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giovedì 28 ottobre 2010

Rovere verde di Tassarolo.




La Quercia di Tassarolo, meglio conosciuta come "Rovere Verde" è un raro esemplare di Quercia Crenata, cioè un ibrido naturale tra il Cerro (Quercus cerris) tipico del nostro Appennino e la quercua da sughero (Quercus suber). E' molto difficile trovarla in Piemonte perchè è' una specie oroginaria dal mediterraneo. Ne esistono poche decine di esemplari isolati ed è proibito l'abbattimento per legge regionale. E' sempre verde.



Questo esemplare si trova appunto nei pressi dell'abitato di Tassarolo tra i vigneti a pochi chilometri dalla cittadina di Novi (AL). A parte la sua bellezza è un albero importante per la sua età: più di 400 anni. Si ha infatti notizia di questa quercia negli atti parrocchiali del 1625 e del 1640 e in particolare alcuni documenti del 1631 la indicano come luogo di sepoltura dei morti della peste (quella manzoniana), e questo ci fa capire come fosse già un albero di dimensioni notevoli.  Leggende locali attribuiscono a questo albero bellissimo addirittura 600 anni. In definitiva l'albero si presenta in condizioni buonissime, non ha alcuna marcescenza, non dimostra assolutamente i suo quattro secoli o più. Si trova in un punto bellissimo, anche se il paese è pochi passi, si trova riparato da vigneti e da un boschetto ed è avvolto dalla tranquillità. Se amate gli alberi potete sentirne chiaramente la sua imponente presenza, soprattutto se toccate la sua bellissima corteccia.

Bibliografia / Links
> Testo PDF della Regione Piemonte: LINK
> Boschi del Piemonte, di Stefano Camanni. Priuli e Verlucca.
> Alberi monumentali in Piemonte, A.V.. Priuli e Verlucca.
 



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Dal sito di Tassarolo ho trovato questa foto della quercia verde ricoperta di neve:

martedì 10 marzo 2009

QUERCE MONUMENTALI NEL NORD EST

QUERCE MONUMENTALI NEL NORD EST

Nei giorni scorsi ho potuto visitare alcuni bellissimi alberi in Friuli e in Veneto. Ho diversi legami con quelle terre e quindi le ho sempre frequentate spesso. Devo dire, che specialmente in Friuli ho notato un maggiore interesse verso gli alberi e il verde in generale, le città sono sicuramente più verdi e anche i giardini privati nei paesi e in campagna sono pieni di alberi. SIamo sempre lontani da quello che per me dovrebbe essere un mondo completamente verde, ma è comunque piacevole. A Lignano Sabbiadoro in provincia di Udine, ho visitato una grande quercia (una Farnia - Quercus Robur) sicuramente più antica del quartiere in cui si trova. A causa di hotel e condomini, l'albero si trova ora in una specie di vaso con pareti di cemento, ma per fortuna è ancora al suo posto con le sue imponeni ramificazioni.

La quercia di Lignano Sabbiadoro (UD)Alle porte di Portgruaro ho invece incontrato una quercia antichissima, ha forse 700 anni. Si dice sia uno degli albri più antichi in terra veneta. E' una vera e propria opera d'arte della natura, una divinità vivente che possiamo toccare. Il tronco antichissimo è vuoto e sinuoso e alla sola vista già da lontano mi ha colpito molto profondamente. Poi la si può toccare e a quel punto anche pensare a quanti avvenimenti è sopravvissuta! Il rispetto e l'ammirazione nei suoi confronti sono enormi infatti a quanto ho capito anche gli abitanti della zona la considerano sacra in qualche modo. Anche in questo caso si tratta di una farnia ed è stata dichiarata monumento nazionale!

Quercia Antica di Fossalta di Portogruaro (UD) 
Un link dedicato a questa quercia: LINK
Molte informazioni sono visibili sul solito ma utilissimo sito del corpo forestale dedicato agli alberi monumentali in Italia: ALBERI MONUMENTALI - REGIONI

Un ringraziamento monumentale va al mio amico MABA che tutte le volte mi porta a visitare alberi e luoghi bellissimi!

lunedì 23 giugno 2008

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

Belisama era la compagna di Belanu (qui sotto) e deriva dalla stessa radice proto-indoeuropea "Bel", Luce. Non so, onestamente, chi dei due fosse più importante, ma della divinità femminile ho trovato meno notizie forse a causa della nostra civiltà attuale che considera sempre "il maschio" più importante.
Come il suo compagno Belisama era adorata in Europa continentale dall'Illiria alle isole britanniche, da Iberi, Liguri e Celti ed era la Dea del Fuoco, quindi importantissima.
E' stata collegata a Brigid e poi in periodo Gallo-Romano con la dea Minerva.
Era connessa anche con la luce, con le arti e con i corsi d'acqua. Molte sono le iscrizioni trovate a lei dedicate. Famose quelle di  Vaison-la-Romaine in Provenza che indica la dedica di un Nemeton (bosco sacro) alla divinità, e quella di Saint-Lizier in Aquitania che la associa appunto a Minerva.
In epoca romana, il fiume Ribble in Inghilterra era conosciuto con il nome di Belisama. Anche lei veniva fessteggiata il 1° Maggio (Beltane).
Il Biancospino era la pianta sacra alla Dea, con la quale avrebbe segnalato a Belloveso il luogo in cui fondare Milano. Sempre legata alla fondazione di Milano e alla Dea era la Scrofa bianca, animale sacro e simbolo della città Lombarda che venne in seguito maschile transformandosi  nel Cinghiale Bianco, sacro al dio Lugh.
Molto interessante è notare che alla Dea, come abbiamo visto più su, erano dedicati Nemeton: questa usanza continua ed è arrivata fino a noi tramite le cappellette che ancora oggi si trovano in campagna di solito all'inizio o all'interno di un bosco o di quello che un tempo lo era. Al loro interno si trova sempre una Madonna a cui si offrono fiori freschi.

LINKS:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belisma


mercoledì 16 aprile 2008

Boschi sacri, Nemeton...

Boschi sacri, Nemeton...

Visto che ho intitolato questo blog in questo modo, inizierò subito a parlare dei miei amici alberi e del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con loro. L'albero può essere considerato il simbolo della spiritualità europea e indoeuropea (e ovviamente non solo, basti pensare che nei primi secoli uno dei simboli del buddismo era proprio l'albero e non il Buddha stesso). Esso era alla base di tutti i culti primordiali ed è restato centrale fino all'arrivo del cristianesimo, che comunque, nei momenti di peggiore intolleranza. non potendo distruggere tutti gli alberi d'Europa ne ha conservato alcuni aspetti (ma di questi aspetti parlerò in un altro momento). In effetti i boschi sacri erano presenti in tutta l'Europa antica: dalla Grecia alla Scandinavia esistevano zone in cui si poteva entrare in contatto col le divinità (ancora strettamente legate alla natura) in mezzo agli alberi.

Ancora oggi, chi non sia stato ancora completamente annientato dalla vita moderna, può, entrando in un bosco, sentire la presenza di queste forze, non saprei come definirle, che nei secoli gli uomini hanno cercato di spiegare e di antropomorfizzare per semplificarne la presenza e poi il culto.

I Nemeton (boschi sacri appunto) più famosi di cui noi abbiamo notizia si trovavano a Dodona per i greci, a Nemi per i romani, quello vicino a Locronan per i Celti nel nord ovest della Francia, quello famosissimo di Uppsala per le popolazioni scandinave e germaniche. Che io sappia non si hanno notizie dei Nemeton sacri ai Liguri o della Gallia Cisalpina, data la volontà di nascondere la loro presenza dai tempi delle invasioni romane fino ai giorni nostri... ma si presume ce ne fossero molti: è mio volere informarmi sulla questione e aggiornare questa pagina in un prossimo futuro. La parte del territorio europeo in cui questi luoghi sono sopravvissuti per più tempo sono sicuramente le terre Baltiche. Esse vennero cristianizzate soltanto alla fine del 1300, anche se ovviamente i cristiani estirparono tutte le foreste in seguito. Un luogo sacro era Romowe in Nadruvia una zona nel Nord della Prussia. Esso era anche il nome della religione ufficiale della Lituania fino al 1387 (e che oggi è finalmente in fase di rinascita).

Santuario di Romowe in prussia.

Anche in India (in cui sopravvivono molte usanze simili a quelle dell'Europa pre cristiana) esistevano moltissimi boschi sacri e ne esistono ancora oggi. Essi venivano chiamati "Devarakadus" (boschi degli dei) e venivano protetti e conservati dagli abitanti della zona. Famosi i boschi e gli alberi legati alla vita del Buddha. Vari i boschi e gli alberi venerati anche in Giappone e l'importanza che essi avevano per i nativi americani e qui mi fermo.

Da ricordare la persistenza durata fino ai giorni nostri di echi legati ai culti dell'Albero rintracciabili ovunque in Europa e particolarmente viva fino a qualche secolo fa con le congreghe e i sabba delle streghe che immancabilmente si ritrovavano sotto qualche Albero "Sacro". Il più famoso è sicuramente il Noce di Benevento e io ricordo il Noce di Trisobbio in provincia di Alessandria, che ancora oggi fiorisce sempre nei giorni del Solstizio d'Estate (per questo è detto di San Giovanni). In essi il Papa e i boia del clero trovavano pane per i loro denti: adorazione della natura e donne che alzavano la testa!

Inutile ricordare quanto le "radici cristiane dell'Europa" non siano assolutamente le sole e anzi che quelle radici poggino su radici ben più profonde. Quello che purtroppo fecero i cristiani fu mettere al centro dell'universo l'uomo (o un dio a forma di uomo) che poteva disponere a suo piacimento della natura intera, e  quindi sradicare i più imponenti Alberi, radere al suolo i boschi sacri e uccidere e torturare chi li amava e li considerava amici, purtroppo. Basti pensare che per costruire San Pietro a Roma vennero disboscate intere regioni dell'Umbria.

Libro consigliatissimo: "MITOLOGIA DEGLI ALBERI" di Jacques Brosse (BUR) - [LINK]