mercoledì 19 gennaio 2011
Menhirs, dolmen, and circles of stone: the folklore and magic of sacred stone
Siti megalitici in INDIA.
Megaliths in Bhainpur, India
Fantastico sito in cui sono presenti vari menhir e pietre coppellate. Linko una foto!
martedì 11 gennaio 2011
Mi serve una bici per andare al lavoro, per fare la spesa, per andare al pub, per andare al sabba... che bici prendo???
Come avrete capito qui non parliamo di bici da gara, che siano mountain bike o da corsa, non bici per un uso agonistico. Allora se io mi sento un vero sportivo o non riesco a resistere all'estetica di una bici da corsa scintillante, potrei anche pensare di usarne una per spostarmi tutti i giorni. Bisogna ricordarsi però che magari costerà molto e non sarà adatta a strade di città o stradine di campagna sarà facilissimo rubarla o smontarla per rubarne dei pezzi e anche rovinarla. Capito cosa voglio dire? Magari potete anche averne diverse bici, se siete dei veri pazzi come me, magari non resisterete a portarne a casa una vecchia trovata abbandonata o comprarne una in offerta al mercatino. In questo caso potete tenerne una per i lunghi tour, una magri solo per vostra soddisfazione personale e una mostruosa per muovervi tutti i giorni.
LA MIA BICI IDEALE PER TUTTI I GIORNI: Dopo anni ho trovato la mia bici ideale. E' una bici che uso sempre per la sua comodità cosmica! Nel senso che è comoda come postura, gli ho cambiato e regolato sella e manubrio per questo uso. E' comoda come utilizzo: gli ho montato un grande portapacchi con una cassa di plastica: può contenere una grande spesa, gli ho messo le luci con la dinamo a 2 fili e lampadina alogena che sono robustissime e fanno luce come un motorino utilizzando l'energia delle mie gambe e basta. Essendo una mountain bike di 20 anni fa è robustissima, quindi è comodo perchè la posso lasciare in giro e non si rompe mai. Posso anche caricare gente sulla canna senza che patisca il telaio! E' bruttissima, cioè ha un estetica veramente frik. La sua bellezza sta nella sua infinita antiesteticità, di modo che io possa aggiungere portapacchi, cestini, parafanghi, senza che farmi problemi di estetica, anzi la sua mostruosità ne guadagnera. E' difficile che venga rubata: come dicevo è veramente brutta per essere rivenduta. Anche se la metto a posto costantemente e tutto funziona da idea di un rottame e in più è troppo riconoscibile per rubarla e usarla a caso come certi personaggi fanno!
Prossimamente metterò foto e consigli su come realizzare una bici da guerra come la mia!
mercoledì 5 gennaio 2011
Segnalazione escursione!
domenica 19 dicembre 2010
Proviamo a smettere di mangiare carne!
Questa volta, come dicevo, vorrei concentrarmi sul lato culturale riportando frasi di personaggi particolarmente significativi per la nostra storia e civiltà.
> Plutarco:
"Se sostenete che la natura vi ha destinato questo tipo di nutimento, ebbene, allora uccidete voi stessi, da soli, quel che volete mangiare, ma fatelo con le vostre sole mani, senza clava, senza mazza o altre armi."
Plutarco, 46 - 127 d.c. circa, filosofo greco antico vissuto sotto l'impero romano, scrisse un saggio dal titolo "Sul mangiare carne" (Del mangiare carne - Adelphi 2001) da cui riporto anche questo famoso pezzo:
"Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali?"
> Pitagora:
"Coloro che uccidono gli animali per cibarsene saranno più inclini a torturare ed uccidere i loro simili".
Pitagora visse tra il 575 e il 495 ed è stato uno dei più grandi matematici, filosofi della Grecia antica, alle basi della nostra cultura, tradizionalmente considerato l'iniziatore del vegetarianismo in occidente. Così diceva ai suoi discepoli:
"Amici miei, evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono i campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere; ci sono il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una gran quantità di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue né morte. Solo gli animali soddisfano la loro fame con la carne, e neppure tutti: infatti cavalli, bovini e ovini si nutrono di erba"
> Empedocle (filosofo, medico e poeta greco 458-423 A.C.)
"E' una grande vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animali ai quali è stata violentemente tolta la vita".
> Publio Ovidio Nasone (poeta latino 43 A.C. 17 D.C.)
"la provvida terra fornisce ricchezze e miti alimenti e offre senza stragi e senza sangue".
>Leonardo da Vinci:
"Colui che non rispetta la vita, non la merita."
Leonardo da Vinci visse in Europa tra il 1452 e il 1519, fu uno dei più grandi scienziati e artisti di sempre. Non credo ci sia bisogno di dire altro sul di lui. Leonardo considerava il i corpi dei carnivori come tombe degli animali di cui essi si nutrivano.
Nei suoi scritti affermava anche: "Moltissimi cuccioli di questi animali verranno portati via, squarciati e massacrati barabaremente."
(Continua...)
Santa lucia e il Solstizio d'inverno.

Ho scelto questa foto per raffigurare Santa Lucia, in cui si vede associata ad una sorgente. Insolito, ma ancora una volta collegata a culti naturali precristiani
Detto questo perchè questo collegamento tra Santa Lucia, il solstizio d'inverno, il nome Lucia = luce (latino Lùcia: radice è lux, lucis, luce) e i vari simbolismi degli occhi? Molto strano che si tratti di una santa realmente esistita in quel di Siracusa intorno al 300, anni di cui non si sa niente di certo e che sia morta proprio in quello che si credeva il giorno più corto dell'anno! Mia nonna raccontava che ai sui tempi i regali non li portava Babbo Natale e nemmeno Gesù bambino, ma Santa Lucia!
Divinità solare quindi? Per gli antichi nel giorno più corto dell'anno moriva il sole per poi risorgere in quello dopo. Non bisogna essere tratti in inganno dal nome maschile del sole, Belisama ad esempio era una divinità solare, consorte di Belus. Per i giapponesi la dea più importatante (nello Shintoismo) è Amaterasu, dea del sole, dai cui si pensava derivasse per discendenza diretta l'imperatore! Il collegamente come succede quasi sempre con le feste cristiane europee è molto facile. Una Dea del sole che moriva durante il giorno in cui il sole arrivava quasi a sparire, e che ogni anno veniva festeggiata proprio quel giorno. Andando a cercare un pò più a fondo si finisce in Sicilia, dove si dice che sia vissuta questa santa. Simboli di questa "santa" sono le spighe di grano, la luce, gli occhi, che ci rimandano direttamente a Demetra e ad altri culti di origine greca profondamente radicati nella Magna grecia e che sopravvivono in molti casi ancora oggi.
Anche Lucia quindi.
domenica 28 novembre 2010
MASCHE E MASCONI: 7) IL MASCONE DI ALESSANDRIA.
Di Guido
>>> Vedi l'indice dei post dedicati alle storie di MASCHE E MASCONI!Sono anni che vorrei scrivere due parole su questo argomento. Mi metto oggi un po' di fretta, come al solito su queste pagine, altrimenti rischia di restare nel mondo dei pensieri, come tanti altri post mai scritti.
Per cercare di capire cosa fossero realmente le masche, una delle cose più interessanti da fare è leggere i racconti e le leggende locali. Su questo argomento tornerò sicuramente in futuro. Un libro essenziale è “Masche” di Donato Bosca e Bruno Murialdo (Priuli & Verlucca).
Per quanto riguarda questa storia, purtroppo, non ho trovato altre testimonianze scritte. Negli ultimi anni, però, imbattendomi in racconti simili, mi sono tornate alla memoria varie parti di una storia che mio nonno mi aveva raccontato più volte, quando da piccolo mi portava in bicicletta per Alessandria e lungo alcune stradine di campagna appena fuori dalla città.
Mi ricordo ancora bene un pezzo di una frase in dialetto che mi disse:
“…u iera un mascòn cul fava la fisica…”
che voleva dire, più o meno: “…c'era un mascone che faceva la fisica…”.
Fino a pochi anni fa non avevo ben chiaro cosa volesse dire fare la fisica e men che meno cosa fosse veramente un mascone.
Nel resto della storia si parlava di temporali, soprattutto di temporali. Mio nonno raccontava di questo personaggio che viveva, o almeno si aggirava, tra i bastioni che fino al dopoguerra circondavano il centro della città di Alessandria e che faceva delle magie, almeno questo era quello che capivo io. Faceva dei fuochi, disponeva dei rami e faceva cose del genere.
Mio nonno è morto quasi dieci anni fa e purtroppo non posso più chiedergli niente.
I luoghi in cui viveva questo personaggio non esistono più da almeno mezzo secolo. I bastioni erano infatti le fortificazioni che circondavano la città, in corrispondenza di quella che oggi è la circonvallazione intorno al centro. All'epoca l'urbanizzazione non si era ancora espansa verso l'esterno e tra le fortificazioni esistevano zone selvagge, boschetti, prati e corsi d'acqua.
Esistono ancora alcuni resti nascosti all'interno di isolati e soprattutto i bastioni che circondano la Cittadella (foto sopra) e, guardandoli, mi sono fatto un'idea di come dovevano essere quelle zone della città fino al secondo dopoguerra.
Per tornare al nostro Mascone, ricordo la descrizione di un vecchio, quasi una specie di barbone, con la barba e dei vestiti strani, che ogni tanto qualcuno vedeva fare queste cose — quelli che oggi definirei dei piccoli riti.
Non ricordo se mio nonno lo avesse mai chiamato mago o stregone. Io lo immaginavo un po' così.
Anni dopo ho trovato riferimenti al termine mascone come forma maschile di masca e ho incontrato anche l'espressione “fare la fisica”, anzi “battere la fisica” usata per indicare pratiche magiche, fatture e rituali. Il significato preciso che avesse per mio nonno, però, non posso più saperlo. Per lui e per le persone della sua generazione, la fisica sembrava comprendere in generale quelle “cose strane” dei loro tempi: storie di masche, soprannaturale, magie e fatti inquietanti.
“battere la fisica” - "Robe di masche"
Questa storia mi è cara per vari motivi e probabilmente ha influenzato il mio immaginario durante l'infanzia.
La presenza delle masche e delle figure ad esse collegate, quindi, non apparteneva necessariamente soltanto alle zone collinari e montuose della nostra regione. Anche ad Alessandria esistevano racconti e memorie di questo tipo, ma probabilmente l'urbanizzazione e l'industrializzazione ne hanno cancellato più velocemente le tracce.
Sono alla ricerca di altre testimonianze.


