"Dopo il mio Parinirvāṇa, nell'epoca della Fine del Dharma, molti affermeranno che mangiare carne conduce all'illuminazione. Ma come possono coloro che mangiano la carne degli esseri viventi essere chiamati discepoli del Tathāgata?"
"Coloro che mangiano carne, anche se raggiungono uno stato simile al samādhi, sono ancora legati al ciclo della nascita e della morte e non possono essere considerati veri discepoli del Buddha."
La sezione che ci interessa si trova nella parte intitolata:
The Four Clear and Definitive Instructions on Purity
(Le quattro istruzioni chiare e definitive sulla purezza)
Più precisamente, il tema compare nella seconda delle quattro istruzioni:
- eliminare il desiderio sessuale;
- non uccidere (ed è qui che si sviluppa il discorso sul mangiare carne);
- non rubare;
- non mentire.
Il passo fondamentale
Il Buddha afferma che chi pratica il samādhi deve rinunciare completamente all'uccisione e che il consumo di carne mantiene il praticante all'interno del ciclo del karma.
Questo sutra anticipa addirittura il veganismo:
Nella stessa sezione compare un'altra affermazione molto interessante, spesso meno conosciuta.
Il Buddha invita chi coltiva il samādhi a evitare non soltanto di mangiare carne, ma anche di indossare prodotti ricavati dagli animali, perché il principio è interrompere ogni partecipazione alla sofferenza degli esseri viventi. Nelle interpretazioni tradizionali cinesi questo è stato esteso anche agli altri derivati animali.
Una precisazione storica importante
Qui emerge una differenza notevole rispetto ai testi più antichi del Canone pāli.
Nel Buddhismo antico il Buddha permette ai monaci di consumare la cosiddetta "carne triplicemente pura", cioè quando:
- non hanno visto l'animale essere ucciso per loro;
- non hanno sentito che è stato ucciso per loro;
- non hanno motivo di sospettare che sia stato ucciso per loro.
1) il problema non è quello in se di mangiare carne, ma quello di uccidere l'animale da cui poi prenderai la carne. E questo significa che praticamente è sempre sbagliato mangiare carne.2) mangiare carne sarebbe possibile in circostanze estreme, ma anche in quelle circostanze l'animale non può essere ucciso apposta per essere mangiato. Direi che quelle circostanze sono più simili a quelle in cui i sopravvissuti di un disastro aereo mangiarono i corpi dei passeggeri morti per sopravvivere.
Purtroppo gli uomini, anche i monaci e anche quelli buddisti, cercano sempre di trovare un modo per fare quello che gli piace di più, in questo caso mangiare.
Lo Śūraṅgama, invece, appartiene alla tradizione Mahāyāna e assume una posizione molto più rigorosa: per chi aspira al samādhi e al sentiero del bodhisattva, l'astensione dalla carne viene presentata come una conseguenza diretta della compassione universale.
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