giovedì 4 maggio 2017

San Baudolino: i Longobardi, Alessandria e un santo ancora un pò pagano.

Molte volte le nostre ricerche si incrociano con il cristianesmo, ed è in esso che molte credenze precristiane sono arrivate a noi vive. La sua festa si celebra il 10 Novembre.

SAN BAUDOLINO è il santo patrono di Alessandria. La cosa interessante è che il santo morì verso il 740 d.c. più di quattro secoli prima della fondazione della città. Questo è interessante per vari motivi. Ci ricollega al fatto che Alessandria venne fondata si nel 1168, ma riunendo borghi pre esisteti molto antichi. Comunque stiamo parlando di un periodo, quello in cui visse il santo, che in queste zone è ancora molto remoto. I romani giunti da queste parti avevano fondato il centro di Villa del Foro (luogo natale del santo) ma a parte le poche città sparse per il nord-ovest della penisola, la romanizzazione fu molto lenta e mai profonda. La stragrande maggioranza della popolazione continuava a vivere nelle campagne, composte in gran parte da foreste, a parlare lingue "barbare" (pensiamo che ancora ai suoi tempi Dante nel de vulgari eloquentia" parla di Torino, Trento e Alessandria come luoghi in cui si parlano "lingue volgari bruttissime") e la cristianizzazione era alquanto relativa. In oltre dopo i romani arrivarono i goti e poi, quello che ci interessa più da vicino i Longobardi.

 Liutprando re d'Italia, Pavia 690-744

Da queste parti, rispetto ad altre zone, si parla sempre molto poco dei Longobardi, popolo germanico proveniente dalla Scandinavia meridionale che regnò per ben due secoli gran parte della penisola. In modo particolare il Nord fu pesantemente segnato: in questo periodo la Gallia Cisalpina prese il nome di Lombardia e la capitale fu Pavia, quindi a poche decine di chilometrida qui. Gran parte dei cognomi locali, specialmente quelli nobiliari (Guasco ad esempio) sono di origini Longobarde.

Come abbiamo detto quindi in periodo romano da queste parti fu abbastanza breve e prevalentemente relegato in pochi centri urbani. Per questo motivo non ci restano molte testimonianze del primo millennio dopo Cristo, ma proprio in questo periodo visse il nostro caro santo.

Iniziamo con il dire che già il nome Baudolino, deriva dal dio norreno Baldr (e torniamo alla solita radice pre indoeuropea Bal, Bel, lo splendente, il bellissimo) probabilmente legato al Sole e alla natura. Di lui sappiamo pochissimo, che viveva da eremita nei boschi attorno al Tanaro e che si occupava dei rapporti magici con la natura e con gli animali. La prima testimonianza ci viene da Paolo Diacono (Paul Warnefried) coevo non solo di Baudolino ma anche di Carlo Magno. Ci racconta che il santo aveva doti soprannaturali, riusciva a prevedere il futuro e a fare miracoli e ce ne racconta uno, non troppo clamoroso: Durante una battuta di caccia nella Silva Urba (la piana di Marengo a pochi chilometri) il nipote di Liutprando Anfuso fu erroneamente colpito, e il re mandò un messo a chiamare Baudolino affinché gli prestasse le cure necessarie. Nel frattempo Anfuso morì e quando il messo giunse dall'eremita questi affermò di sapere già tutto e di non poter fare più niente perché il giovane era già spirato. Da questo miracolo Umberto Eco prese spunto per un articolo sul carattere degli alessandrini e poi per il suo libro "Baudolino".

 Paolo Diacono

Baudolino e le Oche: La storia più famosa è quella delle oche: dai boschi uscirono queste oche selvatiche che devastavano i campi di Villa del Foro contro le quali i contadini non potevano niente. Così si decise di interpellare Baudolino che arrivò e ordinò ai volatili di presentarsi al suo cospetto, cosa che tra lo stupore dei cittadini avvenne. Il santo fece rinchiudere tutte le oche per la notte e l'indomani le liberò raccomandandosi di allontanarsi e di smetterla con i danni. Le oche però restarono li facendo un gran rumore. Un'oca venne stata rubata nella notte, così Baudolino se ne fece portare un'altra e le oche finalmente volarono via. Il miracolo della cerva. Un'altro "miracolo" è quello della cerva. Anche questa storia ci è arrivata nella sua versione rimaneggiata durante il medioevo: Il santo eremita infatti doveva recarsi dal vescovo di Acqui (e di questo non esiste nessuna prova) e venne accompagnato da un giovane al quale però durante il cammino venne una sete insopportabile. Allora Baudolino chiamò una cerva che lo ristorò con il suo latte freschissimo. Ancora un'altra volta il nostro eremita dovette recarsi dal vescovo di Tortona che voleva assolutamente conoscerlo e così per attraversare il fiume Bormida stese il suo magico mantello e ci camminò sopra arrivando miracolosamente dalla parte opposta.


San Baudolino di solito è rappresentato con sembianze episcopali storicamente impossibili, circondato da oche e cervi.

Il santo di solito è rappresentato come un vescovo con vestiti episcopali recenti, storicamente impossibili, immagine che ci dà un'idea sbagliata. Nel medioevo le testimonianze realistiche si mischiarono con altre assurde come quelle in cui fosse stato vescovo di Alessandria anche se era morto più di quattro secoli prima della fondazione della città! Oppure quella in cui si dice che intorno al 1200 fosse stato visto sui bastioni a difendere il capoluogo. Per dare un'idea migliore del periodo in cui visse l'eremita è interessante visitare qualcuna delle chiese più antiche della zona che purtroppo sono comunque di molti secoli successive a Baudolino come ad esempio San Secondo a Cortazzone (di cui parliamo dettagliatamente qui: LINK) o Santissima Trinità da Longi a Castellazzo. Queste chiese romaniche che probabilmente risalgono al  1000-1100 (questa zona era così remota che non abbiamo quasi mai documenti scritti) sono ancora legate profondamente ad un estetica barbarica e primitiva e ci fanno pensare quanto dovessero essere remote e misteriose le nostre terre 3-4 secoli prima.

Pieve di San Secondo a Cortazzone (AT): Decorazioni barbariche più o meno ordinate, accoppiamenti rituali, simboli incomprensibili. Il cristianesimo ancora incerto attorno all'anno 1000 si mescola con leggende locali di origine celtica e con credenze germaniche arrivate con i longobardi. Di questa chiesa parliamo dettagliatamente qui: LINK

APPENDICE: La chiesa di San Baudolino a Villa del Foro è dedicata anche a Santa Varena, altra santa le cui origini si perdono nel tempo e profondamente legata a prodigi soprannaturali. A lei è dedicata la pietra guaritrice con poteri taumaturgici di antiche origini pagane sulla quale è costruita la chiesa [LINK]

Bibliografia:
Giuseppe Amato: Vita di San Baudolino
Umberto Eco: Baudolino

Links:
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Baudolino

Nessun commento:

Posta un commento