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lunedì 11 dicembre 2023

Il Dhammapada, i primi versi.

Il Dhammapada (Pali, in sascrito: Dharmapada) è una raccolta in versi di insegnamenti (“parole”, pada ) concernenti il Dharma. Dhamma. L’opera è suddivista in 423 stanze divise in 26 brevi capitoli e si trova sia nel canone pali che in in quello cinese. Oltre ad essere uno dei testi più importanti per il Buddismo Theravada è importante in ogni ambito del buddismo ed è uno dei testi più antichi: non conosciamo il nome di chi lo ha compilato, ma secondo la tradizione si tratta di insegnamenti del Buddha in persona.

Ho deciso di riportare qui i primi versi (troverete il link al testo completo in fondo) perché si tratta di semplici indicazioni che se riuscissimo a tenere sempre a mente migliorerebbero moltissimo, non solo la nostra vita personale, ma l'intera società: Io mi arrabbio spesso e perdo la testa per cose stupide, ma quando poi ci penso in un momento di calma capisco quanto sia stupido farlo. In una scala più grande questo è vero quando si parla di conflitti e di guerre. Comunque, spero possa essere anche a qualche lettore. 


1
Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada. 
Come la ruota del carro segue 
l’impronta del bue che lo traina 
così la sofferenza ci accompagna 
quando sventatamente parliamo o 
agiamo con mente impura. 

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente. 
E’ la mente che traccia la strada. 
Come la nostra ombra incessante ci segue 
così ci segue il benessere 
quando parliamo o agiamo 
con purezza di mente. 

"Mi hanno insultato, maltrattato, 
mi hanno offeso, derubato": 
impigliati in tali pensieri 
ravviviamo il fuoco dell’odio. 

Se ci liberiamo del tutto 
da pensieri che insinuano: 
"Mi hanno insultato, maltrattato, 
mi hanno offeso, derubato", 
l’odio è spento. 

L’odio non può sconfiggere l’odio, 
solo esser pronti all’amore lo può. 
Questa è la legge eterna. 

Chi è litigioso dimentica 
che moriremo tutti; 
non ci sono litigi per 
il saggio che riflette sulla morte

QUI TROVATE IL TESTO COMPLETO
con i versi che seguono a questi:

sabato 21 agosto 2021

Un ricordo della mia carissima gattina Siouxsie, quando muore un gatto.

 

A Siouxsie piacevano molto i cartoni animati. 

1 agosto 2021

Introduzione: Questa mattina verso le 10 ho ricevuto la chiamata dalla clinica veterinaria in cui il dottore mi informava che la mia carissima Siouxsie aveva avuto una crisi respiratoria e non aveva passato la notte. Speravo che mi dessero notizie di un miglioramento, ma non è stato così. Giovedì era venuta a svegliarmi come sempre con il suo entusiasmo, testate e zampate. Al pomeriggio mi sono accorto che non era venuta a mangiare e dopo averla cercata l'ho trovata in una cuccia particolarmente nascosta nel mobile Ikea. Non ci ho fatto troppo caso. La sera mi sono reso conto che aveva le orecchie calde e quando dopo pochi minuti è venuta in cucina per cercare cibo ho visto che barcollava e non si reggeva in piedi. Mi sono spaventato e dopo aver chiamato Cristina per dirgli che la nostra gattina stava male sono uscito con lei nel trasportino e sono andato alla clinica 24/24 che c'è qui ad Alessandria. Da quel momento è stata tutta una serie di lastre ed esami. La mattina stava ancora male, ritorno alla clinica che trova la causa nel cuore ingrossato, purtroppo nessuno in zona può fare un ecocardio così dopo varie telefonate la porta all'istituto di Novare, una specie di grande ospedale veterinario. Li dopo un'attenta visita vediamo che il cuore non c'entra ma Siouxsie che non mangia dal giorno prima va ricoverata. Il giorno dopo faranno gli esami. La mattina dopo mi chiamano, sembra che la febbre sia scesa da sola, ma continua a non mangiare, in giornata faranno tutti gli esami. La sera mi chiamano e sembra che la causa sia un iperglicemia che ha causato un infezione all'intestino. Bisognerà capire se è diabetica e se l'intestino è da operare. Io intanto sono 2 giorni che sono preoccupatissimo, ho recitato mantra e altro per cercare di influenzare positivamente le cose, in qualche modo questa ipotesi mi da un pochino di solievo, penso che si possa curare riesco a mangiare qualcosa e dopo altri mantra vado a dormire, crollo come un sasso, era tempo che non succedeva. Verso le 5, Loki, suo fratello mi sveglia urlando, mi alzo per dargli qualche crocchetta. Mi risveglio alle 8 e inizio con altri mantra, non riesco a mangiare niente. Alle 10 arriva la chiamata in cui, come dicevo prima, venivo in formato che la mia Siouxsie aveva lasciato il corpo. Probabilmente aveva una gravissima infezione al sistema nervoso fulminante. Non so davvero come farò, chi non ha mai avuto gatti, o magari chi ne ha avuti come se ne avevano una volta in campagna è difficile possa capire cosa vuol dire. Il 21 gennaio 2020, poco prima della grande epidemia, ci aveva lasciato anche Hela, la nostra gatta più anziana e due mesi fa Merlino, il gatto dei miei genitori, di cui magari un giorno scriverò. Oltre al Corona Virus gli ultimi due anni sono stati terribili per queste e tante altre perdite, mentre scrivo faccio davvero fatica a non essere negativo.

Una delle mie foto preferite, i suoi occhi a "bottone".

Un ricordo della mia carissima Siouxsie 

(Importante: se state passando per una situazione simile, forse è meglio andare direttamente al paragrafo successivo, queste righe sono molto personali e leggerle potrebbero fare più male che bene a voi)

Dopo questo lungo preambolo mi piacerebbe parlare un pochino di Siouxsie. Dico subito che è stata la gatta più entusiasta e soprattutto più affettuosa che abbia mai avuto, questo rende questo momento davvero difficile. Un giorno di luglio del 2013 avevamo trovato lei e suo fratello da un banco di gattare al mercatino delle pulci di Casale. L'episodio fu veramente curioso: Cristina si svegliò quella domenica mattina dopo essersi sognata un gattino tigrato che arrivava in casa nostra. Era la seconda domenica del mese e c'era il mercatino a Casale dove quasi sempre andavamo. Arrivati la abbiamo visto questo banco sotto il sole con diversi gattini, in una gabbia ce n'erano due piccoli piccoli di cui uno tigrato. Abbiamo capito subito che era quello del sogno e che sarebbe venuto a casa con noi. La tipa del banco lo ha fatto prendere in braccio a Cristina ma subito la sorellina nera si è messa sulle sbarre disperata guardando il fratello. Non c'era possibilità: dovevamo portarli a casa. Così, dopo aver firmato alcune carte li abbiamo messi in uno scatolone e siamo andati a casa. Sulla strada, a Mirabello ci fermarono anche i carbinieri, che notarono i gattini. Senti uno dei due che lo diceva all'altro sotto voce e ci fecero subito ripartire. Erano proprio piccoli, Siouxsie era la più energica e per cercare di uscire dallo scatolone calpestava Loki. Non avevano ancora un nome e non sapevamo nemmeno se fossero maschio o femmina. Il giorno dopo dal veterinario lo scoprimmo e decidemmo di chiamare Loki il tigrato (come il dio nordico del caos e di tante altre cose poco belle) e Siouxsie la nera come la famosa cantante gotica. Dopo pochi giorni scoprimmo a nostre spese che erano pieni di funghi. Io non venni particolarmente colpito, ma Cristina e addirittura mia Mamma si. Restarono chiusi in una stanza per un po' di tempo fin che non guarirono. Siouxsie in particolare era diventata tutta spelacchiata! Con il tempo però svilupparono entrambi una bellissima e foltissima pelliccia. Erano sempre insieme e lo sono stati fino a venerdì. La mattina si rincorrevano come matti, passando anche su di noi sul letto. A Siouxsie piaceva mangiare e quindi era un po' cicciotta. Era una gatta nera ma così piena di entusiasmo, non lo dico adesso per circostanza, chiunque la conoscesse un pochino lo sapeva. Mi faceva le feste addirittura quando da una stanza entravo in quella in cui si trovava lei. Rispondeva sempre quando la chiamavo, o quasi, se non era troppo comoda. Quando tornavamo a casa lei veniva sempre, ma proprio sempre alla porta a fare le feste. Delle volte addirittura si metteva su due zampe come un orsetto. Quando mi vedeva, anche se era su un cuscino o su una sedia, si rotolava sempre per la felicità di vedermi, era incredibile. Appena dicevo Siouxsie mi veniva incontro facendo mille versi, si strusciava si rotolava, penso che nessuno al mondo fosse così felice di vedermi in ogni momento. Aveva degli occhi "a bottone" che a volte erano quasi inquietanti, così grandi e tondi. Quando le tiravamo fuori il cibo era così esaltata che le vibbrava la coda fortissimo. Un'altra sua caratteristica era il dimenticarsi spesso la lingua fuori dalla bocca dopo essersi pulita, rendendosi veramente buffa. A differenza della povera Hela non era estremamente appassionata di dolci, però comunque li apprezzava. Le piaceva addirittura l'insalata scondita e cercava sempre di fregarmi il muesli, in particolar modo le uvette che cercavo attentamente di non lasciarle mangiare. le piaceva il gelato e lo yogurt di soia. Era cicciotta e il suo pelo foltissimo e morbido. Sembrava un orsetto, con quelle zampe corte e le orecchie un po' più piccole di quelle degli altri gatti anche se a punta e sopra alla testa. La cosa più incredibile era poi che guardasse con attenzione sia i documentari sugli animali sia i cartoni animati. Una giorno comprammo l'anime "Mary e il fiore della strega" in cui la streghina incontra un gattino nero e lei stette a guardare tutto il film, in alcuni momenti avvicinandosi alla tv. Come dicevo è sempre rimasta legatissima al fratello Loki che leccava e puliva in continuazione e con cui dormiva e stava spessissimo. Siouxsie comunque era molto affezionata a noi, era davvero incredibile. Quando facevamo i nostri esercizi di Yoga e di meditazione lei era sempre con noi: si sedeva sul materassino e generalmente si tranquillizzava, sembrava davvero che a volte facesse meditazione con noi. Quando avevo bisogno di allungarmi, le facevo segno di andare sul mio cuscino e lei ci andava davvero, sedendosi. Quando dipingevo veniva sempre in studio e cercava di starmi in braccio. Durante il lockdown del 2020 era praticamente sempre in braccio o sul mio tavolo e si vedeva anche in diverse dirette che feci su instagram in quei difficili momenti. Era anche soprannominata "panda" non solo per la sua forma ad orsetto, ma anche perchè cercava sempre di mangiarmi (e ci riusciva) la pianta di bamboo che avevo sul balcone. Insomma quella di oggi è stata davvero una delle più grandi perdite della mia vita. Ho fatto tutto il possibile appena mi sono accorto che non stava bene, eppure mi sento lo stesso in colpa. Mi dispiace così tanto di averla lasciata in clinica le ultime due notti, ma non avrei potuto fare altro, aveva 8 anni e speravo davvero che sarebbe tornata a casa. Io penso che tutti gli esseri non siano solo corpi fisici e in particolare negli ultimi anni e negli ultimi tempi ne sono diventato sempre più convinto e cosciente.  Tuttavia il distacco fisico e la sofferenza fisica continuano ancora ad essere aspetti che non riesco ad affrontare. O meglio non riesco a comprendere. Il pensiero di non rivederla più (almeno nel suo bel corpo, così com'era) è davvero insopportabile in questo momento. Era lo spirito felice di questa casa e la tristezza di non poterla più vedere si aggiunge al fatto di aver perso uno dei pochissimi esseri che mi amavano davvero in questo mondo, lei lo faceva in modo veramente sincero e puro, sempre. Era una vera espressione di gioia in questo mondo.

Oggi ho letto una cosa che mi è piaciuta molto:

Dicono che i gatti siano piccoli monaci meditativi, capaci di portare l’armonia in casa. Secondo l’ordine buddista del Fo Guang Shan, ad esempio, sono come persone che hanno già raggiunto l’illuminazione.
I gatti sono esseri liberi che bevono quando hanno sete, che mangiano quando hanno fame, che dormono quando hanno sonno e che fanno ciò che devono in ogni istante, senza sentire la necessità di compiacere nessuno.
Non si lasciano trasportare dall’ego e un particolare curioso di questi animali, secondo il buddismo, è che hanno imparato a comprendere gli uomini da tempi ormai remoti, al contrario, le persone ancora non imparano a comprendere i gatti.
Son leali, fedeli ed affettuosi, le loro dimostrazioni d’affetto sono intime e indirette ma, nonostante ciò, tremendamente profonde. Solo coloro in grado di scavare nel proprio Io interiore, con rispetto e dedizione, godranno del loro amore ineguagliabile; ma le persone instabili o che alzano spesso la voce non saranno mai gradite ai gatti.

e anche:

"Fu in Thailandia e in questo contesto che venne scritto “Il libro delle poesie dei gatti” o Tamra Maew, attualmente conservato nella biblioteca nazionale di Bangkok come un autentico tesoro da preservare. Negli antichi papiri che componevano questo libro poteva leggersi una meravigliosa storia che raccontava che, quando una persona raggiungeva i massimi livelli di spiritualità e poi moriva, la sua anima si univa placidamente al corpo di un gatto."

entrambi i testi li ho trovati qui:


2 agosto 2021

è passato un solo giorno e oggi è stato forse peggio di ieri. Vedo i punti dove si metteva lei e mi viene ancora da mettere a posto la copertina, terribile. Loki annusa i posti dove stava e si mette nei punti dove si mettevano vicini, è davvero difficile vederlo. Mi vengono in mente le sue abitudini, tipo mettersi in punta di zampe, alzare la nuca chiudendo gli occhi per prendersi meglio le carezze quando le facevo il gesto di toccarle la testa. Spero che con il tempo riesca a ricordare queste cose con piacere, adesso è terribilmente doloroso. So che le anime di tutti gli esseri viventi sono infinite ed eterne, ma non riesco ad accettare il fatto che non la rivedrò più qui. 

Questa mattina ho fatto stampare alcune foto, ne avevo bisogno una per fare un altarino e dire alcuni mantra (lei li ascoltava sempre) per aiutare il momento del bardo. Ne ho messa una nella cornicetta, fare la selezione (veloce, farò una bella cartella e ne farò stampare altre più avanti quando sarà meno difficile) è stato uno strazio, mi sembra impossibile che non ci sia più. 

Certe foto sono di 4 o 5 giorni fa.

4 agosto 2021

Ieri e soprattutto oggi è andata un po' meglio per me. Ieri ho ancora avuto delle crisi vedendo le sue foto e provando a fare yoga dove lo abbiamo sempre fatto (fino a qualche giorno prima) con lei. Non è facile. Oggi sono dovuto andare a Milano tutto il giorno, i ritardi e vari giri da fare mi hanno distratto molto e ci ho pensato meno. In ogni caso ho detto i mantra per lei sia al mattino che sta sera appena tornato e devo ricordare che Sophie si è messa di fianco a me seduta verso la foto di Siouxsie ed è stata con me per quasi tutto il tempo dei due giri completi di mantra (se n'è andata per un rumore arrivato dalla strada). Andando dalla finestra mi è subito venuta in mente, perché quando mi appoggiavo li a guardare la strada lei saltava su. Non posso fare a meno di ricordare il suo modo di fare per farsi sempre accarezzare la testa: sulla punta delle zampe alzando la nuca e chiudendo gli occhi vibbrando fortissimo la coda. Mi viene sempre in mente il suo culetto di pelush, è ancora troppo presto per ricordare senza starci male, dovrei riuscire a lasciarla andare. 

Due settimane dopo circa

Va molto meglio. Devo dire che quando penso a Siouxsie continuo ad avere dei veri e propri mancamenti, ma in confronto alla prima settimana sto molto meglio. In qualche modo riesco a tenere a bada i pensieri, la prima settimana è stata davvero terribile, peggio di quanto uno possa immaginare, ma il tempo aiuta, lo dico a chiunque dovesse leggere questo testo e stesse passando in questa situazione. 

*** Cosa fare quando muore un gatto? (O un'altro animale a cui siamo affezionati?)

Scrivo questa parte a distanza di molto tempo dalla perdita della mia gatta Siouxsie, prima ero molto più coinvolto era praticamente impossibile. Nei testi sopra parlo come fosse normale di mantra, yoga, anime ecc... bisognerebbe spiegare tutto, ma sarebbe troppo difficile partire da zero in poche righe. Ci sarebbero alcuni punti da chiarire ma so che in una situazione del genere nessuno avrebbe voglia di approfondire sul serio, quindi cercherò il più possibile di andare al punto per poi magari mettere delle note.

CAPIRE LA SITUAZIONE

Prima di tutto, perché la morte di un gatto (o di un altro animale a noi caro) è così difficile, a volte addirittura più difficile di quella di un caro "umano"? Faccio notare che, come dicevo sopra, negli ultimi anni ho perso due delle mie gatte e il gatto dei miei (a cui eravamo tutti affezionati) ma anche diversi parenti e amici, è stato un periodo terribile. Lo sottolineo perché qualcuno potrebbe deridere le mie parole dicendo che non so cosa sto dicendo: ad un anno di distanza dalla morte di Siouxsie ho perso anche mia mamma dopo sei anni di orribile malattia. Perchè quindi la perdita di un gatto può essere per certi versi terribile o anche peggiore di quella di un caro umano?

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Premessa: Prima di tutto (tutto quello che scrivo è profondamente personale) io non ho mai fatto distinzione di specie, ho sempre considerato gatti, mucche, piccioni e qualsiasi altro essere senziente, alla pari di un essere umano. Siamo tutti animali: a livello fisico abbiamo tutti un sistema nervoso complesso e delle emozioni. Possiamo tutti provare dolore, paura, solitudine. In molti potranno dire che noi siamo più intelligenti, ma cosa vuol dire intelligenza? E nel caso l'intelligenza ha a che fare con il dolore? Un bambino di un anno soffre meno di una persona di quarant'anni? Io credo al massimo possa essere il contrario: i ricordi di quando ero proprio piccolo (e quindi "molto poco intelligente") sono spesso legati a paure e traumi, che sapevo gestire molto meno di adesso. Quindi, chiunque abbia un animale con cui ha un rapporto molto stretto saprà, in cuor suo, che il legame è semplicemente quello che si ha con una persona cara.

Incomprensione: quello che ho scritto sopra porta a tutta una serie di incomprensioni che rendono ogni cosa più difficile. Chi non ha mai avuto un rapporto di questo genere, di solito, non riesce proprio a capirlo. In oltre la nostra società ci porta, da un lato, a pensare che con gli animali, essendo comunemente considerati inferiori, non si possa avere un rapporto importante e profondo, personalmente, quando è morta Siouxsie, non ho avuto il conforto che avrei avuto se avessi perso un famigliare e lo dico da Piemontese abituato a minime dimostrazioni di affetto: Cristina, la mia compagna, ha sofferto quanto me e purtroppo non era a casa quando è successo. L'unica in famiglia che è stata davvero dispiaciuta è stata mia mamma, dagli altri parenti prossimi (ne ho veramente due) non ho avuto nemmeno un messaggio. Gli unici ad essere gentili sono stati alcuni amici lontani che, avendo gatti, hanno capito e mi hanno mandato cari messaggi. Tuttavia è difficile continuare a vivere normalmente nei giorni successivi al lutto come se niente fosse in mezzo a gente che non capisce. Ad aggravare la cosa c'è anche la natura machista e violenta che ancora oggi sta alla base della nostra civiltà (anzi oggi più di qualche anno fa) per cui oltre alla sofferenza personale ci sia l'istinto di nascondere e minimizzare la nostra situazione con chi magari lavoriamo. 

Quindi per questo, la cosa migliore è riuscire a trovare qualcuno che capisca e che possa magari starci vicino. Se questo non è possibile (succede spesso) il mio consiglio è quello di cercare libri o testi su internet che ci diano un po' di conforto, magari scritti da qualcuno che ci è già passato. E' proprio per questo che sto scrivendo queste righe.

E' difficile comunicare con gli animali. Questa è forse la cosa che più di ogni altra rende la sofferenza di un animale caro più difficile di quella di un umano. Una persona generalmente sa, più o meno, cosa sta passando, e questo da un certo punto di vista può essere ancora peggio, ma sa di avere bisogno di aiuto, sa che se bisogna andare all'ospedale o che se deve prendere una medicina è per il suo bene. Un caro sa anche che noi siamo preoccupati e condividiamo la sofferenza. Chiunque abbia avuto un rapporto di un certo tipo con un animale sa che si può comunicare, a volte anche in modo molto profondo, ma purtroppo resta sempre una certa distanza per quanto riguarda cose più razionali. E' terribile avere la sensazione di fare un torto al proprio gatto mentre lo si obbliga a prendere del cibo o una medicina con la siringa. Ci si sente malissimo a portare l'animale a cui si vuole bene dal veterinario quando lui vorrebbe stare solo tranquillo nella sua cuccia. Tutto questo può essere davvero straziante, avrò sempre i rimorsi per aver portato Siouxsie nell'unica clinica disponibile di notte a circa 70 km da casa e averla lasciate li per i suoi ultimi due giorni. Ma cosa potevo fare? Ho speso quasi tutti i soldi che avevo in quel momento sperando che potesse salvarsi e invece è morta da sola. E qui aggiungo un altra cosa ancora: è difficile anche trovare un bravo veterinario, che sia anche empatico e gentile e molte volte è anche un problema finanziario. 

Guardare il proprio gatto che soffre, vederlo spegnersi piano piano è terribile, magari dovere prendere anche la decisione di porre fine alle sue sofferenze, come si può trovare un senso a tutto questo orrore?

Mancanza di senso

Quello che scrivo adesso, in gran parte vale anche per le persone. La sensazione che mi ha sovrastato in quella situazione è stata la mancanza assoluta di senso. Una volta ho sentito che da sempre le società umane, da quelle primitive fino alla nostra, affrontano la morte in due modi diversi: parlandone sempre oppure non parlandone mai. La nostra civiltà odierna, veloce, basata sulla performance e sul profitto, sulla bellezza superficiale e completamente meccanicistica ha deciso di nascondere la morte. I cimiteri sono semi abbandonati, i rituali sono sempre più brevi, la morte viene vista come un contrattempo. Il problema è che noi abbiamo un bisogno fondamentale di trovare un senso e di celebrare il passaggio. Anche gli atei fino a diversi decenni fa avevano il loro rituale funebre: il funerale civile. Oggi anche quello è stato rimosso, credendo che si possa fare a meno di tutto. Lascio perdere ulteriori constatazioni sul lutto umano, ma se questo è ciò che succede per le persone per gli animali è una cosa ancora più difficile. 

Culturalmente cristiani?

Chi segue questo blog, sa che ho sempre cercato di scavare a fondo molte idee date per scontate della religiosità popolare europea. Per essere brevi il fatto è che, bene o male, il cristianesimo ha influenzato profondamente la nostra civiltà, anche dove non si vede (ad esempio le basi della scienza, ma questa è un'altra storia) ma noi, a differenza degli altri monoteisti (ebrei e musulmani) continuiamo ad essere sotto sotto "pagani". Dico questo perché è importantissimo realizzare questa cosa per capire attraverso a cosa stiamo passando. Il cristianesimo, ufficialmente, ancora oggi nega che gli animali abbiano un anima. Molte volte si dice che dio sia fatto come noi e che gli altri esseri senzienti siano inferiori e siano, praticamente, al nostro completo servizio. Tutto questo non è vero storicamente (non approfondirò qui), ma lo è per il cristianesimo così come lo conosciame. Questo causa una situazione contradditoria: gran parte della popolazione convive con animali (purtroppo non vale solo per certi animali), sa benissimo che con loro si instaura un rapporto profondo e questo succede dai tempi antichi, tuttavia la chiesa non può celebrare un funerale per un gatto. Quando quello che speriamo che mai succeda alla fine succede siamo costretti a far finta di niente o ad arrangiarci. Questo non succede in altre culture e se, abbiamo un bisogno di tipo spirituale, questo può venirci in aiuto.  


sabato 13 aprile 2019

1) L'Albero Sacro: Come trovarlo.

Come trovare un albero sacro. Prima di tutto bisogna dire che nessun albero è più sacro di un altro. Ogni albero, ogni pianta, ogni filo d'erba è sacro. Tuttavia un albero antico, un albero particolarmente grande, con caratteristiche particolari oppure un albero che emana un'energia particolare o che sentiamo essere in sintonia con noi per vari motivi può diventare “l'albero sacro”. In pratica, noi decidiamo di eleggere un certo albero simbolicamente perché non possiamo omaggiarli tutti, sarebbe impossibile. Ce ne possono essere diversi: uno vicino a casa, uno dove passiamo il nostro tempo libero, uno in montagna... e così via.

Un bellissimo cedro a Vignale Monferrato (AL)

Ma come troviamo quindi il nostro albero sacro? Quando ci dedichiamo a questo tipo di attività, mettiamo da parte le nostre conoscenze scientifiche, non perché questa attività vada contro alla scienza ma perché non ha nulla a che fare con essa e con la razionalità. Quindi dobbiamo essere razionali nel senso che non dobbiamo fare niente che possa danneggiare l'albero e l'ambiente in cui ci troviamo, ma questo tipo di cose appartengono evidentemente al campo della spiritualità. E molte volte riguardano solo noi stessi, da soli. Sarebbe difficile spiegare veramente certi pensieri e certe sensazioni a chi non ne vuole sapere e quindi restano soltanto nostre. Anche un ingegnere si può occupare di una cosa del genere semplicemente perché sono due mondi separati. Ma arriviamo al punto: molte volte non dobbiamo cercare il nostro albero sacro, lo troviamo e basta. Quando ci troviamo nella foresta, o in un campagna, oppure in un parco urbano vediamo un albero e capiamo che quell'albero è speciale. Probabilmente alcuni l'albero sacro lo conoscono già. Lo vedono da quando erano bambini o da quando hanno cambiato casa o sono passati nelle sue vicinanze, quindi sarà proprio quello, magari ve ce ne siamo dimenticati, ma lo conosciamo già. Questo è successo molte volte, prima dei tempi in cui certi “cristiani” iniziassero una vera crociata contro la natura, ogni bosco, ogni foresta aveva il suo albero sacro. In realtà succede ancora oggi molte volte, ma in modo non ufficiale. E gli alberi santi, sono considerati veri e propri dei viventi in paesi extraeuropei come il Giappone, l'India e non solo. Lo Shintoismo conserva caratteri antichissimi e considera sacro ogni aspetto della natura, dalle Montagne alle Stagioni stesse. In effetti a volte sarebbe più saggio rifarsi a culture del genere che a pseudo movimenti pagani moderni che magari sono stati inventati negli stati uniti senza alcun collegamento reale agli "antichi".

Un albero sacro a Kyoto, Giappone 2018.
Quindi: trovare un albero sacro è un processo molto simile a quello di trovare una fonte sacra, una pietra o altro con alcune peculiarità. Sicuramente, se siete arrivati fino a questo punto, vi sarà capitato di vedere visto un albero particolare e di aver pensato che fosse speciale. Magari lo avete incontrato durante un viaggio, ma in questo momento o sarebbe meglio trovarne uno più vicino, in un posto che potete raggiungere facilmente, magari a piedi o in bicicletta, sarebbe la cosa migliore poterci arrivare senza rinchiudersi nell'abitacolo di una macchina. Potrebbe essere anche nel parchetto sotto casa vostra, ma un consiglio è quello di trovarne uno in una posizione tranquilla in cui ci si possa fermarsi, sedersi, in cui quindi se non amate essere osservati, possiate anche trovare qualche momento di solitudine, almeno in certi orari. Se non avete già in mente un albero adatto, potete uscire a cercarlo. Ancora una volta, non dev'essere una ricerca impegnativa, l'albero sacro si presenterà da solo, basta avere pazienza.

La sfera "aura" di un albero
Una volta trovato un albero adatto, bisogna avvicinarsi e sentire se a questo punto lui vi accetterà. Ribadisco che non stiamo parlando di processi scientifici, ma magici, di pure sensazioni. Lasciate perdere i vostri pensieri razionali, come quando guardate un concerto, un film o un evento sportivo. Ci troviamo nella sfera dell'irrazionalità. Sentire se siete accettati dall'albero che avete trovato è molto semplice. Fermatevi ad una certa distanza, una distanza che sentite voi, come quando parlate con una persona che non conoscete, ma che se non riuscite a quantificare potrebbe essere riferibile alla sfera ideale formata da rami e foglie e che idealmente continua fino alle radici. Con calma e tranquillità assoluti, non bisogna farsi nessun problema, non bisogna avere fretta, aspettiamo di sentire che l'albero ci lasci entrare. Potrebbe succedere che quel giorno non succeda niente e allora torniamo un'altra volta, oppure se lo sentiamo, cerchiamo un altro albero. Una volta entrati nel suo spazio magico, possiamo toccare la corteccia, magari abbracciarlo e a quel punto sentire se è l'albero adatto a voi e se voi siete adatti ad esso. Da quel momento, quello sarà l'ALBERO SACRO. La pianura padana e gran parte dell'Europa erano completamente coperte da boschi e foreste senza fine. Si dice che ancora prima dell'anno 1000, uno scoiattolo potesse andare da Roma a Parigi senza mai scendere a terra. Oggi purtroppo non è più così, ma si ci pensate un albero non troppo lontano da casa vostra esiste ed è bellissimo.

...
Tratto dalla dispensa "Druidismo Cisalpino Antico e Moderno" Vignale 1982.

martedì 2 aprile 2019

PREGHIERA DRUIDICA DELLA PACE


...
Profondamente dentro il fermo centro del mio essere 
possa io trovare la Pace 
Silenziosamente dentro la quiete della Radura 
possa io condividere la Pace 
Dolcemente dentro il più grande cerchio dell’umanità 
possa io irradiare la Pace.
...
In english:
Deep within the still center of my being, 
may I find peace. 
Silently within the quiet of the Grove, 
may I share peace. 
Gently and powerfully, within the greater circle of humankind, 
may I radiate peace.


I druidi sono sempre stati portatori di pace. Nonostante fraintendimenti e malafede, sappiamo che anche nell'antichità molte volete i druidi di diverse tribù si trovavano prima della battaglia e chiedevano ai guerrieri se erano proprio sicuri che non ci fossero alternative. Prima di chiedere favori o miracoli un druido chiede sempre che ci possa essere pace, per lui e per tutto il mondo. Ovviamente queste preghiere sono tradotte in lingua moderna ed appartengono al druidismo moderno.

articolo preso da: http://druidismoalessandria.blogspot.com

E già che ci siamo pubblichiamo anche la preghiera universale dei druidi:

(da OBOD http://www.druidry.org/events-projects/peacemaking-druidry)
Questa preghiera scritta da Iolo Morganwg, non menziona la pace, ma guarda ad essa in forma d'amore per tutte gli esseri viventi e divini alla fine:

Concedeti o Dea (*) la tua protezione,
E nella protezione, forza,
E nella forza, comprensione,
E nella comprensione, conoscenza,
E nella conoscenza, conoscenza di giustizia,
E nella conoscenza di giustizia, l'amore per essa,
E nell'amore per essa, l'amore per tutte le esistenze,
E nell'amore per tutte le esistenze,
L'amore per la Dea (*) e per tutte le Divinità.

Grant o Goddess (*) thy protection,
And in protection, strength,
And in strength, understanding,
And in understanding, knowledge,
And in knowledge, the knowledge of justice,
And in the knowledge of justice, the love of it,
And in the love of it, the love of all existences.
And in the love of all existences,
The love of Goddess (*) and all goodness.

(*) Si può dedicare questa preghiera alla divinità, alle divinità, agli spiriti, alla forza universale o in quello che crediamo.

venerdì 26 dicembre 2014

La Pietra Guaritrice del Santuario di Crea.

Il Santuario di Crea si trova sulla cima di un'alta collina del Monferrato, nei pressi di Serralunga a pochi chilometri da Casale in provincia di Alessandria. E' uno dei principali Monti Sacri di Piemonte e Lombardia, uno dei più visitati, specialmente in passato, ed è un posto molto bello, in quanto si trova in un parco naturale. Come Oropa (LINK) questo Sacro Monte è dedicato ad una Madonna (gemella di quella di Cagliari e di Oropa) e come per quello di Oropa la leggenda tramanda, sia stato Sant'Eusebio (Vedi LINK: Sant'Eusebio e la cristianizzazione del Piemonte) a iniziare la cristianizzazione di questo posto, in cui all'epoca ancora si praticava una forma di paganesimo animista di stampo celtico (1). Sant'Eusebio infatti portò la statua della madonna di legno in un piccolo Eremo dal quale poi si è sviluppato l'intero santuario.

Vista delle valli monferrine dal Sacro Monte di Crea in piena estate.

Per maggiori informazioni sulla storia e sulle opere artistiche vi rimando alla pagina del Santuario su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Monte_di_Crea . Per quello che interessa a noi, posso iniziare con il dire che, come in altri casi (citiamo ancora una volta Oropa) la cristianizzazione partì dai luoghi in cui erano più radicate le credenze precristiane. A Crea ci sono 23 cappelle che costituiscono il percorso sacro. Solo due di queste però sono situate al di fuori del Santuario vero e proprio, infatti quando mi ci sono recato la prima volta non riuscii a trovarle. Esse sono le uniche ad essere dedicate espressamente ad Eusebio. Esse si trovano più in basso, sul sentiero che da Forneglio porta al Santuario. Ho trovato tutte queste preziosissime informazioni sul prezioso libro: "Le grandi pietre magiche" (2) di R. Gremmo. La prima Cappella è dedicata al martirio di Eusebio ed è costruita su una fonte. La seconda si trova a metà del ripido sentiero all'inizio di un boschetto.

 La seconda cappella, di fronte alla parete di roccia e l'inquitante dipinto in una delle nicchie della roccia.

La seconda cappella si trova di fronte ad una parete di roccia imponente lunga diverse decine di metri e alta diversi. Proprio su questa roccia si trova un'antica seduta ed è proprio quella che le popolazioni chiamano "La pietra che guardisce". In oltre ci sono alcune misteriose nicchie e fori di cui ignoro l'origine. In questo punto in oltre si continua a sentire il rumore dell'acqua che scorre, forse una fonte, che però non ho potuto trovare. Per poter avere dei benefici da questa antica roccia è necesserio, come per la Pietra di Santa Varena (LINK) nei pressi di Alessandria, appoggiare la schiena o un'altra parte del corpo malata. La cosa che più colpisce è che qualcuno, qualche decennio fa, ha dipinto in una di queste nicchie un volto umano un pò inquietante, a dimostrazione di quanto questa pietra abbia ancora una qualche importanza per le genti locali.

La seduta nella roccia, la PIETRA CHE GUARISCE di Crea, di fronte alla seconda Cappella.

Proseguendo la salita si arriva al santuario vero e proprio da una scala ormai quasi abbandonata, capisco che questo santuario doveva essere molto più popolare alcuni decenni orsono. Da qui si vedono le due chiese sulla piazza e un piccolo nucleo di case con bar, souvenir e camere in cui poter pernottare. Il luogo devo ammettere è molto bello, anche perché si trova, come dicevo prima in un bel parco. Da qui si sale ancora completando il percorso che porta alla Cappella del Paradiso. Questa è l'ultima sulla cima del monte e sembra sia stata costruita su una torre di origini romane chiamata "torre del diavolo". Un'ultima cosa di cui tenere conto è il nome CREA che per alcuni sarebbe collegato a Kern-Cern-cervo e che farebbe pensare ad un luogo di culto legato al dio Cernunnos. Cosa non così improbabile vista la sua popolarità nel periodo celtico anche in Cisalpina. Cosa curiosa che si ricollega a questo è la presenza di alcune scritte dedicate a San Cornelio presenti nel santuario. Cornelio è infatti uno dei santi in cui il culto del dio cervo si trasformò in periodo cristiano, come avvenne per esempio a Carnac.

 La cappella del Paradiso e la biscia che ho incontrato durante il mio pellegrinaggio.

Considerazioni personali della visita. Nonostante io non sia cristiano (per lo meno, forse una piccola parte viste le influenze culturali), ho deciso di fare questa escursione pensando in qualche modo ad un piccolo pellegrinaggio. Penso che questi luoghi in cui la sacralità originaria è sopravvissuta fino a noi abbiano un grande fascino e forse anche tipo di qualche forza particolare. Sono partito da casa in uno dei pochi giorni di sole di questa piovosa estate (2014) in bicicletta e ho attraversato gran parte del Monferrato: quasi 50 km all'andata e altrettanti al ritorno di salite e discese. Panorami incredibili che quando si viaggia in macchina non hanno lo stessa forza. Arrivato al santuario dopo una salita interminabile e sotto il sole di Agosto nelle ore centrali della giornata ho iniziato ad esplorare il Santuario. Quanto ho scritto è il resoconto: il posto è molto bello anche solo per passare una giornata tra alberi e brevi passeggiate. Come sempre però, ho trovato molto di magico: la cosa più bella è stata l'incontro con un una grossa biscia (foto sopra) mentre facevo il giro esterno del monte e scambiavo due parole con alcune persone. La biscia cercava un varco nel muretto per allontanarsi da noi e rientrare nel bosco e non trovandolo si è alzata in piedi appoggiandosi tra le pietre più alte. Il serpente, non dimentichiamolo, simboleggia il paganesimo nel linguaggio visivo cristiano. Non dimentichiamo i serpenti schiacciati dai piedi di santi e madonne che hanno sconfitto il male e il paganesimo dall'Europa! In questo caso per me è stato come un piccolo messaggio: Anche se non è facile vederlo qui, lo spirito originario di questi luoghi è ancora presente!

Articoli correlati:

La pietra di Santa Varena: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2008/08/la-pietra-guaritrice-di-santa-varena_08.html

La pietra di Oropa: http://leradicideglialberi.blogspot.it/2008/04/la-pietra-della-vita-oropa_1308.html


Sant'Eusebio e la cristianizzazione del Piemonte:
http://leradicideglialberi.blogspot.it/2014/07/santeusebio-e-la-cristianizzazione-del.html

Bibliografia:
1) - Mario Trompetto, S. Eusebio di Vercelli, Biella 1961, pp. 9-10.
2) - Roberto Gremmo, Le Grandi Pietre Magiche, Storia Ribelle Biella 1995 - 2da edizione 2009, pp 31-33.

mercoledì 20 giugno 2012

Buffo altarino al dio Pen sul monte ebro.


Qualche tempo fa ci siamo recati sulla cima del Monte Ebro per installare un piccolo tempietto dedicato al Dio Pen o Penn. Dio delle alture, associato alle montagne era venerato dalle popolazioni celtiche e liguri è quasi sconosciuto anche se spesso ancora usiamo il suo nome legato al territorio. Sembra che originariamente si trattasse di una dea (Pennina), ma probabilmente il sesso è secondario in quanto in epoca preromana gli dei non venivano adorati in forma umana! I Romani poi, quando invasero le nostre zone "romanizzarono" anche questa divinità associandola a Giove: Giove Pennino (Iuppiter Poeninus).
Se pensate che si trattino di fantasie o fricchettonate, pensate solo a quanti toponimi derivino da questo Dio: Il Monte Penna (LINK), il Monte Pennino tra Marche ed Umbria (LINK), l'omonimo in liguria, le Alpi Pennine o semplicemente basti pensare alla catena degli Appennini che attraversa l'Italia. Il nome "Appennini" deriva appunto da Pen, Giove Appennino poi. 
A questa divinità furono dedicati molti luoghi, menhir, cerchi di pietre e templi poi. 
Da ricordare il cerchio del piccolo San Bernardo (La Thuile - LINK) a lui dedicato o il "falso menhir" (LINK) di Finale, una pietra naturale scolpita, sembra, per simboleggiare PENN.


Il "tempietto"(*) è di fattura molto semplice, ma la decisione è stata presa all'ultimo momento. Abbiamo deciso di portarlo sul monte Ebro perchè rappresenta il punto più alto dell'Appennino Piemontese (1700 metri slm) ma anche perchè è un luogo che ci capita di raggiungere spesso e che consideriamo in qualche modo magico. Abbiamo deciso di non installarlo sulla croce cristiana a pochi metri, perchè pensavamo potesse essere considerato offensivo e noi siamo per la libertà di culto. Problema, bisogna sottolinearlo, che i monoteisti non si sono mai posti, disseminando di croci tutte le nostre alture.


La rappresentazione stilizzata e non umana della divinità (un picco con gli occhi) è stata decisa perchè, come dicevamo sopra, in epoca antica le divinità e gli spiriti non venivano rappresentati in forma umana dai nostri avi celti e liguri. Speriamo che il tempietto non venga vandalizzato subito e possa resistere per un pò.


La splendita vista che si gode dalla vetta del Monte Ebro.

Nota: (*)
Il termine tempietto non è esatto, infatti il tempio delle divinità pagane (non antropocentriche!!!) è già lo scenario naturale e possiamo incontrare il loro spirito ovunque vogliamo o riusciamo a sentirlo. Per questo, come nel caso del tempietto a Belenus sul Monte Tobbio (LINK) abbiamo deciso di realizzare una piccolissima rappresentazione che sia più che altro un ricordo alle vecchie divinità per chi ormai le ha dimenticate. Le croci di cemento armato alte 10 metri le fanno i cristiani non noi!

giovedì 12 gennaio 2012

Intolleranza religiosa.

Di  Andrea.

Come dicevo nel post prima, volevo dilungarmi un pochino sulla croce e sulle targhe che si trovano in cima al Monte Musinè appena fuori Torino. Se non conoscete questo monte seguite il link al post precedente. E' da molto tempo che volevo scrivere due righe su questa cosa, poi in questi giorni ho letto un articolo con questo titolo: "PAPA BENEDETTO XVI, LIBERTA’ RELIGIOSA “PRIMO DEI DIRITTI UMANI”. Una tale falsità millenaria non è tollerabile.


Come dicevo precedentemente, appunto, sulla vetta del monte Musinè si trova una croce dalle dimensioni colossali, ricostruita nel 1901 in onore della vittoria del cristianesimo sul paganesimo. Anche se qui ha dimensioni direi sproporzionate, si tratta di una cosa già vista su molte montagne. La targa principale però è qualcosa di veramente discutibile, almeno secondo me:


IN HOC SIGNO VINCES (con questo segno vincerai).
"A perpetuo ricordo della vittoria del cristianesimo contro il paganesimo riportata in virtù della croce nella valle sottostante in principio del secolo IV sua maestà il re vittorio emanuele III ecc..."
E poi un'altra:


In hoc signo vinces si rifà alla vittoria di Costantino (cristiano) su Massenzio (pagano) ma non voglio parlare di questo. Il problema è il messaggio di questa croce e di queste targhe. Intolleranza religiosa! In nome della croce da queste parti ci fu un vero e proprio genocidio. Si parla sempre delle crociate, ma qui accadde lo stesso e considerando che la stessa cosa accadde in tutta Europa fu anzi molto peggio: europei contro altri europei e una cultura aliena, quella cristiana, imposta con la forza alle popolazioni locali e alla loro cultura originale. Quando si parla di tolleranza religiosa, la chiesa ma non solo, praticamente tutti gli esponenti della nostra "cultura" parlano sempre di islam o ebraismo, ovvero gli altri monoteismi che poco o nulla hanno a che fare con l'occidente, ma che per poco divergono da quello che sarebbe il cristianesimo vero e proprio (voglio dire senza le influenze pagane che comunque il cristianesimo ha). Nel 2012 una cosa del genere dovrebbe essere considerata per lo meno discutibile. Come ultima cosa vorrei aggiungere che una simile costruzione in cemento e di tali dimensioni sia oltre che bruttissima, fastidiosa in un'ambiente naturale come questo e come molti altri ecomostri del nostro paese andrebbe demolita.

Gita sul Monte Musinè.

Lo scorso anno, in primavera, sono finalmente riuscito a recarmi sul Monte Musinè. Chiunque si interessi di "mistero", specialmente in Piemonte conosce molto bene questo monte. Su di esso si può trovare qualsiasi cosa: rocce coppellate, incisioni di vario genere, menhir più o meno veri, monumenti alla cristianità e alla lotta al paganesimo, targhe dai significati esoterici incomprensibili, leggende di ufo e di energie terrestri e molto altro. Ne parlò molto e su diversi libri, uno dei padri dell'archeologia misteriosa Peter Kolosimo. Al contrario di altri luoghi però, su questo monte molte delle cose qui sopra elencate ci sono davvero e si possono toccare con mano. Tra i numerosi sentieri che consentono di raggiungere la cima il più frequentato è senza dubbio quello che parte dal campo sportivo di Caselette (378 m) e che, passando per il santuario di Sant'Abaco, percorre integralmente la cresta sudest.
Purtroppo non ero da solo quindi non ho potuto lasciare il sentiero e allontanarmi più di tanto, infatti non sono riuscito a trovare la cosa che più mi interessava e che al di la di misteri e di ufo, è sicuramente originale: la grande pietra con coppelle. Detto questo salendo dal fondo valle si incontra una parte senza vegetazione, quasi mediterranea che sicuramente, a livello istintivo, risulta strana forse perchè del tutto fuori luogo. In questa zona è facile incontrare affioramenti rocciosi e molte pietre a forma di menhir. A dire la verità anche il più grande esperto di megaliti farebbe molta fatica a dire cosa è naturale e cosa no, sicuramente una qualche importanza queste pietre dovevano averla. Comunque due sono le cose che ho deciso di fotografare in questa zona:


1) una pietra caduta a forma di stele 
Un "allineamento" segnalato su vari libri, tra i quali "Spiriti di Pietra" (Macchione editore) di Massimo Centini (pag. 39) il quale di solito è molto accurato.


Su questo sito potete vedere più foto qui:
Non ho trovato il famoso Menhir con il falso "ufo" inciso, fotografato e pubblicato su decine di libri e che negli anni '70 ha contribuito molto a creare l'alone di mistero attorno a questo monte.
Arrivati sulla cima la prima cosa che salta all'occhio è l'enorme croce in cemento, simbolo della vittoria del cristianesimo sul paganesimo. Su questa croce e sul suo significato di intolleranza religiosa mi dilungherò di più nel post successivo, il fatto è che una croce di tali dimensioni (direi quasi una decina di metri), targhe firmate dal re in persona, ecc... devono avere un significato. Questo monte doveva avere di certo una grande importanza in passato per i culti locali.


Tra le cose più misteriose poi c'è un piccolo "cippo", in realtà questo si trova sulla vera cima della montagna, la croce infatti, è alcuni metri più in basso, che reca una scritta veramente enigatica: "Qui è l'Una Antenna dei Sette Punti Elettrodinamici, che dal proprio nucleo incandescente vivo la Terra tutta respira emette vita. Qui operano le Astrali Entità che furono: Hatsheptut, Echnaton, Gesù il Cristo, Abramo, Confucio, Maometto, Buddha, Ghandi, Martin Luther King, Francesco d'Assisi, e anche Tu, se vuoi, alla fratellanza costruttiva tra tutti i Popoli. Pensaci intensamente, 3 minuti: Pensiero è Costruzione". La scritta è riportata su di una targa e anche questo "cippo" è in muratura, quindi una cosa studiata e che a richiesto un certo lavoro. Tuttavia nessuno sa di cosa si tratti esattamente o chi l'abbia costruita. Riporto la foto:


Chiusa la parentesi propriamente "misteriosa", la cosa che tra tutte quelle che ho visto mi ha più colpito è una roccia con una grande coppella, proprio sulla cima a pochi metri dalla grande croce. Nessuno ne parla ne sui libri ne su internet e la cosa è veramente strana. Probabilmente sono tutti molto più attratti da cosa più appariscenti e fantastiche come gli avvistamenti degli ufo o messia millenari. Riporto la foto:


Anche su questa roccia potete vedere più foto seguendo questo link:
Tra le altre cose come dicevo il Musinè è famoso per gli avvistamenti Ufo e per le energie terrestri che ne farebbero un centro molto importante. Certo è che, probabilmente per grandi quantità di minerale di ferro, le bussole in vari punti di questo monte impazziscono.
In definitiva è una gita molto interessante, sia a livello naturalistico che storico (indagini archeologiche hanno segnalato il Musiné come area di presenze pre e protostoriche ed è innegabile, come dicevo, che questa montagna fosse stata sacra nell'antichità) ed è senza dubbio molto affascinante. Meglio andarci in primavera o in autunno perchè con il caldo il percorso potrebbe diventare veramente fastidioso. Vorrei fare un appunto all'archeologia ufficiale, che come sempre cerca di tenersi il più lontano possibile da posti come questo, facendo di ogni erba un fascio e perdendo parti molto importanti della nostra storia passata (le pietre coppellate sono un dato di fatto!)
LINKS:
Bibliografia:
Spiriti di Pietra, (Macchione editore) di Massimo Centini.
Musinè magico, (Piemonte in bancarella) di Giuditta Ansante Dembech. (libro incentrato sulle teorie più esoterico, ma interessante per quanto riguarda le foto dei siti, alcuni oggi andati distrutti).

mercoledì 30 novembre 2011

Cosa intendiamo noi per PAGANESIMO oggi?

Questo era un testo introduttivo scritto da un amico per il sito del gruppo "Paganesimo Cisalpino Contemporaneo". Potete trovare il gruppo Facebook qui. Per i soliti motivi il sito non è andato avanti, anche perché ognuno ha la sua propria spiritualità e non si vuole avere niente a che fare con religioni organizzate o cose del genere. Tuttavia condividendone le idee ho deciso di riproporre questo testo sul mio blog e di continuare a supportare questa idea anche in futuro.


A chi si rivolge questo sito? A tutti quell iche sono interessati agli argomenti trattati in queste pagine prima di tutto. Che siano l'ecologia o la spiritualità naturale e chissà cos'altro. Tutta via questo sito parla di paganesimo, senza però rifarsiu a nessuna corrente particolare. Certo rispecchia le idee del sottoscritto che ora andrò ad illustrare nel modo più veloce possibile, ma in esso non troverete nessun dogma o regola divina da seguire.

1) Non ho mai amato le etichette, usiamo "paganesimo" perchè è il termine più semplice per definire un certo tipo di spiritualità che in occidente è praticamente stato cancellato dal monoteismo e dall'antropocentrismo.

2) Il termine pagano deriva dal latino Pagus, cioè da villaggio e si riferisce quindi agli abitanti dei villaggi, era un termine dispregiativo che indicava le persone rozze. Al contrario di quanto si pensi il termine era già in uso prima dell'avvento del cristianesimo e già per i credenti della religione classica indicava quindi tutte quelle usanze religiose in uso nelle campagne, prcedenti al paganesimo classico, come adorazione degli alberi, delle fonti e delle montagne, culti orgiastici, sciamanismo, stregoneria, ecc... Questo tipo ti reogiosità popolare sopravvisse fino a pochi secoli fa in alcune zone dell'Europa, e in alcuni casi sopravvive ancora oggi sottoforma di strani riti rurali, usanze, folklore.

2) La principale caratteristica del monoteismo è il porre l'uomo al centro dell'universo e considerare tutte le altre creature e l'ambiente in generale al servizio di esso. Anche la scienza, partendo da basi cristiane ha proseguito su questa strada, servendosi della natura e della vita su questo pianeta come in un supermercato e portandoci insieme ai grandi monoteismi al collasso planetario. Noi ci poniamo in netta antitesi con questa visione del mondo. In oltre non siamo una vera e proprio religione, preferiamo parlare di spiritualità. Non abbiamo una teologia o testi sacri scritti da uomini che si credevano dei o cose del genere. Non celebriamo messe o riti particolari, i nostri più alti rituali possono essere semplicemente una camminata in un bosco, un'escursione su una montagna a noi cari, un'offerta ad una albero, scrivere o dipingere, oppure soltanto un pensiero dedicato ad un gatto.

3) Per finire, non abbiamo delle divinità definite, siamo aperti a qualsiasi divinità, ma nessuna è veramente al di sopra delle altre. Forse non è nemmeno giusta la definizione di divinità: spiriti sarebbe meglio. Lo spirito di una quercia per esempio, o di un fiore, non sono meno importanti di quello del Sole. Ma la setssa cosa si potrebbe dire dello spirito di un luogo, di un sentiero o di un ruscello. Non amiamo le cose sfarzose. L'edificazione di una grande tempio è una glorificazione dell'uomo stesso. La natura ha già i suoi templi e sono le foreste, le montagne o mille altri posti. Consideriamo allo stesso modo i sacrfici, specialmente quelli cruenti: un modo antropocentrico meschino e crudele per cercare di entrare nelle simpatie degli dei che certo non risponderanno. Molto meglio una piccola offerta di cuore.

4) Per ultimo, ci sentiamo più vicini a correnti quali lo sciamanismo, il druidismo o la stregoneria che alle grandi religioni del passato. Tuttavia non amiamo definirci perchè la via di ognuno è diversa da quella degli altri ed è strettamente personale. Purtroppo di queste vie spirituali è rimasto poco, quello che si può trovare sui libri, è stato scritto per lo più in epoca contemporanea da scrittori che hanno cercato di ricreare la religione di un tempo. Pur leggendo e rifacendosi a molti di questi libri giudichiamo molto utile guardare a culture contemporanee che non sono state intaccate dai monoteismi, quali l'Induismo o lo Shintoismo. In oltre l'essere pagano per noi è totalmente compatibile con l'essere credente di un'altra di queste religioni o con il seguire filosofie quali il buddismo, che possono solo arricchirci.

5) Come ultima cosa, la più importante. Non dimentichiamoci dell'epoca in cui viviamo e del contesto in cui viviamo. Non possiamo dimenticare in totale 2000 anni di storia che in alcuni casi hanno anche significato un reale progresso. In oltre il nostro credo non fa assolutamente distinzione per quanto riguarda sesso o preferenze sessuali, razza o specie. Unico consiglio: se riuscite, siate vegetariani!

(Testo a cura di PAGANESIMO CISALPINO CONTEMPORANEO)

mercoledì 20 ottobre 2010

DRUIDISMO religione in Inghilterra.

(visto che questo blog supporta il druidismo potrete seguire l'argomento in particolare cercando l'etichetta DRUIDISMO!)
Una commissione governativa inglese ha sancito che il DRUIDISMO, o meglio il culto degli spiriti naturali professato dai druidi può essere considerata un’attività religiosa. Si tratta di prendere fondi pubblici, avere voce al governo, cose così insomma, ma simbolicamente mi sembra una cosa importante.


il Druido Lawrence Main, vegan e camminatore!

Il termine "religione" mi fa un pò storcere il naso, ma stiamo parlando di una religione animistica, pagana! E' la prima volta che accade una cosa del genere in Europa. Certo si potrà dire che dei druidi originari a noi è giunto veramente poco, ma cosa dire allora per esempio del cristianesimo, di cui niente sappiamo di sicuro e le cui usanze aattuali sono state costruite nei secoli su un misto di credenze mediorientali ed europee? Il druidismo era una filosofia praticata in gran parte d'Europa, quindi da molti dei nostri avi e il druidismo moderno è una filosofia che tutti possono seguire: pagani, buddisti, induisti ma anche cristiani e atei! Nel druidismo è centrale la natura e il nostro rapporto con essa: si dice infatti che l'uomo deve tornare ad essere parte della natura, uno dei tanti animali che popolano la terra e non qualcosa di superiore.

"Il druidismo è una religione che promuove pace, preservazione e armonia della e con la natura..." 

il simbolo dell'Awen, ispirazione divina, simbolo del druidismo moderno!


Anche in Italia, specialmente in quella che era la Gallia Cisalpina (il nord Italia) oggi sono attivi molti gruppi druidici che linko qui sotto. Per chi volesse intraprendere il cammino druidico più seriamente l'OBOD (order of Bards, Ovates and Druids) si è organizzato sulla base dell'antica religione organizzando un percorso suddiviso in tre gradi: Bardo, Vate e Druido appunto. Si può seguire anche a casa per corrispondenza, e il primo livello (di Bardo) è disponibile in Italiano richiedendolo direttamente qui: http://www.druidry.it/iscrizioneintro.php
Per 18 euro riceverete un pacchetto introduttivo con vari libretti interessanti.

Per chi vuole approfondire:

Ordini internazionali principali:
OBOD – The Order of Bards, Ovates and Druids (uk)
TDN – The Druid Network (uk)
BDO – The British Druid Order (uk)

In Italia
Cerchio Druidico Italiano
OBOD Italia

Ritrovi druidici in italiano su Facebook:
Cerchio Druidico Italiano
Ordine Druidico Italiano (OBOD) cerchio dell'Awen
Corporazione Druidica Nazionale