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domenica 2 luglio 2017

Viaggio a Stonehenge per il Solstizio d'Estate 2017.

Era da quando ero piccolo che sognavo di andarci. Oggi è sicuramente la celebrazione solstiziale più conosciuta e probabilmente più commerciale, ma una volta nella vita volevo partecipare e soprattutto volevo toccare le pietre con le mie mani (la notte tra il 20 e il 21 di giugno è l'unico giorno all'anno con il solstizio d'inverno in cui si possa entrare all'interno del cerchio). E' stato comunque un bel viaggio e un'esperienza indimenticabile condivisa con il Gruppo Druidico di Alessandria.


mercoledì 10 giugno 2015

Chiesetta romanica di Levo, ex tempio dedicato a Beleno


Ancora una volta sono andato a visitare un luogo sacro, arrivato fino ai nostri giorni come luogo cristiano. Come molte altre volte voglio sottolineare che non bisogna andare a cercare molto lontano, le nostre terre sono piene di testimonianze del periodo precristiano e non bisogna nemmeno cercare di fantasticare troppo. Anzi le testimonianze ci vengono direttamente dai cristianizzatori che conservarono i luoghi per farne loro il culto così radicato e dai ricercatori che nel secolo scorso ristrutturarono la chiesa.


La chiesa si trova sempre in Piemonte a Levo, sul Lago Maggiore sopra a Stresa, posto magnifico. Si trova seguendo le indicazioni per la Chiesetta Romanica. La chiesa venne restaurata nel 1944 e in quel momento vennero poste delle targhe che spiegano la storia del luogo e sistemate le stele che qui si trovavano. Due sono state murate all'ingresso della chiesa, una con inscrizione romana e una in caratteri etruschi e lingua celtica. Altre tre stele sono state rimosse e conservate al Museo di Antichità di Torino.
La chiesa fu un tempio pagano dedicato al Dio Sole (Belenus) e poi cristianizzato dai Santi Giulio e Giuliano delle riviera d'Orta, di cui oggi si conserva un antico affresco.


Sul muro opposto infatti c'è la parte più interessante. Vi si trova conservato il portale d'ingresso del Tempio di Belenus, con la sua faccia sull'architrave in tipico stile celtico. In diversi casi queste facce sono sopravvissute in zona e arrivate fino a noi come reperti sacri. Sappiamo infatti che in molti casi Belenus venne poi identificato come il Dio cristiano (come la Madonna per Belisama e altre dee).
Sul lato destro si conserva anche un masso-vasca, che ci rimanda ad un'altra pratica sacra passata dal paganesimo al cristianesimo: quella dell'acqua santa. Sempre su questa facciata poi incontriamo l'affresco raffiguarnte i due santi che "cristianizzano" il tempio.


Al minuto 19:06 di questo bellissimo documentario (da vedere assolutamente se amate gli argomenti trattati in questo blog) c'è una bella spiegazione del luogo.



La chiesa è poi stata dedicata alla Vergine Taumaturgica delle Grazie, un'altro elemento tipico dei luoghi pagani cristianizzati.


LINKS e altri collegamenti:

giovedì 8 agosto 2013

Percorso sacro sul Monte Tobbio!

Per dare un'idea segnalo alcuni link a post in cui avevo già parlato in passato sia del Monte Tobbio 1092 m, sia del piccolo altare a Belenus. In oltre avevo già parlato delle divinità precristiane di Belenus e Cernunnos. Il Tobbio quindi è luogo magico e frequantato dagli escurisonisti locali e non solo.
La cima di questo monte si può raggiungere sia da Voltaggio con un lungo cammino, sia dal Valico degli Eremiti con un percorso più breve. Proprio lasciando qui l'auto si sale per la via "normale" e ci si può imbattere in vari luoghi particolari, disegni, altarini alle antiche divinità, nella chiesa critiana sulla cima e soprattutto si può arrivare all'incisione circolare che si trova poco lontano dalla cima. Ma andiamo con ordine:

Durante il solstizio del 2013 è stato restaurato l'altare a Belenus di qui sopra: purtroppo la scultura rossa era andata persa a causa delle intemperie e così è stata sostituita da una lastra metallica decorata, sicuramente meno bella ma più robusta. La "casetta" che lo accoglie è ancora quella, il legno sta reistendo. Questo altare si trova al passo della Dagliola e guarda a Sud!



Proseguendo il cammino sulla via "normale" quasi in cima al monte a un piccolo bivio invece incontriamo un altro piccolo altare dedicato al Dio Cornuto, Cernunnos. Dio degli animali e della natura (LINK) questa rappresentazione è stata protezione di tutti gli animali non umani della zona.


Queste comunque sono divinità classiche, non tipiche del luogo e rappresentate in modo antropomorfa. La forza di questo luogo è visibile anche nei vari ometti che i passanti continuano a erigere lungo il percorso ogni settimana, dai disegni fatti con le pietre dedicati agli spiriti del luogo, dalle bandierine ribetane che talvolta vengono legate qua e la. Quello che però da più forza a questo luogo e lo lega al sole già dall'antichità (oltre alla sua naturale posizione: dalla cima nei giorni in cui l'aria è pulita si può vedere anche il mare!) è la pietra incisa.


Per raggiungerla bisogna arrivare alla cima e prendere un piccolo sentiero che si stacca e scende verso sud. Non è facile da trovare, qui ci sono delle indicazioni precise:

Alcuni anni fa alle pendici di questa montagna erano anche visibili delle spirali che formavano dei percorsi:


Come raggiungere il Tobbio?
Il tobbio si trova nel Parco Capanne di Marcarolo, nella parte sud della provincia di Alessandria in Piemonte. E' raggiungibile in auto o se siete davvero allenati  in bicicletta. Uscendo a Serravalle, si prosegue verso Gavi, prima di entrare in paese si svolta a sinistra e si segue per Voltaggio. Da qui si sale e si raggiunge il Valico Eremiti dove si lascia l'auto. L'escursione non è molto impegnativa con un dislivello di 550 metri circa e uno sviluppo di 4 km, richiede circa 1h o 1:30 di cammino.


martedì 13 maggio 2008

Divinità: Cernunnos

Di Andrea

Divinità: Cernunnos.

Oggi inizio a parlare di alcune divinità a cui tengo particolarmente. In generale io sono quasi ateo, ma ho sempre sentito la forza di alcuni elemnti naturali. Di solito non parlo di queste cose, perchè le considero personali (e non è mia intenzione imporle a nessuno) se non quando bevo veramente tanto e magari mi trovo in luoghi particolari. Molti dei miei amici mi considerano pazzo. Mi risulta "strano" quindi parlare di divinità ma lo faccio per due motivi principalmente:

1) Sono appassionato di antropologia, mitologia, storie e quindi sono sempre stato affascinato da questi antichi miti, fina da quando da piccolo sentivo parlare di Ulisse e degli dei greci per esmpio, ma specialmente da quelli più sconosciuti e misteriosi...

2) Molti di questi miti non sono altro che una antropomorfizzazione delle forze naturali, ovvero un modo più semplice per rappresentarle che gli uomini, che fanno fatica a comprendere concetti più "astratti" hanno trovato nei secoli.

Divinità a cui tengo molto è sicuramente il dio CERNUNNOS. Il dio dalle corna di cervo, di cui come per la maggior parte delle divinità antiche europee non classiche, si sa molto poco.


La rappresentazione più antica è probabilmente quella trovata in Val Camonica che risale, sembra, al quarto secolo avanti cristo, mentre la più conosciuta si trova sul famoso calderone di Gundstrup della Danimarca pregermanica e risalente al primo secolo a.c. una zono mai interessata dalla presenza della cultura celtica quindi? Oggi sappiamo infatti che il calderone rituale venne costruito da artigiani in quella che oggi è la bulgaria per via dello stile e dei confronti con manufatti simili, non sappiamo se la manodopera fosse celtica o lo fosse solo la committenza e non sappiamo esattamente dove si trovasse quando venne preso come bottino di guerra dalle tribù germaniche che lo portarono appunto in Danimarca. 


Un'altra rappresentazione è quella del Pilier des nautes ("Pilastro dei barcaioli") a Parigi in cui si legge il nome Cernunnos, rilievo grazie al quale oggi sappiamo come venisse chiamato in ambito gallo-romano. 



Altre rappresentazioni praticamente certe sono invece giunte a noi molto rovinate, ad esempio quella della coppa di Lione, sempre di fattura gallo-romana a cui però manca completamente la testa.



Esistono molte alte rappresentazioni del Dio Cornuto, ma sono in poche quelle di cui siamo sicuri ad esempio quella che si presuppone venga da Cirencester in Inghilterra. Al riguardo bisogna dire che tutte le rappresentazioni di Cernunnos che provengono dal Regno Unito sono incerte.


Altre rappresentazioni vengono da altre parti d'Europa, interessante il fatto che la sua figura (vedi sotto) si confonda spesso non solo con quella di Pan e di Dioniso classici, ma anche con quella dello Shiva indiano (con cui probabilmente condivide un'origine pre-indoeuropea) e addirittura con quella del Buddha per vie più che mai complesse che infatti ritroviamo nel tempio celto-ligure di Roquepertuse vicino a Marsiglia e addiritture in epoche successive su di una nave vichinga.


In Italia oltre alla rappresentazione più antica del mondo trovata in Valcamonica (sopra) troviamo un mascherone celtico (forse del II sec. a.C.) di Vogogna nei pressi di Novara che a volte viene attribuito al Cornuto, ma probabilmente è riferibile a Verkos o Belenos o altra divinità celtica assimilabile ad Apollo (Gambari).


Sempre in Piemonte è documentata la presenza di un rilievo che chiaramente rappresenta Cernunnos (Corna, torques, posizione del braccio) ritrovato in località San Damiano a Villa del Foro (AL) ma di cui unica testimonianza sembra essere un rilievo apparso su una rivista del primo dopo guerra.


Cernunnos era la divinità naturale dei boschi, degli animali e degli istinti primordiali dell'uomo, rappresentato con le corna di cervo di solito con un torques al collo, uno in una mano ed un serpente nell'altra circondato da animali. Era sicuramente adorato dalle popolazioni celtiche delle gallie ma si pensa che il suo culto sia anteriore, il famoso "dio cornuto" indoeuropeo simile a Pan e sicuramente connesso con Dioniso in grecia e con Shiva in India. Da notare la fortissima somiglianza con la rappresentazione di Pashupati "proto-shiva" trovata a Mohenjo Daro in India, civiltà della valle dell'Indo, 2000 a.c. circa, che presenta tantissime similitudini con la cultura celtica e precristiana dell'Europa. (vedi: melusina-e-naga-kanya-e-sheela-na-gig)



Libro interessantissimo che consiglio a questo punto è "Shiva e Dioniso" di  A.Daniélou (Ubaldini Editore, Roma, 1980). Nel periodo Gallo-Romano questa divinità venne poi a volte identificata con il dio Pan (anch'esso legato a dioniso) e poi entrambi identificati durante la cristianizzazione dell'Europa con il Diavolo. Ancora adorato ai tempi della stregoneria durante i sabba in cui si conseravavano ancora elementi pagani e oggi da alcune correnti neo-pagane.

lunedì 21 aprile 2008

La Pietra della Vita a Oropa

Inizio con "La Pietra della Vita" (Ròch d'la vita in piemontese), noto masso, oggetto di culto fin dai tempi più remoti. Si trova all'interno dell'area del Santuario di Oropa forse il più importante dei monti sacri (vedi la pagina su Wikipedia e l'articolo dedicato al Santuario di Crea e alla sua Pietra Guaritrice) sulle pendici dei monti non molto distante da Biella, a nord-est della chiesa principale, parzialmente murato all'interno di una capella costruita nel 1700 per cercare di nasconderlo. E' interessante notare che questo luogo di pellegrinaggio monumentale è uno dei maggiori d'Italia e forse il luogo di culto mariano più antico dell'occidente. Oggetto di culto una statua lignea che rappresenta una MADONNA NERA, reminescenza dei culti precristiani della Dea, simbolo femminile della Fecondità della Terra. Secondo la leggenda portata qui da S.Eusebio (che cristianizzò il piemonte) nel 369 mentre si nascondeva dalla persecuzione dei pagani che popolavano il piemonte. In realtà, la statua venerata nella basilica antica è di fattura gotica, probabilmente risalente al 1200. Sembra ovvio comunque che questo fosse già un importantissimo luogo di culto naturale precristiano. Sappiamo infatti dagli scritti di Mario Trompetto, che "in Vercelli prevaleva il politeismo romano mentre nelle valli alpine e nel Monferrato si conservava intatto il culto degli antichi celti tra i quali la venerazione di grandi massi erratici. Dove rifulse l'animo apostolico di Eusebio fu l'impegno nell'eliminare il paganesimo specialmente nei centri di antichissimo culto come ad Oropa e a Crea sostituendo il culto delle deità femminili celtiche con il culto della Madre di Dio, Maria."


Sta di fatto che le prime cappelle e poi il santuario sorsero in un luogo già sacro, tra un gruppo di massi erratici considerati magici, un bosco sacro celtico e una fonte di acqua ancora oggi considerata miracolosa dai fedeli. La Basilica antica sorge su una delle pietre, considerata così sacrà che è stata lasciata a vista anche all'interno con tanto di candele e di offerte.


Proprio qui troviamo la santissimo madonna nera e il dipinto di Sant'Eusebio che come un druido benedice le popolazioni e gli animali della valle stando in piedi sulle pietre magiche, esattamente come San Cornelio a Cranac.



LA PIETRA DELLA VITA: oggetto principale del culto pagano che mai la chiesa riusci a sconfiggere è difficile da trovare quando ci si reca sul posto per la prima volta. Il luogo boscoso è pieno di massi affioranti dalla terra, ed essa si trova parzialmente coperta dietro ad una cappella costruita nel '700 per occultarla. Questo masso era oggetto di culto naturalistico precristiano e appartiene al gruppo di Pietre Guaritrici (vedi la Pietra Guaritrice di Villa del Foro e quella di Crea) così numerose in territorio piemontese. Ad esso le donne ricorrevano per i dolori lombari ma soprattutto quando avevano difficoltà ad avere figli. Il rito originario era questo: le donne entravano nella stretta fenditura, poi giravano più volte attorno al masso e infine vi battevano contro i genitali.


LA CRISTIANIZZAZIONE (vedi LINK) Quando Sant'Eusebio in fuga arrivò qui con l'intento di evangelizzare le popolazioni locali non riuscì ad impedire questo culto perchè era troppo radicato. Le dimensioni del masso, ma non solo di questo, reserò impossibile la rimozione, così per secoli si limitarono ad incidere varie croci (oggi chiaramente visibili) su di esso per renderlo "santo". Con il tempo la sopravvivenza di questo rito restava troppo forte e la fenditura venne murata più volte. Oggi, come dicevamo, la pietra è parzialmente coperta da una cappella del 1700, che contiene la parte principale del masso, ma gran parte di esso è ancora visibile. Sappiamo dalle testimonianze di gente come Carlo Ratti e Luigi Pertusi che ancora all'inizio del '900 c'erano lunghe file di donne, talvolta a piedi nudi, che borbottavano incompresibili filastrocche, giravano in tondo e battevano con forza le loro parti intime in un punto particolare della pietra.

Ancora oggi la pietra è meta di varie persone, che a volte furtivamente, a volte meno si siedono o si coricano sul masso approfittando delle sue energie benefiche.

Oltre alla Pietra e alla Madonna nera sono altre le stranezze di questo luogo legato a culti precristiani ed energie terrestri: proseguendo per una stradina verso est si arriva ad un'altra piccola cappelletta dedicata a S.Eusebio, costruita nel '800 in cui sono presenti molti simboli non cristiani tra cui una grande svastica.






Come raggiungere la Pietra: Da Biella seguire per Oropa. Arrivati in fronte al santuario non entrate ma proseguire sulla strada che sale a sinistra. Arrivati dietro all'edificio principale. a poche decine di metri dall'angolo a Nord Est della chiesa, si trova questa cappelletta bianca costruita sul masso.

Bibliografia:
Guida ai luoghi misteriosi d'italia, di Umberto Cordier. Ed. Piemme.
Le Grandi Pietre Magiche, di Roberto Gremmo. Ed. Storia Ribelle.