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lunedì 10 agosto 2026

Ciclismo lento: alternativo e divertente, Party Pace, e altro.

Oltre la Lycra e il Cronometro: un'introduzione veloce al movimento "Party Pace"

Se siete stanchi di un ciclismo dominato da segmenti Strava, watt, telai in carbonio da migliaia di euro e completini attillati all'ultima moda, non siete soli. Esiste una sottocultura globale che sta riportando la bicicletta alla sua natura più bella: quella sensazione di libertà, gioco ed esplorazione che tutti abbiamo provato da ragazzini quando uscivamo in bici con gli amici ad esplorare zone sempre più lontane!

Per anni personalmente ho vissuto la bici in questo modo, rimettendo a posto le mie vecchie MTB anni 80-90, cercando nuove bici che non fossero ne da corsa ne mtb da gara, bici con cui fare tutto, con portapacchi e cestini. Con un amico 20 anni fa avevamo ideato il "ciclismo enigmatico" un sorta di dadaismo legato alla bici. A Roma c'era un gruppo che praticava l'UFO ciclismo, praticamente giri in bici sociali con luci per incontrare niente meno che gli extraterrestri! Ogni volta però che ho conosciuto qualcuno con cui fare qualche giro di questo tipo è sempre finita che dopo un po' si cercava la competizione, la performance, la bici sempre più leggera e costosa... il fatto è che a me non è mai interessata ma bici da 7 kg ma quella robusta e comoda! Non mi interessano i pedali con ganci ed esteticamente (ma anche praticamente) non sopporto ne i telai in carbonio ne i vestitini da ciclista professionista! Alla fine sono sempre rimasto da solo (che poi girare in bici da soli è anche bello!) e ho usato la bici per fare cose come visitare i siti megalitici! In ogni caso per fortuna nell'ultimo decennio mi sono accorto che in giro per il mondo c'era altra gente che viveva la bici similmente a me, ma che di questo tipo di ciclismo ne ha fatto un movimento e in certi casi addirittura una professione. In questo articolo facciamo il punto su cos'è il Party Pace, chi lo ha codificato e quali sono i canali, i blogger e i punti di riferimento da seguire in Italia e nel mondo per pedalare felici e rilassati.





1. Che cos'è il "Party Pace"?
Il termine significa letteralmente "passo da festa". Non indica una festa selvaggia, ma lo spirito sociale, celebrativo e inclusivo dell'uscita. A differenza del classico "ciclismo lento" o del "fondo lento" (che nascono comunque come concetti di allenamento sportivo), il Party Pace è una sorta di ribellione conscia. L'andare piano e godersi il giro, è rivendicato.

Oltre al CICLISMO LENTO
Mentre il "ciclismo lento" tradizionale è una definizione puramente legata alla velocità fisica o all'approccio turistico classico, il Party Pace è un concetto quasi "filosofico" e culturale molto più profondo.




 
Lo Scopo della Sosta

Ciclismo Lento: Ci si ferma perché si è stanchi, per guardare una mappa, per fare una foto al monumento o perché si è arrivati a destinazione.

Party Pace: Le soste sono la colonna portante del giro, non un'interruzione. Si pianifica l'uscita in funzione delle soste: fermarsi a fare il caffè con il fornellino nel bosco, mangiare un pezzo di torta, fare un bagno in un fiume o fare uno schizzo ad acquerello. La pedalata è anche il mezzo per unire questi momenti di relax. 





Il Rifiuto Attivo della Tecnologia

Ciclismo Lento: Chi va lento semplicemente ignora i dati o li usa solo come pura utilità secondaria.

Party Pace: È una scelta di ribellione conscia e ironica contro lo "strapotere" di Strava, dei sensori di potenza e dell'ossessione per il peso della bici e della performance sportiva. Chi fa Party Pace sceglie deliberatamente di lasciare a casa i computerini o di usarli solo per la mappa, godendosi il momento, prendendosi la libertà di cambiare strada al momento.

I pilastri della filosofia:

Velocità conversazionale: Il ritmo si adatta sempre alla persona più lenta del gruppo, permettendo di chiacchierare senza affanno. Una cosa importantissima è che non si esce per fare una performance sportiva, per i tempi e nemmeno per farsi un fisico sportivo, si esce per il piacere di farlo. Si va quindi ad una velocità sociale adatta a tutti e anche quando si è da soli ci si gode il giro. E' quindi un'attività davvero inclusiva!

Le soste edonistiche: Non ci si ferma solo perché si è stanchi, ma per bersi (o farsi) un caffè, un tea o una birra, fare un picnic, scattare foto o anche dipingere e suonare. La pedalata è il mezzo per unire questi momenti di relax.




Vicino a questo movimento c'è anche l'estetica "Xbiking": Rifiuto del consumismo sportivo. Si prediligono vecchie mountain bike in acciaio degli anni '90 restaurate, borse in tessuto cucite a mano da piccoli artigiani e abbigliamento comodo (camicie di flanella e pantaloncini larghi).

NOTA critica: ovviamente, come in tutti i movimenti poi si finisce anche ad esagerare: magari si trova una bella bici anni 90 da 50 euro e poi si spendono 200 euro solo per i freni della marca chic. Oppure si finisce a fare gli snob con le bici e le borse da viaggio classiche e poi si comprano le borse più chic che sono presentate come "indy" ma sono prodotte in Cina e costano 3 volte quelle prodotte in Europa. MI dispiace aggiungere questa piccola polemica, ma questo post non sarebbe stato completo. Ma torniamo alle cose interessanti:

I Pionieri: Chi c'è dietro al movimento?

Russ Roca & Laura Crawford
(Path Less Pedaled)
Nel 2009, Russ (fotografo) e Laura (scrittrice e orefice) vendono tutto per vivere in viaggio in bicicletta. Nel 2020 coniano ufficialmente il marchio e l'espressione PARTYPACE. Sul loro canale YouTube e sul sito ufficiale Path Less Pedaled recensiscono componenti non convenzionali e promuovono il ciclismo alternativo per le persone comuni, normalizzando la lentezza.




Il Papa del Ciclismo Romantico: Ronnie Romance (Instagram / YouTube)
Noto anche come Ultra Romance o Benedict, è l'icona estetica assoluta del movimento. Con la sua estetica ottocentesca, vive il ciclismo come "surfare la terra". È un imprenditore geniale che detta i trend della nicchia con il suo brand di borse e telai classici Ron's Bikes e la linea di copertoni Ultradynamico.



La Community Internazionale: Blogger e YouTuber da seguire

Probably Riding: (UK/Korea) Gestito da Marcus, è il perfetto esempio di Party Pace urbano e giovanile. Si concentra su sfilate e raduni di gruppo focalizzati sulla salute mentale e sui caffè all'aperto.

The Radavist: (USA) Il blog/portale globale di riferimento per la cultura alternative cycling. Fotografie mozzafiato di bici artigianali in acciaio e viaggi selvaggi. Grande fonte d'ispirazione.

Bikepacking.com: Il sito e canale YouTube definitivo per viaggiare in bici in autosufficienza, con guide, tutorial e un focus fortissimo sulla connessione con la natura.

Blue Lug: (Japan) Canale YouTube di un leggendario negozio di Tokyo. Sono i re dell'estetica Xbiking asiatica, tuttavia per niente economici.

Gary's Projects: (Australia) Il re del fai-da-te. Compra vecchie mountain bike da 50 sterline e mostra come trasformarle in bellissimi mezzi da viaggio sterrati con un approccio terra-terra.

E in Italia? Come fuggire dal "Fissati per la Performance" o dallo "Chic"

L'Italia ha una cultura ciclistica storicamente legata alla competizione o al lusso della moda gravel. Trovare lo spirito genuino del Party Pace richiede di guardare fuori dai circuiti commerciali classici:
Witoor / Bike Night: Organizzatori di eventi inclusivi per eccellenza. Le loro Bike Night sono pedalate notturne di 100km senza cronometro, aperte a qualsiasi bici (dalle e-bike alle grazielline), dove il focus è mangiare torte ai ristori e stare insieme.
La Stazione delle Biciclette: Storica officina e negozio di Milano. Il loro blog e i social sono un punto di riferimento per chi cerca marchi alternativi (Surly, Salsa), telai in acciaio e accessori da viaggio pratici, lontani dalle mode passeggere.

Le Ciclofficine Popolari: Per trovare la vera cultura del recupero e dell'Xbiking italiano, la cosa migliore è frequentare le ciclofficine di quartiere (come la Ciclofficina Stecca a Milano o simili a Torino, Bologna e Roma). Lì si impara a riparare vecchi telai e si incontra la community più genuina.
I "Trail" Regionali (In modalità Unsupported): Eventi come il Tuscany Trail o il Veneto Trail attirano ciclisti competitivi, ma la stragrande maggioranza dei partecipanti li affronta in puro spirito Party Pace: pedalando tutto il giorno senza ansia, dormendo in tenda e fermandosi a mangiare nelle trattorie locali.

martedì 22 novembre 2016

Cestini per la bici: quelli in legno!

In questo post un pò di esempi per il cestino sulla bici. Il cestino è un accessorio comodissimo, per fare la spesa, per appoggiare lo zaino. Potete trovarne in metallo, ma anche il legno. Già fatti o autocostruiti, grandi o elegantissimi! Noi de Le radici degli alberi siamo accaniti ciclisti, ma non come sportivi, usiamo la bici per spostamenti urbani e per viaggi lontani! 


I druidi moderni arrivano a Stonhenge in bicicletta! Ma che tipo di cestino possiamo scegliere? O come possiamo costruircelo? Qui sotto diversi tipi:

Quello minimal: un appoggio con le fasce.


Eleganitissimo:



Elegante e ricercato. Con il porta bicchiere per bibite e caffè e con le fascie per il tappetino  da meditazione per pic nic o per quello da yoga. Chic!





Il massimo: questo è contenuto nel telaio e a sua volta contiene tutto il neccessario per un pranzo al sacco: compreso il tavolino.


Gigante: per fare grandi spese o per lavoro, se non avete una bici cargo.


Varie:



Il carrello autoprodotto!


Con il coperchio, per lasciare qualcosa chiusa dentro mentre la bici è legata.


martedì 20 marzo 2012

Autoprodursi un cestino porta pacchi per la bici.

In questi giorni sto costruendo un nuovo mega-portapacchi per la bici. Dopo aver cercato per anni il cestino ideale (ne ho visti di bellissimi online, ma troppo difficili da trovare anche per corrispondenza) alcuni mesi fa ho costruito il mio primo baule di legno con lucchetto. Mi serviva per quando vado a correre in bici, specialmente d'inverno. Lascio sempre una giacca pesante sulla bici, ma ho sentito di gente a cui hanno rubato la roba quindi ho trovato questa soluzione.

Il problema è che oltre a pesare 200 kg (problema relativo, la mi bici urbana da guerra pesa una tonnellata) è diventato scomodo perchè quando lo uso devo sempre prendere le chiavi del lucchetto. Quest'ultimo, in oltre fa un casino incredibile. Ora sto creando una nuova mostruosità di cui caricherò le foto appena finito il lavoro.

Cercando online comunque ho trovato molti bei link e modelli a cui ispirarsi.



Spero sia una cosa utile!

giovedì 1 dicembre 2011

Introduzione al ciclismo enigmatico.

Il ciclismo enigmatico è un movimento filosofico spirituale, strettamente legato all'utilizzo della bicicletta come veicolo di ascesi ad una nuova vita. Questo movimento è nato nei primi anni del terzo millenio in Europa anche se si può dire che sia un movimento cosmico. La bicicletta fino ad oggi è stata vista come un mezzo di locomozione sportivo oppure un modo utile a migliorare la vita nelle città, un mezzo non inquinante e comunque come un qualche cosa di sociale e a volte politico. Eppure sappiamo tutti che la bici ha sempre avuto una stretta relazione con il lato spirituale e trascendentale di artisti e personaggi nella storia degli ultimi 2 secoli. Conosciamo tutti l'episodio del "Giorno della bicicletta", quando Hofman dopo aver sperimentato per la prima volta il suo LSD, tornò a casa, scortato da un suo aiutante, su di una bicicletta. Uno dei più grandi sciamani della nostra epoca, un nuovo rituale. Tutti quelli che utilizzano la bicicletta, e che hanno raggiunto un livello di illuminazione sufficiente (non c'è da preoccuparsi, la maggiorparte della gente lo ha raggiunto, non è un livello molto alto!) sanno che si tratta di un'esperienza particolare. Anche solo usarla per andare a fare la spesa, una volta sulle 2 ruote si entra in uno speciale stato di coscienza.

Eppure, se la guardiamo superficialmente la bici è solo di un mezzo di trasporto, un telaio con due ruote e qualche accessorio. Si, questo è un modo molto superficiale di vedere la bicicletta.

Come prima cosa, sappiamo tutti che questo veicolo, a differenza delle auto o degli altri mezzi motorizzati, è completamente libera da motori e quindi non necessita di nessun carburante, non rilasciando nessuna sostanza inquinante. Non raggiunge (almeno se non parliamo di velocisti professionisti) velocità altissime, e quindi di per se stessa è molto poco pericolosa per chi la guida, sia per chi dovesse entrare in collisione. Siano essi animali selvatici o umani. La bici può percorrere anche strade non asfaltate ma sentieri e avere un impatto ambientale molto basso. La bici è quindi un manufatto che ci aiuta molto e che si inserisce molto bene nel contesto cosmico naturale. Questa è la base di tutto, non si potrebbe parlare di mezzo adatto a raggiungere un più alto livello di conoscienza se stessimo parlando di una bomba atomica o di un'automobile per esempio. Però è solo la base. Infatti la bicicletta è molto di più.

Esercizio primo: Prendete la vostra bicicletta, uscite e cercate una strada poco trafficata o meglio ancora un sentiero fuori dalle aree urbanizzate. Pedalate, cercando di dimenticare tutti i vistri problemi, vedrete che la bicicletta vi aiuterà in questo. Trovate il ritmo giusto, quello che fa per voi: un ritmo moderato, senza fatica. Dimenticatevi di tutto e pedalate fino a quando ve la sentite poi quando vi sentirete soddisfatti tornate a casa. IMPORTANTE: questo primo viaggio non deve avere una metà finale o una lunghezza prefissata! 

martedì 7 giugno 2011

Feticismo sfrenato: cestini per le biciclette.

Tra i miei feticismi più insensati e incomprensibili c'è quello dei cestini da bicicletta. DI qualsiasi tipo, meglio se moostruosi!!! Eccone tre fotografati oggi davanti all'Esselunga di Alessandria:

1) Doppio DIY e veramente hardcore!

2) Varietà e posteriore di classe!

3) Doppio classico.

4) ...poi nel mio cortile:

5) ...e in centro, una certa eleganza!

martedì 11 gennaio 2011

Mi serve una bici per andare al lavoro, per fare la spesa, per andare al pub, per andare al sabba... che bici prendo???

Mi serve una bici per andare al lavoro, per fare la spesa, per andare a scuola, per andare al pub, per andare al sabba, per fare un giro divertente, per fare un giro psichedelico, per migliorare il mio karma o per simili utilizzi di tutti i giorni... che bici prendo???


La mia bici: manubrio altissimo, parafanghi d'acciaio, portapacchi grande, telaio MTB da 2 tonnellate. Cos'altro volere per sopravvivere ogni giorno?

Direi che ci sono infinite possibilità: la bici mi rispecchia, in tutti i sensi. La bici è come un vestito. Quindi voglio un vestito comodo? Robusto? Fighissimo? Sportivo? Ecco io farei un ragionamento di questo tipo.
Come avrete capito qui non parliamo di bici da gara, che siano mountain bike o da corsa, non bici per un uso agonistico. Allora se io mi sento un vero sportivo o non riesco a resistere all'estetica di una bici da corsa scintillante, potrei anche pensare di usarne una per spostarmi tutti i giorni. Bisogna ricordarsi però che magari costerà molto e non sarà adatta a strade di città o stradine di campagna sarà facilissimo rubarla o smontarla per rubarne dei pezzi e anche rovinarla. Capito cosa voglio dire? Magari potete anche averne diverse bici, se siete dei veri pazzi come me, magari non resisterete a portarne a casa una vecchia trovata abbandonata o comprarne una in offerta al mercatino. In questo caso potete tenerne una per i lunghi tour, una magri solo per vostra soddisfazione personale e una mostruosa per muovervi tutti i giorni.

La mia bici nell'assetto attuale parcheggiata alla coop.


LA MIA BICI IDEALE PER TUTTI I GIORNI: Dopo anni ho trovato la mia bici ideale. E' una bici che uso sempre per la sua comodità cosmica! Nel senso che è comoda come postura, gli ho cambiato e regolato sella e manubrio per questo uso. E' comoda come utilizzo: gli ho montato un grande portapacchi con una cassa di plastica: può contenere una grande spesa, gli ho messo le luci con la dinamo a 2 fili e lampadina alogena che sono robustissime e fanno luce come un motorino utilizzando l'energia delle mie gambe e basta. Essendo una mountain bike di 20 anni fa è robustissima, quindi è comodo perchè la posso lasciare in giro e non si rompe mai. Posso anche caricare gente sulla canna senza che patisca il telaio! E' bruttissima, cioè ha un estetica veramente frik. La sua bellezza sta nella sua infinita antiesteticità, di modo che io possa aggiungere portapacchi, cestini, parafanghi, senza che farmi problemi di estetica, anzi la sua mostruosità ne guadagnera. E' difficile che venga rubata: come dicevo è veramente brutta per essere rivenduta. Anche se la metto a posto costantemente e tutto funziona da idea di un rottame e in più è troppo riconoscibile per rubarla e usarla a caso come certi personaggi fanno!

Prossimamente metterò foto e consigli su come realizzare una bici da guerra come la mia!

venerdì 14 novembre 2008

La bicicletta e l'inqinamento urbano

La bicicletta e l'inqinamento urbano
(uno dei primi critical mass organizzati ad Alessandria)

Ho ricevuto via e-mail questo interessante scritto e ho deciso di postarlo qui:

Tra i tanti miti da sfatare c'è quello per cui è meglio andare in macchina che in bici per proteggerci dallo smog.È dimostrato che è vero il contrario: si respira più smog in auto (in particolar modo durante le fermate/partenze ai semafori), mentre in bici questo effetto è minore (a patto di non andare a 40 km/h in città, il che presenta però altre controindicazioni). A scanso di equivoci è bene precisare, comunque, che si respira meglio in un ambiente non inquinato rispetto ad un ambiente inquinato (Catalano) D´altronde risulta evidente a tutti che un maggiore uso degli spostamenti a piedi, mezzi di trasporto collettivo e bicicletta sia altamente auspicabile dal punto di vista della riduzione dell´inquinamento dei centri urbani. Ciò permetterebbe di eliminare il secondo triste primato che contraddistingue le nostre città a livello europeo: non solo sono le più insicure (dal punto di vista degli incidenti stradali), ma sono anche le più inquinate. Non è quindi neanche il caso di sottolineare che un maggior uso della bicicletta riduce l´inquinamento veicolare, oltre ad essere più economico e sicuramente più veloce sulle distanze brevi. Si vuole però ricordare un altro"effetto secondario" dell´uso della bicicletta: fa bene alla salute! Le persone che usano regolarmente la bicicletta si ammalano di meno e si assentano meno giorni dal lavoro per malattia. Un esercizio moderato ha diversi vantaggi fisici e mentali, quali:

  • migliora la regolazione dei zuccheri nel sangue,
  • previene l´ipertensione arteriosa,
  • riduce l´assorbimento del colesterolo dannoso,
  • rafforza il sistema immunitario,
  • rafforza il cuore, i muscoli, le ossa e i tendini,
  • riduce il rischio di diabete, osteoporosi, problemi cardio-vascolari e cancro,
  • riduce stress, tensioni, ansietà e leggere forme depressive.

In particolare studi approfonditi condotti sull´argomento hanno quantizzato quanto segue: il numero di anni di vita guadagnati come risultato dell´uso regolare della bicicletta è 20 volte maggiore degli anni perduti dai ciclisti negli incidenti stradali. Questo naturalmente non ci deve far accettare l´attuale livello di sicurezza della strada, ma ci deve confermare sulla validità, ma anche sull´utilità della scelta effettuata.

Al riguardo segnalo anche questo sito utile e interessante:
PIEMONTE CICLABILE
http://www.piemonteciclabile.it/