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| Sacrifici umani nella foresta di Uppsala. |
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| Foresta antica. |
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| L'Albero prima della Cattedrale nell'Europa Medievale. Il Santuario di Romuva in Lituania. |
(1) Tratto da "Celtic Miysteries" by John Sharkey - Thames and Hudson 1975
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| Sacrifici umani nella foresta di Uppsala. |
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| Foresta antica. |
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| L'Albero prima della Cattedrale nell'Europa Medievale. Il Santuario di Romuva in Lituania. |
| Un bellissimo cedro a Vignale Monferrato (AL) |
| Un albero sacro a Kyoto, Giappone 2018. |
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| La sfera "aura" di un albero |





La Quercia di Tassarolo, meglio conosciuta come "Rovere Verde" è un raro esemplare di Quercia Crenata, cioè un ibrido naturale tra il Cerro (Quercus cerris) tipico del nostro Appennino e la quercua da sughero (Quercus suber). E' molto difficile trovarla in Piemonte perchè è' una specie oroginaria dal mediterraneo. Ne esistono poche decine di esemplari isolati ed è proibito l'abbattimento per legge regionale. E' sempre verde.

Questo esemplare si trova appunto nei pressi dell'abitato di Tassarolo tra i vigneti a pochi chilometri dalla cittadina di Novi (AL). A parte la sua bellezza è un albero importante per la sua età: più di 400 anni. Si ha infatti notizia di questa quercia negli atti parrocchiali del 1625 e del 1640 e in particolare alcuni documenti del 1631 la indicano come luogo di sepoltura dei morti della peste (quella manzoniana), e questo ci fa capire come fosse già un albero di dimensioni notevoli. Leggende locali attribuiscono a questo albero bellissimo addirittura 600 anni. In definitiva l'albero si presenta in condizioni buonissime, non ha alcuna marcescenza, non dimostra assolutamente i suo quattro secoli o più. Si trova in un punto bellissimo, anche se il paese è pochi passi, si trova riparato da vigneti e da un boschetto ed è avvolto dalla tranquillità. Se amate gli alberi potete sentirne chiaramente la sua imponente presenza, soprattutto se toccate la sua bellissima corteccia.
Bibliografia / Links
> Testo PDF della Regione Piemonte: LINK
> Boschi del Piemonte, di Stefano Camanni. Priuli e Verlucca.
> Alberi monumentali in Piemonte, A.V.. Priuli e Verlucca.
...
Dal sito di Tassarolo ho trovato questa foto della quercia verde ricoperta di neve:

PIANTIAMO ALBERI CONTRO LA SPECULAZIONE EDILIZIA
(Evento di sensibilizzazione nazionale)
DAL 1 AL 31 MARZO 2009
Piantare alberi come protesta pacifica contro la speculazione edilizia e gli abbattimenti, contro l'abbruttimento del paesaggio, contro l'ignoranza e la stupidità umana. Piantare alberi pensando alle generazioni future. Villa dei Ligustri appoggia quest'evento per sensibilizzare al recupero e alla valorizzazione del territorio. Tutti i membri (e non solo) possono partecipare, in contempornaea in tutta italia. Se i costruttori senza scrupoli e le amministrazioni corrotte distruggono il paesaggio noi, invece, lo ricostruiamo piantando alberi.
Ogni partecipante può piantare un singolo albero oppure tanti alberi nella propria regione, nel proprio territorio, nel proprio giardino di casa. Non conta il numero di esemplari piantati ma il gesto, che deve essere un grido di rabbia, deciso, contro il brutto e il degrado.
Alle porte di Portgruaro ho invece incontrato una quercia antichissima, ha forse 700 anni. Si dice sia uno degli albri più antichi in terra veneta. E' una vera e propria opera d'arte della natura, una divinità vivente che possiamo toccare. Il tronco antichissimo è vuoto e sinuoso e alla sola vista già da lontano mi ha colpito molto profondamente. Poi la si può toccare e a quel punto anche pensare a quanti avvenimenti è sopravvissuta! Il rispetto e l'ammirazione nei suoi confronti sono enormi infatti a quanto ho capito anche gli abitanti della zona la considerano sacra in qualche modo. Anche in questo caso si tratta di una farnia ed è stata dichiarata monumento nazionale!

Come si diceva è uno degli alberi monumentali più grandi d'Italia: oggi circa 40 metri di altezza per quasi 8 di circonferenza alla base. Si tratta di un Platano Occidentale (Platanus Occidentalis L.) originario del mediterraneo orientale, stranamente in questo punto ha trovato il posto ideale per svilupparsi fino a raggiungere queste dimensioni. E' considerato uno degli alberi monumentali più importanti del Piemonte e d'Italia, ma...
MA...
E' una vera pena vederlo così, l'imperatore degli alberi, oggi stretto in uno svincolo, una rotonda, una statale e la tangenziale alla periferia di Alessandria. Attaccato al guardrail, assediato dalla auto 24 ore su 24: praticamente impossibile da avvicinare a chi voglia visitarlo o portargli i propri omaggi o doni. Oggi sembra quasi troppo imponente, un ostacolo per gli automobilisti che nemmeno lo vedono o lo guardano solo come un'ostacolo. Mio progetto è organizzare una festa annuale a LUI dedicata, un compleanno, in cui EGLI sia avvicinabile e venga giustamente celebrato!!!
IL FAGGIO:
tutti gli alberi sono bellissimi e sarebbe sbagliato dire di preferirne uno solo, però il faggio è uno di quelli a cui sono più affezionato. Ricordo che da piccolo a metà strada percorrendo il sentiero che saliva sul Monte Pelpi (in provincia di Parma) c'era un prato con un grosso Faggio (spero ci sia ancora!) sotto cui andavo a sedermi e a giocare. Una volta presi un ramo caduto e dopo averlo sbozzato con coltellino che mi avevano regalato lo portai a casa dove cone l'aiuto di una lima e un seghetto ne feci un manico di un martello. Mio nonno ne fu molto fiero perchè era venuto benissimo e lo possiedo e lo uso ancora oggi!!!
Boschi sacri, Nemeton...
Visto che ho intitolato questo blog in questo modo, inizierò subito a parlare dei miei amici alberi e del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con loro. L'albero può essere considerato il simbolo della spiritualità europea e indoeuropea (e ovviamente non solo, basti pensare che nei primi secoli uno dei simboli del buddismo era proprio l'albero e non il Buddha stesso). Esso era alla base di tutti i culti primordiali ed è restato centrale fino all'arrivo del cristianesimo, che comunque, nei momenti di peggiore intolleranza. non potendo distruggere tutti gli alberi d'Europa ne ha conservato alcuni aspetti (ma di questi aspetti parlerò in un altro momento). In effetti i boschi sacri erano presenti in tutta l'Europa antica: dalla Grecia alla Scandinavia esistevano zone in cui si poteva entrare in contatto col le divinità (ancora strettamente legate alla natura) in mezzo agli alberi.
Ancora oggi, chi non sia stato ancora completamente annientato dalla vita moderna, può, entrando in un bosco, sentire la presenza di queste forze, non saprei come definirle, che nei secoli gli uomini hanno cercato di spiegare e di antropomorfizzare per semplificarne la presenza e poi il culto.
I Nemeton (boschi sacri appunto) più famosi di cui noi abbiamo notizia si trovavano a Dodona per i greci, a Nemi per i romani, quello vicino a Locronan per i Celti nel nord ovest della Francia, quello famosissimo di Uppsala per le popolazioni scandinave e germaniche. Che io sappia non si hanno notizie dei Nemeton sacri ai Liguri o della Gallia Cisalpina, data la volontà di nascondere la loro presenza dai tempi delle invasioni romane fino ai giorni nostri... ma si presume ce ne fossero molti: è mio volere informarmi sulla questione e aggiornare questa pagina in un prossimo futuro. La parte del territorio europeo in cui questi luoghi sono sopravvissuti per più tempo sono sicuramente le terre Baltiche. Esse vennero cristianizzate soltanto alla fine del 1300, anche se ovviamente i cristiani estirparono tutte le foreste in seguito. Un luogo sacro era Romowe in Nadruvia una zona nel Nord della Prussia. Esso era anche il nome della religione ufficiale della Lituania fino al 1387 (e che oggi è finalmente in fase di rinascita).
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Anche in India (in cui sopravvivono molte usanze simili a quelle dell'Europa pre cristiana) esistevano moltissimi boschi sacri e ne esistono ancora oggi. Essi venivano chiamati "Devarakadus" (boschi degli dei) e venivano protetti e conservati dagli abitanti della zona. Famosi i boschi e gli alberi legati alla vita del Buddha. Vari i boschi e gli alberi venerati anche in Giappone e l'importanza che essi avevano per i nativi americani e qui mi fermo.
Da ricordare la persistenza durata fino ai giorni nostri di echi legati ai culti dell'Albero rintracciabili ovunque in Europa e particolarmente viva fino a qualche secolo fa con le congreghe e i sabba delle streghe che immancabilmente si ritrovavano sotto qualche Albero "Sacro". Il più famoso è sicuramente il Noce di Benevento e io ricordo il Noce di Trisobbio in provincia di Alessandria, che ancora oggi fiorisce sempre nei giorni del Solstizio d'Estate (per questo è detto di San Giovanni). In essi il Papa e i boia del clero trovavano pane per i loro denti: adorazione della natura e donne che alzavano la testa!
Inutile ricordare quanto le "radici cristiane dell'Europa" non siano assolutamente le sole e anzi che quelle radici poggino su radici ben più profonde. Quello che purtroppo fecero i cristiani fu mettere al centro dell'universo l'uomo (o un dio a forma di uomo) che poteva disponere a suo piacimento della natura intera, e quindi sradicare i più imponenti Alberi, radere al suolo i boschi sacri e uccidere e torturare chi li amava e li considerava amici, purtroppo. Basti pensare che per costruire San Pietro a Roma vennero disboscate intere regioni dell'Umbria.
Libro consigliatissimo: "MITOLOGIA DEGLI ALBERI" di Jacques Brosse (BUR) - [LINK]