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lunedì 10 agosto 2026

Ciclismo alternativo, lento e divertente, Party Pace, e altro.

Oltre la Lycra e il Cronometro: un'introduzione veloce al movimento "Party Pace"

Se siete stanchi di un ciclismo dominato da segmenti Strava, watt, telai in carbonio da migliaia di euro e completini attillati all'ultima moda, non siete soli. Esiste una sottocultura globale che sta riportando la bicicletta alla sua natura più bella: quella sensazione di libertà, gioco ed esplorazione che tutti abbiamo provato da ragazzini quando uscivamo in bici con gli amici ad esplorare zone sempre più lontane!

Per anni personalmente ho vissuto la bici in questo modo, rimettendo a posto le mie vecchie MTB anni 80-90, cercando nuove bici che non fossero ne da corsa ne mtb da gara, bici con cui fare tutto, con portapacchi e cestini. Con un amico 20 anni fa avevamo ideato il "ciclismo enigmatico" un sorta di dadaismo legato alla bici. A Roma c'era un gruppo che praticava l'UFO ciclismo, praticamente giri in bici sociali con luci per incontrare niente meno che gli extraterrestri! Ogni volta però che ho conosciuto qualcuno con cui fare qualche giro di questo tipo è sempre finita che dopo un po' si cercava la competizione, la performance, la bici sempre più leggera e costosa... il fatto è che a me non è mai interessata ma bici da 7 kg ma quella robusta e comoda! Non mi interessano i pedali con ganci ed esteticamente (ma anche praticamente) non sopporto ne i telai in carbonio ne i vestitini da ciclista professionista! Alla fine sono sempre rimasto da solo (che poi girare in bici da soli è anche bello!) e ho usato la bici per fare cose come visitare i siti megalitici! In ogni caso per fortuna nell'ultimo decennio mi sono accorto che in giro per il mondo c'era altra gente che viveva la bici similmente a me, ma che di questo tipo di ciclismo ne ha fatto un movimento e in certi casi addirittura una professione. In questo articolo facciamo il punto su cos'è il Party Pace, chi lo ha codificato e quali sono i canali, i blogger e i punti di riferimento da seguire in Italia e nel mondo per pedalare felici e rilassati.





1. Che cos'è il "Party Pace"?
Il termine significa letteralmente "passo da festa". Non indica una festa selvaggia, ma lo spirito sociale, celebrativo e inclusivo dell'uscita. A differenza del classico "ciclismo lento" o del "fondo lento" (che nascono comunque come concetti di allenamento sportivo), il Party Pace è una sorta di ribellione conscia. L'andare piano e godersi il giro, è rivendicato.

Oltre al CICLISMO LENTO
Mentre il "ciclismo lento" tradizionale è una definizione puramente legata alla velocità fisica o all'approccio turistico classico, il Party Pace è un concetto quasi "filosofico" e culturale molto più profondo.




 
Lo Scopo della Sosta

Ciclismo Lento: Ci si ferma perché si è stanchi, per guardare una mappa, per fare una foto al monumento o perché si è arrivati a destinazione.

Party Pace: Le soste sono la colonna portante del giro, non un'interruzione. Si pianifica l'uscita in funzione delle soste: fermarsi a fare il caffè con il fornellino nel bosco, mangiare un pezzo di torta, fare un bagno in un fiume o fare uno schizzo ad acquerello. La pedalata è anche il mezzo per unire questi momenti di relax. 





Il Rifiuto Attivo della Tecnologia

Ciclismo Lento: Chi va lento semplicemente ignora i dati o li usa solo come pura utilità secondaria.

Party Pace: È una scelta di ribellione conscia e ironica contro lo "strapotere" di Strava, dei sensori di potenza e dell'ossessione per il peso della bici e della performance sportiva. Chi fa Party Pace sceglie deliberatamente di lasciare a casa i computerini o di usarli solo per la mappa, godendosi il momento, prendendosi la libertà di cambiare strada al momento.

I pilastri della filosofia:

Velocità conversazionale: Il ritmo si adatta sempre alla persona più lenta del gruppo, permettendo di chiacchierare senza affanno. Una cosa importantissima è che non si esce per fare una performance sportiva, per i tempi e nemmeno per farsi un fisico sportivo, si esce per il piacere di farlo. Si va quindi ad una velocità sociale adatta a tutti e anche quando si è da soli ci si gode il giro. E' quindi un'attività davvero inclusiva!

Le soste edonistiche: Non ci si ferma solo perché si è stanchi, ma per bersi (o farsi) un caffè, un tea o una birra, fare un picnic, scattare foto o anche dipingere e suonare. La pedalata è il mezzo per unire questi momenti di relax.




Vicino a questo movimento c'è anche l'estetica "Xbiking": Rifiuto del consumismo sportivo. Si prediligono vecchie mountain bike in acciaio degli anni '90 restaurate, borse in tessuto cucite a mano da piccoli artigiani e abbigliamento comodo (camicie di flanella e pantaloncini larghi).

NOTA critica: ovviamente, come in tutti i movimenti poi si finisce anche ad esagerare: magari si trova una bella bici anni 90 da 50 euro e poi si spendono 200 euro solo per i freni della marca chic. Oppure si finisce a fare gli snob con le bici e le borse da viaggio classiche e poi si comprano le borse più chic che sono presentate come "indy" ma sono prodotte in Cina e costano 3 volte quelle prodotte in Europa. MI dispiace aggiungere questa piccola polemica, ma questo post non sarebbe stato completo. Ma torniamo alle cose interessanti:

I Pionieri: Chi c'è dietro al movimento?

Russ Roca & Laura Crawford
(Path Less Pedaled)
Nel 2009, Russ (fotografo) e Laura (scrittrice e orefice) vendono tutto per vivere in viaggio in bicicletta. Nel 2020 coniano ufficialmente il marchio e l'espressione PARTYPACE. Sul loro canale YouTube e sul sito ufficiale Path Less Pedaled recensiscono componenti non convenzionali e promuovono il ciclismo alternativo per le persone comuni, normalizzando la lentezza.




Il Papa del Ciclismo Romantico: Ronnie Romance (Instagram / YouTube)
Noto anche come Ultra Romance o Benedict, è l'icona estetica assoluta del movimento. Con la sua estetica ottocentesca, vive il ciclismo come "surfare la terra". È un imprenditore geniale che detta i trend della nicchia con il suo brand di borse e telai classici Ron's Bikes e la linea di copertoni Ultradynamico.



La Community Internazionale: Blogger e YouTuber da seguire

Probably Riding: (UK/Korea) Gestito da Marcus, è il perfetto esempio di Party Pace urbano e giovanile. Si concentra su sfilate e raduni di gruppo focalizzati sulla salute mentale e sui caffè all'aperto.

The Radavist: (USA) Il blog/portale globale di riferimento per la cultura alternative cycling. Fotografie mozzafiato di bici artigianali in acciaio e viaggi selvaggi. Grande fonte d'ispirazione.

Bikepacking.com: Il sito e canale YouTube definitivo per viaggiare in bici in autosufficienza, con guide, tutorial e un focus fortissimo sulla connessione con la natura.

Blue Lug: (Japan) Canale YouTube di un leggendario negozio di Tokyo. Sono i re dell'estetica Xbiking asiatica, tuttavia per niente economici.

Gary's Projects: (Australia) Il re del fai-da-te. Compra vecchie mountain bike da 50 sterline e mostra come trasformarle in bellissimi mezzi da viaggio sterrati con un approccio terra-terra.

E in Italia? Come fuggire dal "Fissati per la Performance" o dallo "Chic"

L'Italia ha una cultura ciclistica storicamente legata alla competizione o al lusso della moda gravel. Trovare lo spirito genuino del Party Pace richiede di guardare fuori dai circuiti commerciali classici:
Witoor / Bike Night: Organizzatori di eventi inclusivi per eccellenza. Le loro Bike Night sono pedalate notturne di 100km senza cronometro, aperte a qualsiasi bici (dalle e-bike alle grazielline), dove il focus è mangiare torte ai ristori e stare insieme.
La Stazione delle Biciclette: Storica officina e negozio di Milano. Il loro blog e i social sono un punto di riferimento per chi cerca marchi alternativi (Surly, Salsa), telai in acciaio e accessori da viaggio pratici, lontani dalle mode passeggere.

Le Ciclofficine Popolari: Per trovare la vera cultura del recupero e dell'Xbiking italiano, la cosa migliore è frequentare le ciclofficine di quartiere (come la Ciclofficina Stecca a Milano o simili a Torino, Bologna e Roma). Lì si impara a riparare vecchi telai e si incontra la community più genuina.
I "Trail" Regionali (In modalità Unsupported): Eventi come il Tuscany Trail o il Veneto Trail attirano ciclisti competitivi, ma la stragrande maggioranza dei partecipanti li affronta in puro spirito Party Pace: pedalando tutto il giorno senza ansia, dormendo in tenda e fermandosi a mangiare nelle trattorie locali.

martedì 13 febbraio 2024

Portapacchi frontale per la bici, quale scegliere? La guida (quasi) completa.

Vedi il post sulla migliore bici per muoversi in città o per le avventure fuori porta

NOTA: come tutto quello che leggete su queste pagine è fatto per piacere senza nessun ritorno o sponsor, vi chiediamo quindi per favore di fare girare questa pagina con il link sperando di convicere più gente possibile ad usare la bici per divertirsi e per muoversi.

Dopo un po' di tempo, un nuovo post per quanto riguarda la bici visto che cercado online ho visto che di pagine in italiano su questo di argomenti utili per l'uso quotidiano purtroppo non ne esistono: che portapacchi frontale scegliere? Ma prima di tutto:

HA SENSO PRENDERE UN PORTAPACCHI FRONTALE?

Ancora prima bisognerebbe chiedersi se ha senso usare un portapacchi sulla bici in generale e qui c'è il post al riguardo: LINK

Il portapacchi frontale è molto meno usuale di quello posteriore per lo meno quando si parla di bici da trekking o comunque sportive. Quello frontale ce lo ricordiamo sulle vecchie bici da città, magari sui modelli da donna per andare a fare la spesa con un cestino. Il portapacchi posteriore è più solido, più adatto ad attaccarci le borse da viaggio e quindi, come detto poco fa si vede più spesso.

Negli ultimi anni però il modello frontale è tornato di moda, soprattutto tra i ciclisti americani più chic e hipster e molti produttori indipendenti (ma non solo) hanno iniziato a produrne di molto belli e solidi, generalmente però sono anche più cari in rapporto a quello che offre un portapacchi posteriore. Quindi mi è venuto da chiedermi: ha senso?

Il portapacchi frontale è molto comodo

Dopo diversi anni di prove e ripensamenti devo dire che avere un appoggio davanti e vicino al manubrio e quindi alle mani è molto comodo. Questo è vero in particolare se usiamo la bici in città ma anche per gite fuori porta o durante i viaggi. 

* PARENTESI* In Italia, come ho già detto molte volte, siamo abituati a vedere la bici come qualcosa di sportivo e quindi pensiamo alla bici da corsa o alla mountain bike per andare veloce o fare gare oppure come a qualcosa di ludico o per bambini. Gran parte delle biciclette che vediamo nei negozi quindi non hanno portapacchi e ci sembrano anzi fuori posto. Pur essendo uno dei paesi storici del ciclismo in Italia le persone pedalano poco. In realtà la vera forza della bicicletta sta nell'uso quotidiano, come mezzo di trasporto o come mezzo perfetto per avventure fuori porta: la bici è un miracolo! Una bici comoda e bella è lo strumento ideale per divertirsi senza pensare a performance e gare. Vedi CICLISMO LENTO


Sul portapacchi possiamo fissare una borsa o un cestino sul quale appoggiare lo zaino o qualsiasi cosa ci serva. Possiamo sempre avere a portata di mano la gli occhiali, la macchina fotografica, la giacca o il telefono con le mappe. In città un capiente cestino su un robusto portapacchi è la cosa più comoda per andare a fare la spesa e se viviamo in zone poco sicure non corriamo il rischio che qualcuno ci sfili la borsa mentre si trova sul cestino alle nostre spalle.

Non ci intralcia mentre saliamo e scendiamo

Se avete un portapacchi posteriore e magari anche un cestino si sarà inciampato almeno una volta salendo o scendendo dalla bici (a meno che non abbiate una bici da donna con canna bassa). Questo problema nell'uso quotidiano urbano può anche diventare molto noioso, una volta sono anche caduto! Mettendo i nostri pacchi davanti potremmo risolvere bene questo problema.

Per alcuni può essere più bello esteticamente

Di questo non sono del tutto convinto, ma ultimamente, soprattutto tra i ciclisti più chic c'è una vera e propria fissazione per le borse frontali perché lasciano libera la ruota posteriore: questo avrebbe anche un effetto estetico perché come si sa anche l'occhio vuole la sua parte, soprattutto quando si parla di biciclette!

Un modo perfetto per distribuire il peso

Onestamente un gran peso sulla forcella per me è la cosa meno comoda che ci sia mentre pedalo, MA: abbinando un portapacchi anteriore ad uno posteriore possiamo distribuire meglio i pesi quando siamo carichi. In oltre ci sono dei portapacchi "low rider" che vedremo sotto, fatti apposta per le borse laterali che mantengono i pesi molto bassi rendendo la bici addirittura più stabile.

E ADESSO VEDIAMO I DIFETTI

Solidità

Per quanto si possa leggere e sentire il portapacchi posteriore è più solido: appoggia sul telaio e non sulla forcella, direttamente sulla parte più solida di tutta la bici: il carro posteriore. Non potrete mai fare lo stesso affidamento che fate sul carico posteriore in posizione frontale.

Spesa e reperibilità

A pari qualità i portapacchi anteriori sono generalmente più dispendiosi e soprattutto molto più difficili da trovare: molto probabilmente sarete costretti a comprarlo online e magari su un sito estero. Ci sono anche molti meno modelli disponibili.

Nell'immagine sopra si vedono gli occhielli vari che servono a montare il portapacchi frontale.

Compatibilità e montaggio

Per montare un qualsiasi portapacchi avrete bisogno degli occhielli apposta sul telaio: a meno che non abbiate una bici da viaggio apposta generalmente avrete quelli posteriori vicino al mozzo per parafanghi e portapacchi ma molto difficilmente quelli sulla forcella. Si possono adattare volendo quelli per il parafango, con vari problemi oppure comprare dei ganci adattatori, ma il risultato sarà sempre un po' raffazzonato. Per portapacchi frontali più solidi è utile avere anche gli occhielli a metà forcella che sono ancora più rari.

QUINDI CHE MODELLO SCEGLIERE

*non ho considerato le forcelle ammortizzate perchè richiedono adattori e modelli particolari.

Ci sono diversi modelli: alcuni servono a sostenere la borsa o il cestino, altri ad agganciare le borse laterali. Possono essere in alluminio o in acciaio e si possono agganciare alle viti basse o a quelle medie. Iniziamo da:

Quello più bello, completo ma anche più caro: Nitto F25, Campee, 34f front racks


Questo modello ha tutto quello che potete desiderare: un piano d'appoggio superiore per borse, cestini o altro, i telai laterali bassi per le borse, è realizzato in acciaio al cromo e quindi è robustissimo e volendo riparabile con una saldatura ed è realizzato in modo praticamente artigianale nelle officine Nitto in Giappone. Esteticamente è si rifà alle randonneur francesi anni 60-70 e quindi anche da questo punto di vista non si potrebbe chiedere di meglio. Ha anche dei difetti? Si, è molto difficile da reperire e caro, se lo trovate preparatevi a spendere più di 250 euro. 

Molto simili e belli sono anche i modelli Campee, sempre con uno stile vintage e invece con uno stile più moderno è il modello 34f della stessa Nitto, con questo, se lo trovate, potrete sperare di spendere un pelo meno, ma proprio un pelo.

Necessita di occhielli al mozzo e a metà forcella.

LINKS:

Nitto F25 - link 2

Nitto Campee 26 and 27 (spedizione da Germania, no dogana)

Nitto 34f (spedizione da USA)


IL MIGLIORE PER UN USO URBANO E PER LE GITE

Se cercate qualcosa di imbattibile per rapporto qualtà prezzo il modello migliore potrebbe essere il TOPIT prodotto dalla Racktime. Questo vale quasi per tutti i prodotti tedeschi che hanno a che fare con la bici, si tratta di prodotti robustissimi, progettati bene (di solito in Germani e non in oriente) a prezzi popolari. Personalmente uso questo modello da diversi anni sulla mia bici da città e questo vuol dire diversi km al giorno con un cestino agganciato carico di spesa e altro. E' veramente robustissimo, ha un piano d'appoggio lungo e comodo e, come tutti i prodotti Racktime ha un sistema di aggancio veloce per cestini, borse, o qualsiasi altra cosa su cui possa essere montato un gancio (molto economico) compatibile: si chiama Snap It.

Il TOPIT è costruito in Germania senza l'utilizzo di manodopera a basso costo, utilizzando metodi di produzione che contengono il più possibile i danni ambientali e nonostante questo costa intorno ai 50 euro. E' facilmente disponibile (anche in Italia anche se ovviamente non ovunque) e pesa circa mezzo kilo. Difetti? Non ha attacchi per le borse laterali low rider e per alcuni non è molto bello.

Compatibilità: necessità di occhielli a metà forcella.

 Personalmente consigliato, lo trovate qui a poco più di 50 euro: https://www.bike-components.de/en/Racktime/Topit-Evo-Rack-p73473/

IL MIGLIOR COMPROMESSO TRA USO E PREZZO

L'ormai famoso PIZZA RACK della Specialized è uno dei portapacchi frontali più venduti e usati: dispone di un enorme piano d'appoggio superiore, attacchi per borse laterali (anche se non troppo bassi) ed è molto robusto, con il TOPIT direi che è il modello più utile.

Anche questo modello potrebbe non piacere a molti che ricercano un estetica più raffinata, è prodotto in oriente e pesa circa 850 grammi. Il prezzo però è, per quello che offre, molto buono: 70 euro su bike components dalla Germania, ok a 90 euro dal sito ufficiale Specialized.

Si monta sugli occhielli a metà forcella.

ALTRI PORTAPACCHI DA VIAGGIO

I modelli che seguono sono abbastanza simili, permettono di caricare pesanti borse laterali e di avere anche un appoggio superiore:

Tubus Grand Expedition

Tubus è il marchio più noto e affidabile per quanto riguarda i portapacchi da viaggio. I suoi modelli sono prodotti in Germania in acciaio o in titanio, hanno dei prezzi abbastanza alti ma adeguati alla qualità. Tubus è anche proprietaria di Racktime con cui produce i modelli in alluminio. Il modello in questione si trova online tra i 120 e i 170 euro, consiglio di fare una ricerca al momento.

Surly Front Nice Rack



Surly è il marchio americano per le bici da viaggio, avventura, uso urbano e divertimento per antonomasia. Tutti i telai delle bici sono prodotte in acciaio in oriente a prezzi abordabili e sono noti per la robustezza. Simili sono i portapacchi. Pesante ma indistruttibile, anche questo modello permette di agganciare le borse laterali e ha un appoggio superiore. Lo trovate a meno di 160 euro su Bike Components e a 180 in Italia. Guardate sempre se trovate offerte.

Bontrager Carry Forward Front Rack


Molto simile ai due sopra ha un appoggio superiore e l'aggancio per le borse laterali. E' prodotto dalla Trek in oriente, il materiale però è l'alluminio. Questo potrebbe sembrare un difetto a livello di robustezza (ma non è di certo delicato) ma risulta più leggero ed economico del Surly. Purtroppo è anche meno facile da trovare, in ogni caso è disponibile su Alltricks.it a 119 euro.

I MODELLI LOW RIDER

I modelli Low Rider come dice il nome, permettono di tenere le borse molto basse per una maggiore stabilità, ma non hanno un appoggio superiore. Questo permette di risparmiare molto su pesi ed ingombri. Come per i modelli visti prima richiedono gli occhielli a metà forcella.

Tubus Tara


Questo è il modello low rider per eccellenza, lo vedrete su gran parte delle bici in viaggio: semplice, robusto e leggero è prodotto in acciaio in Germania da Tubus già vista più sopra. Si trova online a circa 70 euro

Tubus Duo low rider


Anche questo è prodotto in Germania da Tubus, a differenza del Tara è costituito da due pazzi scollegati da montare sui due lati della forcella, da evitare in mancanza di occhielli. Si trova online tra i 60 e i 70 euro. Simile a questo potete cercare anche il Salsa Down Under.

Il classicone economico


Questo modello generalmente marchiato XLC Alu low rider è veramente economico e versatile: possiamo infatti montarlo su tutte le forcelle, anche quelle ammortizzate, grazie ai suoi bulloni adattatori e per questo è uno dei modelli più popolari. Possiamo trovarlo online addirittura a circa 20 euro, è costruito in alluminio ma ovviamente ha anche qualche difetto: non è robusto come gli altri e per un uso intensivo potrebbe essere meno adatto.

MODELLI "LEGGERI" PER BORSE E CESTINI

Iniziamo questo capitoletto con i modelli dall'aspetto semplice e classico esteticamente belli su ogni ogni bici e adatti a sostenere il cestino. Il cestino, normalmente visto come un "accessorio da nonna" che addirittura imbarazza alcuni è invece qualcosa che può trasformare la vostra bici sia per un uso quotidiano sia per le scampagnate. Quello che a me forse piace di più, ma non l'ho mai provato è il Pelago Commuer Front Rack: prodotto da Pelago, marchi finlandese (non so dove però) è disponibile in vari modelli: Small, Medium e Large in base alla larghezza, in acciaio o in alluminio ed esistono anche delle bacchette laterali di ricambio per attaccarci delle borse laterali come quelli sopra.


Questo portapacchi viene fornito con 3 adattari con cui potrete montarlo su quasi ogni tipo di bici con forcella rigida (cosa non usuale) ed è compatibile con le borse prodotte dalla stessa Pelago (modelli M ed L). I prezzi sono abbastanza alti ma non ai livelli di Nitto o altre marche hipster americane del momento e potete trovare tutto dal loro shop: https://pelagobicycles.com/shop/equipment/racks-baskets/

Molto simile al precedente e ancora più raffinato è quello prodotto ancora dalla Nitto in Giappone: il Nitto Basket Rack, purtroppo anche questo è carissimo e difficile da trovare, non metto nemmeno il link perché oltre ad essere sempre esaurito costa così caro che sembra uno scherzo. 


Adatto allo stesso uso ma non così chic, vi rimando più sopra al Topit di Racktime che fa esattamente lo stesso lavoro costando un terzo.

Un altro Nitto è il modello 1B, più piccolo e leggero e agganciabile alle viti a metà forcella o tramite adattatori. Ovviamente caro ma non come l'altro costa sui 140 euro e lo trovate qui: LINK NITTO


Ci sono poi i modelli ultraleggeri per borse e per appoggiare piccole cose tra i quali:


Il Nitto M1, M12, M18 oppure l'MF22, variano di poco a seconda dei ganchi e delle bacchette, lascio a voi il piacere di fare una ricerca se ne avete voglia. I prezzi sono sempre alti come del resto la qualità made in Japan. 

LEGGERI E POPOLARI

Se invece volete qualcosa di simile ma non volete spendere tanto, anzi volete spendere il meno possibile perchè lo monterete sulla vecchia bici che usate in città e dovete legare spesso fuori, ci sono dei prodotti che fanno al caso vostro: io ne ho provati due: entrambi sono super economici, fatti decentemente e si possono montare sui bulloni dei freni cantilever/v-brakes, quindi perfetti per le vecchie MTB riutilizzate come bici da città o simili: ve ne metto due che ho usato personalmente per diversi anni e che delle volte ho caricato anche in modo vergognoso (6 bottiglie dell'acqua) e che hanno dato segni di cedimento solo dopo anni.


Il primo modello è d'acciaio in Italia si trova marchiato BRN ma in giro si vede anche con altri nomi, all'apparenza direi più resistente del secondo ma un filo più pesante lo potete ordinare qui a 15 euro o cercare dal vostro ciclista di quartiere: BRN Bernardi portacesto anteriore in acciaio.


Il secondo modello è in alluminio, all'apparenza più rifinito e nonostante il materiale ho potuto usarlo per anni con un cestino sopra sulla mia vecchia MTB ad uso urbano. Anche questo in Italia si trova marchiato BRN e oltre a trovarlo nel vostro negozio di quartiere è disponibile qui a circa 16 euro: BRN Bernardi Portacesto anteriore in alluminio

GANCI ADATTORI in mancanza di occhielli sulla forcella

prodotti dalla Tubus permettono di montare i portapacchi su forcelle senza occhielli. Bisogna stare molto attenti alla circonferenza degli steli della forcella e al montaggio. Li potete trovare qui:

Se volete una borsa comoda a manubrio senza dover montare i portapacchi oggi esistono molte possibilità e su questo scriveremo un post molto presto, per ora mi limito a consigliare due cose: La prima è la famosa e vendutissima Ultimate della Ortlieb:


Per usarla ha bisogni di un attacco che si monta sul manubrio tramite un cavo d'acciaio. Questo gancio è vendibile separatamente in modo da potere usare la borsa su diverse bici e si può usare su ogni tipo di manubrio. Una volta fissato l'attacco la borsa si aggancia e si sgancia in un secondo ed è solidissima, io personalmente la uso da circa 10 anni. La fattura è ancora una volta tedesca, quindi prodotta ottimamente, con attenzione all'ambiente, robustissima e impermeabile. La capienza è di circa 6 litri (ci sono diversi modelli) e va bene per gite di una giornata o come borsa in cui tenere le cose che devono essere a portata di mano durante un viaggio. Ancora una volta i ciclisti più modaioli potrebbero non apprezzarla ma personalmente la reputo veramente ottima. Può essere anche fissata al manubrio con una piccola serratura e generalmente la potete trovare nei vari modelli online tra i 50 e gli 80 euro: LINK

Se non volete nemmeno avere un gancio attaccato al manubrio esistono le classiche borsine del decathlon iper economiche fino alle borse da BikePacking da 300 euro, ma di questo appunto parleremo in un altro post.


martedì 22 novembre 2016

Cestini per la bici: quelli in legno!

In questo post un pò di esempi per il cestino sulla bici. Il cestino è un accessorio comodissimo, per fare la spesa, per appoggiare lo zaino. Potete trovarne in metallo, ma anche il legno. Già fatti o autocostruiti, grandi o elegantissimi! Noi de Le radici degli alberi siamo accaniti ciclisti, ma non come sportivi, usiamo la bici per spostamenti urbani e per viaggi lontani! 


I druidi moderni arrivano a Stonhenge in bicicletta! Ma che tipo di cestino possiamo scegliere? O come possiamo costruircelo? Qui sotto diversi tipi:

Quello minimal: un appoggio con le fasce.


Eleganitissimo:



Elegante e ricercato. Con il porta bicchiere per bibite e caffè e con le fascie per il tappetino  da meditazione per pic nic o per quello da yoga. Chic!





Il massimo: questo è contenuto nel telaio e a sua volta contiene tutto il neccessario per un pranzo al sacco: compreso il tavolino.


Gigante: per fare grandi spese o per lavoro, se non avete una bici cargo.


Varie:



Il carrello autoprodotto!


Con il coperchio, per lasciare qualcosa chiusa dentro mentre la bici è legata.


mercoledì 5 ottobre 2016

Farsi una bici da viaggio o da spostamento urbano di tutti i giorni partendo da una vecchia MTB.

Ancora una volta: in Italia abbiamo tra le migliori bici da corsa al mondo, ma quando ci serve una bici per muoverci in città, per andare al lavoro o per fare un viaggio, non troviamo niente. Basta guardarsi in giro, non è solo un problema di piste ciclabili. La gente usa bici brutte, pericolose, scassate. Eppure queste bici esistono e basta andare in paesi vicinissimi come Svizzera o Germania per rendersene conto. Certo anche trovandole queste bici, costano tanto. Eppure, magari ci siamo dimenticati che in cantina abbiamo una vecchia mountain bike anni '80- '90, in acciaio che sta arrugginendo. Alcune di queste bici erano dei veri capolavori, e possono essere delle perfette bici da viaggio / spostamento urbano. Mettendole a posto: a volte magari riusciamo a conservare solo il telaio, altre molto più. Queste MTB erano nate non solo per fare dell'agonismo, ma per turismo fuori strada ed erano già predisposte per parafanghi, portapacchi e borracce. Però attenzione: quelle da supermercato restano sempre dei rottami. Qui un pò di foto di conversioni da MTB a bici da touring:








Questa è bellissima: classica mtb fine '80 primi '90 a cui è stato messo un manubrio da corsa con comandi "bar ends, sella brooks e aggiunti portapacchi: