Il Tobbio ha una forza particolare, mistica, non so perchè, ma chi sale una volta sulla sua cima poi ci deve tornare. Egli ha qualcosa di mistico che non solo io avverto così fortemente. Anche in questo caso sulla cima è stata edificata una chiesetta...


Il Tobbio è un monte di 1092 m, dalla forma appuntita che si trova sull'appennino ligure al confine tra Piemonte e Liguria, in provincia di Alessandria ma a poco più di 10 km in linea d'aria da Genova. Quando lo si vede, ma soprattutto quando lo si sale si mostra forte, forse perchè si staglia solitario verso il cielo, e da esso è visibile gran parte dell'arco alpino, la pianura alessandrina e anche uno spicchio di mare verso sud.

Monte Tobbio
Il suo nome sembra derivi dall'antico Ligure "togisonus" (luogo impervio), da cui anticamente "Toggio" e poi Tobbio. Il Tobbio è una divinità reale, la si può vedere e toccare, la sua grandezza anche. Io a volte gli porto delle offerte: pietre che vengono da lontano, legnetti intagliati e le lascio tra le pietre. Oppure gli offro i miei pensieri. Lui in cambio mi regala tranquillità, mi fa sentire bene e a volte mi ha anche aiutato quando sono stato capace di chiederglielo! Grazie Tobbio!

PERCORSO SACRO
Oggi durante l'escursione per raggiungere la cima ci si può imbattere in un vero percorso sacro di cui parlo qui: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2013/08/percorso-sacro-sul-monte-tobbio.html

. . . . .

Aggiornamento - febbraio 2008

INCISIONE RUPESTRE DEL MONTE TOBBIO



Durante i miei giri fuori dai sentieri mi sono imbattutto in vari luoghi, animali e piante. Come si capisce dalla parte di qui sopra ho sempre sentito una certa forza in questo luogo e anche per la sua forma e collocazione ho sempre pensato che in passato abbia avuto qualche importanza per gli Antichi. La cima è coperta dalla chiesetta e dal piccolo rifugio e quindi se qulcosa avesse potuto esserci è stato coperto. L'estate scorsa (2008) scendendo dalla cima verso sud, sulla piccola cresta mi sono imbattuto in una strana incisione circolare. Purtroppo le pietre del monte sono molto erose e fragili quindi non sono riuscito a notare nient'altro. Io ho pensato subito ad una macina, ma il l'incisione è incavata. In più il luogo non è facile da essere raggiunto e rocce come questa sono facili da trovare più in basso. Quindi per me e per altri a cui ho presentato le foto, rimane un mistero. Forse un simbolo solare?

Incisione circolare del Monte Tobbio
Quest'incisione su T.M.A. - LINK

Alcuni links per conoscere meglio il Tobbio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Tobbio

http://differentgreen.altervista.org/tobbio/monte_tobbio.html

http://www.issbarletti.it/Viandanti/index.htm

http://www.regione.piemonte.it/parchi/riv_archivio/speciali/montagne/masso.htm


mercoledì 16 aprile 2008

Boschi sacri, Nemeton...

Boschi sacri, Nemeton...

Visto che ho intitolato questo blog in questo modo, inizierò subito a parlare dei miei amici alberi e del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con loro. L'albero può essere considerato il simbolo della spiritualità europea e indoeuropea (e ovviamente non solo, basti pensare che nei primi secoli uno dei simboli del buddismo era proprio l'albero e non il Buddha stesso). Esso era alla base di tutti i culti primordiali ed è restato centrale fino all'arrivo del cristianesimo, che comunque, nei momenti di peggiore intolleranza. non potendo distruggere tutti gli alberi d'Europa ne ha conservato alcuni aspetti (ma di questi aspetti parlerò in un altro momento). In effetti i boschi sacri erano presenti in tutta l'Europa antica: dalla Grecia alla Scandinavia esistevano zone in cui si poteva entrare in contatto col le divinità (ancora strettamente legate alla natura) in mezzo agli alberi.

Ancora oggi, chi non sia stato ancora completamente annientato dalla vita moderna, può, entrando in un bosco, sentire la presenza di queste forze, non saprei come definirle, che nei secoli gli uomini hanno cercato di spiegare e di antropomorfizzare per semplificarne la presenza e poi il culto.

Nemeton (boschi sacri appunto) più famosi di cui noi abbiamo notizia si trovavano a Dodona per i greci, a Nemi per i romani, quello vicino a Locronan per i Celti nel nord ovest della Francia, quello famosissimo di Uppsala per le popolazioni scandinave e germaniche. Che io sappia non si hanno notizie dei Nemeton sacri ai Liguri o della Gallia Cisalpina, data la volontà di nascondere la loro presenza dai tempi delle invasioni romane fino ai giorni nostri... ma si presume ce ne fossero molti: è mio volere informarmi sulla questione e aggiornare questa pagina in un prossimo futuro. La parte del territorio europeo in cui questi luoghi sono sopravvissuti per più tempo sono sicuramente le terre Baltiche. Esse vennero cristianizzate soltanto alla fine del 1300, anche se ovviamente i cristiani estirparono tutte le foreste in seguito. Un luogo sacro era Romowe in Nadruvia una zona nel Nord della Prussia. Esso era anche il nome della religione ufficiale della Lituania fino al 1387 (e che oggi è finalmente in fase di rinascita).

Santuario di Romowe in prussia.

Anche in India (in cui sopravvivono molte usanze simili a quelle dell'Europa pre cristiana) esistevano moltissimi boschi sacri e ne esistono ancora oggi. Essi venivano chiamati "Devarakadus" (boschi degli dei) e venivano protetti e conservati dagli abitanti della zona. Famosi i boschi e gli alberi legati alla vita del Buddha. Vari i boschi e gli alberi venerati anche in Giappone e l'importanza che essi avevano per i nativi americani e qui mi fermo.

Da ricordare la persistenza durata fino ai giorni nostri di echi legati ai culti dell'Albero rintracciabili ovunque in Europa e particolarmente viva fino a qualche secolo fa con le congreghe e i sabba delle streghe che immancabilmente si ritrovavano sotto qualche Albero "Sacro". Il più famoso è sicuramente il Noce di Benevento e io ricordo il Noce di Trisobbio in provincia di Alessandria, che ancora oggi fiorisce sempre nei giorni del Solstizio d'Estate (per questo è detto di San Giovanni). In essi il Papa e i boia del clero trovavano pane per i loro denti: adorazione della natura e donne che alzavano la testa!

Inutile ricordare quanto le "radici cristiane dell'Europa" non siano assolutamente le sole e anzi che quelle radici poggino su radici ben più profonde. Quello che purtroppo fecero i cristiani fu mettere al centro dell'universo l'uomo (o un dio a forma di uomo) che poteva disponere a suo piacimento della natura intera, e  quindi sradicare i più imponenti Alberi, radere al suolo i boschi sacri e uccidere e torturare chi li amava e li considerava amici, purtroppo. Basti pensare che per costruire San Pietro a Roma vennero disboscate intere regioni dell'Umbria.

Libro consigliatissimo: "MITOLOGIA DEGLI ALBERI" di Jacques Brosse (BUR) - [LINK]