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martedì 10 gennaio 2012

Roccia D'Issel.



Finalmente ce l'ho fatta. E devo ringraziare Tomaso (Ligurian Tommy Leggy), il più grande conoscitore di queste zone per avermici portato. Ne avevo sempre sentito parlare, letto su libri e visto le foto su numerosi siti, ma ancora non ero riuscito a visitarla.
Volevo vederla di persona anche perchè avevo letto opinioni contrastanti al riguardo, alcuni che come spesso succede in Italia, non capendo l'importanza di siti come questo dicono che si tratti solamente di falsi o di scherzi di epoca recente. Molto interessante quest'ultima cosa su cui voglio dilungarmi un pochino qui sotto. Per iniziare metto questa foto che secondo me si spiega da se:

Punta Martin vista dalla Roccia D'Issel, la foto non rende bene l'idea, ma sul posto è chiara l'importanza di questa imponente punta rocciosa per questo sito.

La pietra, specialmente se è visitata in inverno quando la vegetazione che si sta riprendndo questi splendidi luoghi si dirada un poco, è in posizione panoramica e orientata chiaramente verso Punta Martin. Come molte volte mi è capitato si trova nella tipica posizione in cui si trovano molte pietre con coppelle. Per passare alla descrizione:

"La "Pietra delle coppelle", scoperta nel 1908 da Arturo Issel, si trova sulle Giutte, sopra Acquasanta di Voltri (GE), in località "Bric Caramello", a quota di 510 m s.l.m. itinerario da Giutte dell'Acquasanta di Voltri alla pietra delle coppelle. La roccia è ricoperta da qualche centinaio di cavità rotonde di varie dimensioni, da 1/2 cm a 2 cm, chiamate coppelle, e da figure geometriche stilizzate, filiformi o a forma di croce, di significato antropomorfo. È presente inoltre un tetraedro scavato, con la punta orientata verso nord, con 35 coppelle delimitanti in un'area circolare. Si riconoscono anche affilatoi a polissoir. Molte di queste coppelle e croci sono sicuramente preistoriche, mentre altre sono di epoca medioevale: è difficile stabirne con precisione l'epoca, essendo possibile che gruppi cronologicamente diversi siano mischiati tra loro e in mancanza di un contesto archeologico"

Per questo la visita di persona era molto importante: sulla roccia sono visibili numerosissime coppelle alcuni "affilatoi" che poi non sono affilatoi come si è visto dopo alcuni esperimenti e da un piediforme ormai appena visibile. Per quanto riguarda il piediforme e alcune delle cappelle di dimensioni medie si può parlare sicuramente di epoca preistorica. La loro fattura e soprattutto le loro condizioni non lasciano dubbi sulla loro antichità. Altre incisioni sono sicuramente più recenti. Tra di esse sulla pietra sono visibili le più piccole incisioni a coppella che abbia mai visto, si tratta di pochi millimetri di diametro.


Un'altra anomalia è un cerchio perfetto di una decina di centimetri di diametro. Per queste incisioni si parla di epoca medioevale o anche più recente, ma visto che la pietra venne ritrovata nel 1908 dal professor Issel e che ne esistono raffigurazioni dell'epoca, non si può assolutamente parlare di un falso degli anni '70 in epoca di "archeologia misteriosa. Su "Incisioni rupestri e megalitismo in Liguria" di Priuli Ausilio e Pucci Italo (Priuli e Verlucca ed.) leggo che sul luogo si trovava anche una pietra molto simile che venna distrutta durante la costruzione di un oleodotto negli anni '60. Come al solito non esprimo commenti su questo fatto.



Bibliografia: "Incisioni rupestri e megalitismo in Liguria" di Priuli Ausilio e Pucci Italo (Priuli e Verlucca ed.)


giovedì 14 luglio 2011

Arte megalitica, simboli megalitici.

Un post leggermente polemico su di un argomento che mi interessa molto e che mi ha profondamente influenzato fin da piccolo. Spero perdonerete errori grammaticali vari, causati dalla fretta. Temi come questo sono molto affascinanti e complicati, infatti vanno a finire in epoche troppo remote in cui è difficile fare qualsiasi supposizione e nel subconscio nostro e degli autori di questa arte antichissima. Anche se è molto difficile trovare qualcosa al riguardo, specialmente se stiamo cercando qualcosa di serio, sono stati scritti molti libri e saggi spesso ormai introvabili. Negli ultimi decenni infatti l'interesse per i periodi più antichi e per i lati più incomprensibili della storia mi sembra sia un pò calato. Gli studi accademici si occupano molto di rado di questi argomenti, e alcuni studiosi cercano addirittura di nasconderli per il fatto che non riescono a dare una spiegazione e quindi sono causa di imbarazzo. D'altronde l'ambiente accademico è sempre stato un ambiente reazionario e a parte alcuni periodi, ad esempio durante la rivoluzione psichedelica degli anni '70 è difficile trovare ricercatori che abbiano voglia di esplorare nuove teorie. In Italia, ancora una volta, questo carattere è accentuato. Bisogna anche dire che non è solo per il carattere reazionario tipico di questo paese e il carattere romano-centrico della nostra "cultura nazionale", ma anche per le condizioni in cui i ricercatori devono lavorare, mancanza di fondi e nepotismo aggravano ogni giorno la situazione. Lasciando stare noiose polemiche mi preme scrivere di quello che è secondo me il problema numero uno per quanto riguarda lo studio dell'arte antica e di conseguenza della storia antica. Quando ad occuparsi di questi studi sono gli antropologi infatti siamo firtunati, o almeno sappiamo che gli incompetenti sono presenti ovunque, ma... molte volte gli studiosi sono storici, tecnici. Gente che non va oltre alla datazione al carbonio o al tipo di resti animali per individuare il cibo di un popolo. Questi studiosi quindi non prendono in considerazioni il lato spirituale, trascendentale e soprattutto puramente artistico di un manufatto. Diciamo che è molto simile a quello che succede con i critici d'arte. I critici d'arte cercano di trovare fantasiosi motivazioni e significati nelle opere degli artisti, sbagliando nella maggior parte dei casi, visto che loro cercano solo di portarsi a casa uno stipendio e che non sono loro stessi artisti. La stessa cosa succede con l'archeologia antica. Ho letto di studiosi che davano alle raffigurazioni astratte motivazioni utilitaristiche, alle spirali il significato di serpenti e a coppelle ed anelli il significato di occhi. Per carità sono ipotesi e tutto è possibile, il fatto che uno studioso dovrebbe come prima cosa pensare a chi tracciò queste raffigurazioni, e cercare il più possibile di entrare nel suo ambiente e nella sua testa. In effetti mi chiedo perchè dovrei prendermela tanto... è perchè come dicevo all'inizio ci tengo molto a questo argomento. E anche perchè è a causa di questa situazione per cui moltissimi siti sono andati distrutti o dimenticati. E poi si tratta disinformazione sulle nostre origini e sulla nostra storia. Ora mi concentrerò su due punti.

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Incisioni all'interno del dolmen del tumulo dell'isola di Gavrinis in Francia.

Lo studioso che si dedica a questo tipo di ricerca come dicevo, dovrebbe tenere presente diverse cose:
Questo tipo di arte si trova di solito all'interno di monumenti funerari, su steli funerarie o in siti cultuali come ad esempio altari sacri. Nella maggior parte dei casi questo collegamento è inconfutabile. Altre volte mancano prove chiare, ma ho letto teorie che per cercare di avere maggiore credibilità agli occhi dei seri accademici risultavano ancora più fantasiose di quelle che si rifanno ai dischi volanti. Perchè uno dovrebbe andare a incidere rocce a 2000 metri di altitudine su speroni rocciosi a strapiombo con vista sconfinata? A me pare così ovvio che un sito del genere non possa avere nessuna funzione utilitaristica! E' certo legata alla magia, alla forza che luoghi del genere trasmettevano ai nostri antenati.
Bisognerebbe anche sempre non dimenticare che nelle società primitive ogni cosa aveva un significato magico e legato al divino. Del resto non bisogna andare così lontano nel tempo, basti pensare al medioevo o ale usanze che si possono ancora oggi osservare in alcune comunità rurali nel bel mezzo dell'Europa. L'animismo e lo sciamanismo erano un tipo di religiosità praticato ovunque, per lo meno in territorio euroasiatico, questo si può ancora vedere in alcuni remoti villaggi sparsi per il continente. Bene, se non ci bastano i reperti di cui disponiamo, basta andare a vedere alcune di queste comunità per convincerci. Rituali che a noi sembrano incomprensibili fanno parte di ogni momento della vita comune di queste genti. Ogni famiglia possiede un piccolo altare ona parte di terreno sacro e pratica rituali. Ogni piccolo villaggio ha il proprio sciamano. La maggior parte dei manufatti artistici e delle decorazioni non ha un utilità fine a se stessa. A questo punto bisogna pensare a che cosa è uno sciamano: è un tramite con gli spiriti, con le divinità e con l'universo. Con le forze che noi non riusciamo a capire. Lo sciamano usa un tamburo, un canto ripetitivo e molte volte delle figure per entrare in trance. Io credo che chiunque si occupi di antropologia e di arte vedendo "decorazioni" come quelle di Gavrinis o di Newgrange, capisca subito che ci troviamo di fronte a qualche cosa del genere, arte psichedelica.


Il masso posto all'entrata del tumulo di New Grange in Irlanda.

Le arti figurative, la musica, la danza, le arti in generale comunque sono state fin dall'alba della storia dell'uomo discipline magiche. E nell'artista in età moderna sopravvivono alcuni dei caratteri tipici dello sciamano antico. L'arte astratta è ricomparsa nei primi del '900 dopo che per millenni era stata, almeno in occidente, relegata ad arte decorativa popolare. Malevich si rifaceva alle uova che le donne delle campagne ucraine decoravano per le festività, Klee guardava i tessuti e le maschere degli stregoni africani. Gli studiosi di arte preistorica dovrebbero essere un pò più competenti al riguardo, oppure evitare accuratamente di fare ipotesi al riguardo. Nessuno si chiede perchè ci piacciano le texture astratte che adornano costosi vestiti, ci piacciono e basta. Oppure perchè artisti abbiano passato la loro vita a disegnare figure geometriche o campiture di colore? E' un bisogno innato nell'uomo. Un estetica fine a se stessa con significati spirituali che si perdono nel nostro subconscio. Malevich diede al suo quadrato nero la posizione che nelle case russe dell'epoca aveva l'icona di Gesù. Basta pensare alla svastica, simbolo solare astratto universale, che fin dalle origini della civiltà si trova ovunque e che fece trionfale ritorno durante la più grande tragedia del XX secolo. E' ovvio che spirali e composizioni di linee e figure geometriche varie siano state fatte da artisti dell'epoca guidati dalla loro ispirazione per trasportare le gente dell'epoca in altri livelli di realtà. Questi artisti furono così bravi e così universali che il loro lavoro funziona ancora oggi, affascinandoci e colpendoci direttamente all'interno del nostro subconscio.


Le spirali ai piedi del Roccia Melone, Val Susa in Piemonte.

(in questo testo non ho parlato delle pietre coppellate, di canaletti e di altri tipi di incisioni che essendo tra i miei interessi più grandi mi avrebbero impegnato per giorni. Proseguirò in un futuro molto prossimo spero!)

testo di Guido 108